Archivi Annuali: 2009

Distacchi

  I distacchi, avvertono i conoscitori dell’animo umano, sono fondamentali opportunità di crescita. Quando me lo dicono, domando se per caso non vi siano modi meno dolorosi di quelli del lutto, evento realmente definitivo e proprio per questo inspiegabile. Ovvero – ma questo lo tengo per me, temendo di passare per presuntuosa arrogante – se io non sia sufficientemente cresciuta , alla mia non tenera età, da non aver più bisogno di questi strappi per diventare grande. L’elaborazione del lutto … continua a leggere »

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Barbasprechi

Inutile ogni questione di attendibilità  storica – anche se sbertucciare un medievista di rango come Franco Cardini, non è stato il massimo del fair play – Niente di strano che il cinema rimaneggi la realtà. E nel momento in cui lo ammette, niente di male. Non c’è  bisogno di aggiungere molto altro al Barbarossa di Martinelli, il film è stato già abbondantemente strapazzato dalla critica – tranne – cela va sans dire mais ça va mieux en … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema | Tagged | 6 Commenti

Parole grosse

Mi dispiace per Crozza e per la sua divertente copertina dell’altra sera a Ballarò,  ma gli sceneggiatori di Perry Mason erano affiancati da fior di consulenti. Per cui, data la proverbiale pignoleria americana, difficilmente avrebbero consentito la messa in onda di  castronerie del tipo la legge è uguale per tutti ma non nelle sue applicazioni o peggio che il Premier, grazie ad un po’ di latinorum e qualche giravolta …oplà, potesse tramutare la sua identità segreta e da primus … continua a leggere »

Catalogato in Palazzi di Giustizia | Tagged , | 1 Commento

You know somethin’, Utivich? I think this might just be my masterpiece.

  Poi dice che gli ci sono voluti dieci anni – inframmezzati, nei ritagli di tempo, dalla realizzazione di due cosucce del tipo  Kill Bill e Grindhouse, per portare a termine questo film . E ti credo. Prima tira giù dagli scaffali la Cineteca di Babele sana sana, poi scrive a mano, subito dopo copia ( con un solo dito) il tutto su di una Smith Corona dei fine ’90 ( memoria sì, ma corta, deve stampare ogni volta … continua a leggere »

Catalogato in Cannes 2009, La fabbrica del cinema | Tagged , | 1 Commento

Dov’eravamo rimasti ?

Agl’infiniti linguaggi del cinema alla ricchezza del suo alfabeto d’immagini e di conseguenza all’inutilità dei sacri principi estetici, delle gabbiette interpretative, delle divisioni in generi, alti, bassi, medi,  tanto care ai teorici e agli schematici desiderosi di mettere le braghette a qualsiasi cosa. Giuseppe Tornatore di nuovo in campo, è costretto a investire più tempo per spiegare cosa NON è Baaria, piuttosto che a raccontare cos’è. Un’ opera sontuosa, epica, fragorosa, velocissima. Poi d’accordo – non rompiamoci la testa … continua a leggere »

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