Archivi catalogati in: La fabbrica del cinema

Di fughe, ringraziamenti, talenti

Né Thelma né Louise  – quelle che fin dai primi fotogrammi si capiva fossero in fuga precipitosa verso il baratro – ma nemmeno l’ennesimo stucchevole racconto di cura e redenzione della malattia mentale, dai letti di contenzione ai balli di gruppo come se fosse stata una passeggiata di salute, la Pazza Gioia è un film a sé, non catalogabile, lodevolmente e incredibilmente asciutto nella difficile descrizione del Disagio. E il Disagio ha sempre una ragione … continua a leggere »

Catalogato in Cannes 2016, La fabbrica del cinema | 4 Commenti

For one brief shining moment there was Camelot

Voglio che vedano quello che hanno fatto a John disse rifiutando il cambio d’abito per il giuramento di Lyndon Johnson sull’aereo presidenziale che la riportava a quella che non sarebbe più stata la sua casa. Oggi quel tailleur rosa con i revers blu navy – confezionato in America, in omaggio ad una tradizione patriottica ma con stoffa, passamaneria, bottoni Chanel –  macchiato del sangue di John Fitzgerald  è ripiegato sottovuoto in una scatola presso l’Archivio Nazionale.Per … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Oscar 2017, Venezia 2016 | 7 Commenti

Arduo da vedere il lato oscuro è

La piccoletta sullo sgabello osserva da dietro le quinte la mamma che ringrazia il pubblico dopo un’esibizione. Sotto al caschetto, allora detto alla bebè come del resto le scarpine e il cappotto, si intravede un’espressione compiaciuta. Anni dopo, quella ragazzina scriverà che seguire le orme materne è stato interessante. Interessante è un aggettivo curioso se applicato alla lunga teoria di stati d’animo contrastanti che accompagnarono episodi non sempre lieti. E infatti  la piccoletta non ci sta … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Se ne sono andati | 2 Commenti

Principessa per l’eternità

(Rest easy, Carrie) Condividi suFACEBOOKTWITTEREMAIL

Catalogato in La fabbrica del cinema, Se ne sono andati | 2 Commenti

Doña Sonia : saudade e ironia della sorte

  Lungomare di Recife sfigurato da una speculazione edilizia invasiva, un palazzetto azzurro elegante e un po’ fané  circondato da una selva di brutti grattacieli resiste grazie alla caparbia determinazione dell’unica inquilina rimasta. L’assedio cui è sottoposta Clara ha le fattezze di cospicui assegni dell’Immobiliare che  vorrebbe rimpiazzare la piccola costruzione chiamata Aquarius con il solito mostro a non so quanti piani ma anche di amici, parenti, figli che insistono perché accetti l’offerta. Ma qui … continua a leggere »

Catalogato in Cannes 2016, La fabbrica del cinema | 1 Commento