Archivi catalogati in: Venezia 2011

Ah Tao,domestica in Hong Kong

        Una vita trascorsa a prendersi cura degli altri forse è meno semplice di quanto il titolo voglia dare ad intendere,anche se  meticolosità, leggerezza, ritualità ed eleganza dei gesti quotidiani, non parlano mai della inevitabile fatica di servire in casa, crescendo più generazioni di una stessa famiglia.   L’arco di tempo passato al servizio dei Lee è quasi pari a quello dell’esistenza dell’ anziana domestica Tao ma qui se ne racconta solo … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Venezia 2011 | 5 Commenti

We’re not bad people. We just come from a bad place.

Togliamoci subito il pensiero : niente di questo film è troppo esplicito o gratuito come potrebbero dar ad intendere ripetute scene di sesso a combinazione variabile, celebrati passa e spassa di Fassbender come natura crea,davanti alla macchina da presa e una lettura frettolosa del tutto. Raccontare credibilmente un’ossessione e nel contempo rendere i fatti con misura ed eleganza, senza cedimenti al trash narrativo nemmeno nell’accenno ad una probabile infanzia danneggiata come origine di tutti i … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Venezia 2011 | 5 Commenti

The talking cure

Atmosfera checoviana, tutta mussole, orologi da taschino e pince-nez. Salvo poi scoprire che le tradizionali efferatezze cronenberghiane vivono egualmente – e nemmeno troppo tra le pieghe – in questo suo  The dangerous method ovvero :   The talking cure dal lavoro teatrale di  Hampton  a sua volta  riadattato da un libro di  Kerr. Dove si narra della triangolazione, non propriamente  amorosa tra  Freud,  l’allievo prediletto Jung e la di lui paziente Sabine Spielrein la cui schizofrenia, sottratta … continua a leggere »

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Il dio della carneficina (e quello della regia)

Niente in Carnage è del tutto sconosciuto : Non la storia, da una pìece teatrale, ovunque e con successo, rappresentata,  di Jasmina Reza, (qui anche co-sceneggiatrice),  né la messa in scena dell’ipocrisia borghese o della labile inconsistenza di Principi solo orecchiati ed esibiti alla maniera del mazzo di tulipani gialli che Tavoularis ha piazzato al centro della scena. Tantomeno  il racconto del massacro senza spargimenti di sangue, tema assai caro a Polanski, o la dimestichezza … continua a leggere »

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Cose di questo mondo

 A proposito della nutrita lista di film sull’ Immigrazione sparsi un po’ per tutte le Sezioni della Mostra,  non potevano mancare ironie – l’espressione istituiamo il premio gommone d’oro, sarebbe degna di Abatantuono/Patierno se non fosse stata davvero pronunciata – nè conclusioni tirate per i capelli sul fatto che il cinema italiano  sarebbe ossessionato dai Migranti. Ma visti i cartelloni dei concorsi internazionali  in cui film ad analogo tema, per di più provenienti da paesi – … continua a leggere »

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