Archivi catalogati in: Cannes 2009

My name is Clareece “Precious” Jones

Con gran ritardo, molti riconoscimenti – tra i quali due Oscar –  e poche copie,  arriva anche qui da noi, questo pregevole lavoro di Lee Daniels, che dopo aver spopolato al Sundance, fu a Cannes 2009 – sezione un Certain Regard –  suscitando commozione, entusiasmo e una standing ovation di quelle che non si dimenticano. Primo film tra la fine dell’era Bush e l’avvio dell’era Obama – insediato da pochissimi mesi –  dopo un lungo … continua a leggere »

Catalogato in Cannes 2009, La fabbrica del cinema | Lascia un commento

En attendant la palme ( Mikhalkov)

Apre e chiude l’edizione 63 : il soldato Ryan. E siccome per Robin Hood lo sbarco dei perfidi francesi è stato da tutti interpretato come una scopiazzatura – o citazione, che poi più o meno è la stessa cosa  –  da Spielberg,  Nikita Mikhalkov, forse per tagliare la testa al toro,  ha  subito dichiarato che il suo Sole Ingannatore 2, molto deve proprio a Salvate il soldato Ryan. Chi l’avrebbe mai detto. Confesso di amare … continua a leggere »

Catalogato in Cannes 2009, La fabbrica del cinema | Lascia un commento

I’m not a man, I’m Eric Cantona ( e con la maglia numero sette)

 Sarà che a Cannes la proiezione di Looking for Eric era prevista il giorno successivo a quella di Antichrist – splendido ma angosciante –  sarà che i film di  Ken Loach hanno tutti un che di vivificante, fatto è che dopo aver visto le peripezie del postino Eric assistito – e chi meglio di lui –  dal suo ange gardien  Eric, tutti si sono sentiti immediatamente meglio. Sette mesi dopo, la sensazione rimane inalterata, dunque l’effetto von … continua a leggere »

Catalogato in Cannes 2009, La fabbrica del cinema | Tagged , | 18 Commenti

Salsa Pedro

  Anche se non fosse – come dicono i patiti delle graduatorie –  il miglior Almodovar, avercene. E poi se i termini di paragone sono Parla con lei o Tutto su mia madre, superarsi non sarebbe impresa da poco nemmeno per uno come lui. Maltrattato in patria dal maggior quotidiano nazionale  – presuntuoso noioso e vuoto – Los abrazos non è un film che ha il requisito dell’immediatezza. Presi, come ci si ritrova,  a sbrogliare una trama che dispiega personaggi – ciascuno col proprio doppio – su tripli … continua a leggere »

Catalogato in Cannes 2009, La fabbrica del cinema | Tagged , | 15 Commenti

You know somethin’, Utivich? I think this might just be my masterpiece.

  Poi dice che gli ci sono voluti dieci anni – inframmezzati, nei ritagli di tempo, dalla realizzazione di due cosucce del tipo  Kill Bill e Grindhouse, per portare a termine questo film . E ti credo. Prima tira giù dagli scaffali la Cineteca di Babele sana sana, poi scrive a mano, subito dopo copia ( con un solo dito) il tutto su di una Smith Corona dei fine ’90 ( memoria sì, ma corta, deve stampare ogni volta … continua a leggere »

Catalogato in Cannes 2009, La fabbrica del cinema | Tagged , | 1 Commento