Archivi catalogati in: La fabbrica del cinema

Wouldn’t you like to know! Maybe it’s Marilyn Monroe!

The seven years itch che qui  da noi divenne Quando la moglie è in vacanza, presumibilmente  perché all’epoca i pruriti del settimo anniversario non erano ancora entrati nell’ immaginario nazional- collettivo ,  oggi compie 60 anni. La foto qui sopra ritrae Marilyn in attesa del ciak mentre indossa  un abito bianco destinato a divenire  cult nel cult. Di lì a poco, posizionata su una grata della sotterranea,  il plissè soleil della gonna si gonfierà per lo … continua a leggere »

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Tutti i battiti del mio cuore

Veramente il titolo originale di questo vecchio film del vincitore Audiard era  De battre mon coeur s’est arrêté .Il che sarebbe stato più adatto alla delusione di non aver riportato a casa manco una palma minore ma il premio non era nell’aria e lo spiegamento francese lasciava prevedere quel che poi è successo. Diciamo che il cuore  ha avuto tempo di abituarsi. Tuttavia, palme o non palme, di lì sono passati egualmente il Talento, la Creatività … continua a leggere »

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Sotto il tappeto ( aspettando le palme)

Domanda fondamentale  –  C’est party !  è stato il polemico titolo con cui  la une de Libération ha annunciato l’apertura del festival e – nonostante l’esigua  presenza di film americani in cartellone –  l’invasione hollywoodiana della Croisette, del Palais e del Marché. Dive, divi, produttori, distributori in parata e soprattutto film di qualsiasi nazionalità  in cui predominano cast provenienti da Hollywood e in cui gli attori parlano inglese. Domanda di Libé :  Cannes si sta trasformando … continua a leggere »

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Des femmes, des jeunes, des premiers films

   L’affiche d’abord  – Dopo il bacio fatale della Coppia  e gli occhiali da sole del Divino, il ritorno dell’Attrice di cui saranno celebrate, nel centenario della nascita , versatilità,audacia, modernità rappresentate dallo sguardo serenamente rivolto verso il futuro in questa foto di David Seymour, da cui Herve Chigioni e Gilles Frappier hanno tratto l’affiche bianco abbagliante del Festival di Cannes 2015. Dunque Ingrid Bergman : da Hollywood al neorealismo, dal cinema artigianale a quello … continua a leggere »

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Qualcosa di nuovo, di diverso (rompendo qualche schema)

  Ai film di Moretti c’è sempre poco da aggiungere.Sono lì. Raccontano storie che puntualmente parlano della tua. Si dirà che il meccanismo di identificazione è tipica sindrome da sala di proiezione ma  qualcosa di ulteriore, di esatto e di forte nei suoi film svela quale sia il valore aggiunto e il tratto indistinguibile del suo talento. Prima di tutto una visione delle cose  in cui ogni elemento convive in un sistema di connessioni logiche … continua a leggere »

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