Dix-sept ans après (enfin un homme normal)

Laddove per normal s’intenda una tradizionale formazione da  École nationale d’administration,  borsa di studio con soggiorno negli USA e una carriera  tra Parlamento e Partito  fino ai massimi vertici, dunque segnata da grandi soddisfazioni  ma anche da pesanti insuccessi, in effetti François  Hollande può considerarsi un uomo politico normale.

 

Ovvero senza glamour, bling, amici impresentabili, finanziamenti discutibili da parte di  anziane e ricche signore, né matrimoni e nascite di Stato esibiti in finta e rutilante riservatezza. E senza Vacheron Constantin.

 

E bene ha fatto François a valorizzare al massimo quel dispregiativo  normal  affibbiatogli dall’avversario – il più gentile, i meno gratificanti da fronte interno  spaziavano da Flanby a Couille molle passando per Monsieur Royal e Mashmallow – rendendolo immediatamente un indicatore  di controtendenza.

 

François Hollande è plasticamente tutto quello che Nicolas Sarkozy non potrebbe mai essere. Lo confermano i suoi modi, la sua visione e il suo progetto politico. Nessuno spettatore dopo aver assistito a le Débat avrebbe potuto concludere che non fossero stati a confronto due programmi differenti. Certo tassare i più ricchi,investire nell’istruzione, pensare ad un diverso rapporto con l’Europa sono stati gli elementi forti e più convincenti del programma di Hollande  Ma i francesi che l’hanno scelto hanno in modo inequivocabile espresso la volontà di metter fine ad un’era deprimente dal punto di vista culturale.

 

Non so se il ritorno di quel  François,  così come auspicato dallo striscione qui sopra, potrà davvero realizzarsi ma è sempre motivo di grande soddisfazione quando gli elettori affidano le loro speranze di cambiamento alla sinistra.E in un momento come quello che stiamo vivendo potremmo azzardare.. di felicità.

(ah …ce joli mois de mai)

 

 

 

 

 

 


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14 Commenti

  1. Rear Window commenta:

    “…i francesi che l’hanno scelto hanno in modo inequivocabile espresso la volontà di metter fine ad un’era deprimente dal punto di vista culturale…”
    Ecco i francesi – beati loro – ce l’hanno fatta. Ora spetta a noi, il prossimo anno, chiudere del tutto i conti col passato. Ce la faremo?

  2. Sed commenta:

    Noi più che di un uomo normale avremmo bisogno di una situazione normale.Come vedi in presenza di :
    primarie, campagna elettorale che pur nella noia offra la possibilità al povero elettore di capire chi dice cosa, primo turno, nuova campagna, secondo turno e proclamazione…nemmeno un attentato terroristico e il suicidio politico al Sofihotel della carta vincente DSK,possono nulla.
    Il presidente si fa con l’apporto dei moderati e del Front de Gauche.
    Miracle!
    Adesso vedremo cosa succede alle legislative.Ma siamo sempre lì se il sistema funziona non c’è antipolitica che tenga.

  3. gattarandagia commenta:

    hai detto benissimo: SE il sistema funziona! ed i francesi hanno inventato circa un paio di secoli fa il modo di far funzionare la macchina dello Stato.
    qui in Italia siamo abituati a servire ed a blandire il padrone, salvo fargli la festa se ci sentiamo traditi (e cercare disperatamente un altro padrone da servire).

  4. Sed commenta:

    Da noi oramai domina il concetto che i vari Parlamenti siano l’unico luogo in cui si esercita la democrazia.
    Ma lo stesso caso LePen- FN insegna che pur senza rappresentanza parlamentare ( ci vogliono 20 deputati in Francia per formare un gruppo all’Assemblea Nazionale) i movimenti vivono,agiscono prosperano e, come avvenne anni fa,arrivano persino a competere al doppio turno.Morale : frammentazione e democrazia non vanno d’accordo.
    Un’occhiata alla Grecia prego, e all’impossibilità di formare un governo data da caos istituzionale,per rendersene conto.

  5. Battista commenta:

    bisogna vedere se alle legislative di giugno la sinistra vinca al parlamento, niente di sicuro. La francia è di destra, il voto per Hollande era un voto contro Sarko…insomma ci sono ancora tante incognite per il suo futuro

  6. Sed commenta:

    Beh nel 2007 dopo la sconfitta di Ségolène l’UMP ha perso una cinquantina di seggi e il PCF non è riuscito a fare il gruppo
    Non è che questo sia stato un grosso deterrente per la politica di Sarkozy.
    Il conservatorismo francese è noto come pure lo è il fatto che la strada sarà in salita ma qui si stava elogiando la funzionalità di un sistema e festeggiando con un sacco di francesi la fine di un’epoca di merda.

    (e se non la smetti di fare la trouble-fête, ti canto la relativa strofetta)

  7. Battista commenta:

    beh almeno stavolta la gauche non se la tira ! On verra en Juin, poi ti riccordo che Cugino Alain è proprio membro del politburo socialista…(che poi di sinistra il cugino ha soltanto uno strato esterno !)

  8. Sed commenta:

    Povero cousin Alain,ogni tanto spunta fuori (e nemmeno può difendersi)è diventato più famoso dei cugini di Madeleine… (Joël, Gaston come si chiamavano più…) ricordi la canzone di Brel?
    Certo che te la ricordi.

    Potresti però aprire un tag sulle malefatte della gauche….chiamalo
    “Comme dit mon cousin Alain”
    (in omaggio a Jackie ma soprattutto al sacro dovere della Critica)

  9. Battista commenta:

    Meno male che c’è Sed per spronarmi…je vais y penser, en fait je voulais faire un post du genre “ce que je pense de la gauche au pouvoir”…

  10. Sed commenta:

    Bello! Non vedo l’ora di leggerlo

    (Certo…que je pense de la gauche au poivre (vert,noir ..à ton choix) sarebbe moooooooolto più filosofico.

  11. Battista commenta:

    Sed mi stai tentando ! Meno male che domani ho la gita con la scuola, la quale mi salva dal compito…

  12. Sed commenta:

    Beh ti porti un taccuino e intanto prepari la traccia.(ma che scusa è ” ho la gita con la scuola”?)

  13. Battista commenta:

    ho la gita come ho l’influenza, ho la tonsillite…una brutta malattia insomma, almeno per un’anno non avrò più la gita (mi riprendo)

  14. redpoz commenta:

    Ah, quel François non tornerà! Ma speriamo che questo François normale faccia bene…
    Vero che puntare sulla sua “normalità” è stata forse la scelta migliore che potesse fare (e che cazz**** da parte di Sarkò lanciare un’accusa simile!): l’ha differenziato da uno stile sopra le righe del presidente uscente che i francesi non hanno mai amato (a partire dal nuovo matrimonio con Carla).
    Programma riformista, non straordinario ma con chiare indicazioni su come cambiare la situazione in Francia ed in Europa: in grado quindi di intercettare i voti di quella larga parte di popolazione che non condivideva più la situazione attuale.

    Risultato comunque al limite dello straordinario: i francesi sono anche meglio di noi in quanto andare in piazza con le sinistre e votare a destra. Appena un paio d’anni fa con le manifestazioni del 2010 contro la riforma delle pensioni che fecero comunque scalpore, non avrei scommesso sulla vittoria del PS….

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