Archivi catalogati in: La fabbrica del cinema

Quando si dice visione

Addentrandovi nelle pieghe della Rassegna Stampa Veneziana  leggerete che The women who left, Leone d’oro 2016, è un film di ben 226 minuti (con uno o più punti esclamativi o puntini di sospensione a piacere)  e che tale perniciosa dilatazione dei tempi,  definita con grande  spreco di aggettivi  acquatici (fluviale, torrenziale etc), concilia il sonno o la fuga dalla sala. Rivendicando  il critico il proprio sacrosanto diritto di spettatore ronfante o fuggitivo, apprenderete così che egli … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Venezia 2016 | Lascia un commento

Grazie per il Mondo Nuovo (e per tutto il resto)

Aveva deciso di non realizzare quel film di troppo che scalfisce la carriera ai cineasti più celebrati e per questo aveva smesso di girare. Ma non di esserci e di dire la sua : un bel libro a fumetti illustrato da Ivo Milazzo,un documentario su Fellini,il suo impegno, la sua parola ovunque fossero richiesti. Leggeremo che come pochi Ettore Scola ha raccontato questo Paese. Molti lo hanno fatto, qualcuno  anche con grande efficacia, mai però … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Se ne sono andati | 19 Commenti

Liberté

La folle corsa di Anna, Sami e Claude nel tentativo di visitare il Louvre in meno di 9 minuti e 45 secondi, il madison improvvisato dai tre amici  in un bistrot, Parigi (coprotagonista) con la nebbia e infine il cuore del film : l’ inquadratura fissa  di Anna nel metrò mentre sullo sfondo passa casualmente l’indicazione di una fermata : Libertè. Inutile tirare in ballo i Rafale,i droni, la religione, lo stile di vita e … continua a leggere »

Catalogato in Guerra e pace, La fabbrica del cinema | 4 Commenti

Il cinematografo è una malattia ! (tre : certified fresh of 92%)

  I conti non tornano se la nipote scambia la Mistique Feminine della nonna con la mercenaria blu della Confraternita dei Mutanti Malvagi. Paul Weitz, regista di giocattoloni ben messi, lo sa e convoca Lily Tomlin – finalmente un ruolo da protagonista –  per raccontare una storia in cui si muovono  tre generazioni di donne da orlo della crisi di nervi. Tutta colpa della rivoluzione fallita o incompiuta o interrotta forse dall’ottenimento appagante delle piccole … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Romafilmfest 2015 | 7 Commenti

Il cinematografo è una malattia! (due : l’idea migliore)

     Il lato nascosto del Genio, si direbbe.E se non fosse intervenuto Bret Easton Ellis, l’Eterno Rivale, a chiarire quanto fosse stronzo, vanesio, vuoto, sopravvalutato e pure repubblicano il molto – e con più di una ragione –  celebrato scrittore David Foster Wallace, non avremmo mai capito davvero il senso di questo film. A sua insaputa – ma poi chissà – e tra un insulto e l’altro, Easton Ellis ci spiega che The end of the … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Romafilmfest 2015 | Lascia un commento