Archivi Annuali: 2010

Buona notte

A Mario Monicelli non sono toccate esequie stile Alberto Sordi, con camera ardente in Campidoglio, orazione funebre del Sindaco  – che nel frattempo è pure cambiato, in peggio – in piazza San Giovanni, aerei con striscioni inneggianti, fiori, lutto e cordoglio cittadino. Tutta roba che del resto aveva precisato di non volere, desiderando sopra ogni cosa di morire in un giorno di calma piatta – invece cortei  per ogni dove contro la riforma dell’università e … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Se ne sono andati | 6 Commenti

Vicino al Colosseo… c’è Mario

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Catalogato in La fabbrica del cinema | 4 Commenti

The paranoid style…

E’ possibile che quanto accade in questi giorni tra  tetti,  cupole,  binari e  tappeti rossi e – ovviamente – per le strade di Napoli, prima che gettare discredito, offra al mondo la misura di come siamo combinati ma  soprattutto che gli esiti dell’inchiesta su Finmeccanica oltre che le annunciate rivelazioni di Wikileaks, facciano fibrillare un governo che,  parte  di suo, parte per ragioni strettamente dipendenti da quanto sopra, è arrivato al capolinea. E che siamo … continua a leggere »

Catalogato in Palazzo | 3 Commenti

Il potere rende nervosi ( coloro che ne temono la perdita)

Mentre l’effetto dissolvenza sfuma sui numerosi – abbiamo imparato di recente – significati del verbo interloquire, i riflettori si accendono sull’ Elenco che  Maroni ha finalmente ottenuto di leggere, a mò di contraddittorio, nel programma di Fazio e Saviano . Ora il messaggio  del Ministro è per tutti più chiaro: se tu racconti, in televisione, di un’inchiesta che lambisce il Mio Partito, io ti squaderno cinque minuti di pura propaganda filogovernativa. Non male. Soprattutto dopo … continua a leggere »

Catalogato in Palazzo | 4 Commenti

Noi, dolce parola. Noi credevamo…

Differentemente dai libri di scuola, dalla Versione Ufficiale e dal presumibile spirito di  celebrazioni a venire, il cinema con Blasetti, Vancini, Rossellini, Lizzani, Visconti, Soldati, Taviani,  aveva già fatto del Risorgimento l’occasione di un racconto antiretorico e senza rimozioni. Declinando in chiave di rivoluzione tradita, il tema della Storia che logora i Valori, mutando in Male anche l’azione più nobile, Mario Martone si inserisce nel tracciato dai predecessori col suo Noi credevamo, film in parte … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Venezia 2010 | Lascia un commento