Archivi Mensili: novembre 2010

Zang tumb tumb ( c’est Fini)

E’ possibile che l’incidente Saint Exupéry metta fine al saccheggio de Le Petite Prince, un bel racconto oramai ridotto dall’abuso a deposito di Massime adattabili a qualsiasi tipo di impresa. Se così fosse, sarebbe già un risultato. Ad ogni buon conto, la Destra che vuol essere laica, repubblicana e guardare ai modelli europei,  esordisce a Perugia col Deborah’s theme da Once upon a time in America, si commuove fino alle lacrime alla lettura del Manifesto … continua a leggere »

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Marcello

I significati sono tanti. Il cuore del film tradotto in parole povere eccolo qua : Vogliamo avere un po’ più di coraggio? Vogliamo piantarla con le fregnacce, le illusioni sbagliate, i qualunquismi, le passioni sterili? E’ tutto rotto. Non crediamo più a niente. E allora? Tutto questo detto virilmente, senza nostalgie . Cosa può fare Marcello, il protagonista del film? In questa domanda è già implicita una risposta : può guardarsi intorno con occhio asciutto … continua a leggere »

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Abandonnez les vieilles methodes !

Vince il film più eccentrico  – E povero, altro che sperticarsi  della critica criticante  con lo spleeeeeeeeeeendido bianco e nero. Non c’erano quattrini per il colore e basta –  più macabro e irriverente e, checchè se ne dica, lontano dall’eutanasia intesa come nobile tema di dibattito o riflessione. Qui si può desiderare la morte se si è malati terminali ma anche  cronicamente depresssi, falliti, ipocondraici o più semplicemente perchè si è perduta la voce. A … continua a leggere »

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A tale of sex, money, genius, and betrayal

Titolo e sottotitolo del libro di Ben Mezrich erano già perfetti, sembravano studiati apposta per il cinema. Soprattutto per i trailers : The accidental Billionaire . The founding of Facebook. A tale of sex, money, genius, and betrayal Alla fine però ha prevalso il meno sensazionale The social network, mentre gl’ingredienti classici della narrazione per tutti i gusti, sono stati sostituiti  da You don’t get to 500 million friends without making a few enemies, tagline … continua a leggere »

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Libera iniziativa

La prima perla del Festival si deve a John Landis, presente  nella sezione Extra –  dunque per imperscrutabili  ragioni, non in concorso  – con una black horror medical gotico demenzial  – le definizioni si sprecano  ma servono tutte – comedy :  Burke & Hare, provocatorio racconto tra storia, letteratura ( Stevenson) cinema d’antàn e  leggenda, ambientato ad Edimburgo e da quelle parti,  ancor oggi,  doverosamente sfruttato a fini turistici. Siamo nel XIX secolo, una coppia … continua a leggere »

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