Archivi catalogati in: Venezia 2009

Junk food

Soul Kitchen come la canzone dei Doors – ma i diritti costavano un botto e non è nella bella colonna sonora –  o  il locale di Wilhelmsburg, quartiere della movimentatissima Amburgo, dove si servono  junk food e  pazzesche compilation in cui   l’ hip hop riesce a stare insieme col funky, il  rithm & blues e il rebetiko. Dunque  Zinos, proprietario e chef che naviga in un mare di guai, tra fidanzate snob in fuga verso la Cina, fratelli che escono di galera, … continua a leggere »

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Qui si racconta ….

….il ritorno in grande stile del film cosidetto politico  e di come una manciata di pellicole sui comunisti italiani, raccontati per quel che sono stati, al netto quindi di immagini truculente da propaganda FIDE,  offrì il destro ai soliti  per sostenere quanto la libera circolazione delle idee, sia un fatto scontato in questo paese. Splinder permettendo, mi piacerebbe raccontare anche il resto della Mostra ma le peripezie di queste ultime ore in materia di bozze e pubblicazione del post, non suggeriscono … continua a leggere »

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Tutti i rami dell’Azienda

Medusa ha dilagato nella mostra più berlusconiana dell’Era di Papi, finanziando o distribuendo indifferentemente il kolossal riformista, il film sul 68, quello dell’esordiente di talento, del regista o dell’attore più interessanti anche se non precisamente in sintonia con l’impostazione della Casa. Niente di nuovo, beninteso,  trattasi semplicemente, di proficua strategia di mercato anche se in questo caso percorsa da una rete di conflitti d’interesse di tutta evidenza. Medusa dunque non è di per sè l’indizio dello stato di buona salute della … continua a leggere »

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I ventidue colpi

Il cartellone, ricco, eccentrico, planetario e – come è giusto che sia –  senza apparente filo conduttore, sembra già bellissimo. Si va per mostri – ma già sappiamo che quelli con i quali abbiamo a che fare quotidianamente sono cento volte più insidiosi e orrorifici delle creature del maestro George A. Romero – Qualcuno di loro poi, si prevede calpesti il tappeto rosso e così tutto sarà intonato. per grandi provocazioni – Todd Solondoz con Life during wartime,  sequel-remake … continua a leggere »

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Carissimi cineasti italiani…

E’ andata come doveva e alla fine ha prevalso, non tanto il buon senso, quanto una strategia differente, più articolata ed incisiva. Niente  blocco della Mostra ma il trasferimento armi e bagagli,  della protesta al Lido. Niente black carpet (malaugurante) almeno per ora. Niente arrampicate sugli schermi per impedire la proiezione, niente tonanti invettive lanciate dai medesimi – Ieri a Parigi noi filmavamo con le nostre macchine da presa volti insanguinati di studenti e operai, e voi qui  continuate … continua a leggere »

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