Se non ora (filosofia della stecca para)

 

Carlo Vanzina si è pubblicamente risentito per l’ accostamento delle ultime prodezze regionali col generone romano raccontato  dai suoi film. Giustamente. Luoghi comuni e Realtà che supera la Finzione,a parte, anche un film di cassetta ha una sua dignità mentre nel caso in questione si è finanche smarrito il senso del limite.

 

 

Circostanza acclarata nei tristi elenchi di cifre corrispondenti ad attività o categorie merceologiche improbabili in Politica ma anche nella vita di comuni cittadini, nelle scene madri della governatrice che, bretelle della lingerie in tinta e in vista, va in televisione a raccontare la favola bella dell’Insaputa (ma anche quella della sua campagna regionale costata sei milioni di euro, francamente troppi per portare a presidenza un’amministratrice che non si accorgeva). Da ultimo nei tagli che si vorrebbero purificatori ma che andranno in vigore dalla prossima consigliatura, nella completa assenza di provvedimenti di contrasto ovvero di meccanismi di controllo.Una sforbiciata qua una là mentre l’Ipocrisia impazza.

 

 

La Regione Lazio deve sette miliardi di euro ai propri fornitori, ha operato tagli consistenti a servizi essenziali  mentre l’addizionale, cospicua come si conviene ad una regione indebitata fino al collo, vola ad ogni alito di vento. Ovvio che non ci sia nesso contabile amministrativo tra finanziamento pubblico e quei debiti,tra lo champagne e i letti d’ospedale, tuttavia, populismo a parte, l’accostamento tra il malfunzionamento, i sacrifici richiesti e la disinvoltura della conduzione è inevitabile.

 

Non voglio credere alla veridicità di notizie circa un sistema denominato, con linguaggio prelevato direttamente dal vocabolario malavitoso, stecca para, secondo il quale si sarebbero sottratti  fondi a diversi capitoli di spesa per riversarli nel Finanziamento.Se così fosse, le responsabilità si allargherebbero e ci si dovrebbe interrogare anche sul comportamento dei pubblici funzionari.

 

Ma stecca para significa soprattutto che ce n’è per tutti in egual misura e pertanto se le forze politiche che affermano di fare un uso più virtuoso del finanziamento vogliono salvare un residuo di dignità,devono prendere le distanze dimettendosi : si torni a votare.

 

Una storia cominciata male con un’oscura vicenda di liste presentate in ritardo e finita peggio tra segnalazioni della Banca d’Italia, visite della Guardia di Finanza, iscrizione nel registro degli indagati, articoli di giornale a non finire e partecipazione ai talk show alla presenza dell’avvocato di fiducia.In mezzo : un governo degli affari regionali deprimente.E’ possibile che dal punto di vista contabile  puro e semplice o delle indagini davvero emerga che non ci siano state infrazioni, non così per quanto attiene il giudizio etico- politico : i fatti resterebbero comunque gravi a partire da quel famoso capitolo dei rapporti eletti – elettori che,per i cittadini del Lazio, per l’appunto resta solo un capitolo di spesa.

 

 

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9 Commenti

  1. Rina commenta:

    a me quelle scene madri che sta facendo in tv fanno pensare che si ricandiderà. Vedremo…

  2. Sed commenta:

    Il dramma non consisterebbe tanto nella ri-candidatura ma nel trovare elettori che la ri-votassero.
    Atteso che in Regione ci sono alcuni eletti tra le file dell’Opposizione che oramai si confondono con l’arredamento, tante sono le consigliature cui hanno partecipato…forse sarebbe il caso che gli elettori del Lazio si dessero la classica…svejata

  3. dizò commenta:

    mettiamo i politici all’ingrosso col nostro voto e con vari procedimenti che riescono a votare, facendoci diventare fonti di spese gastronomiche ed astronomiche…ma la politica non era un’altra cosa ?

    [tengo sempre più saldamente al mio non voto]

  4. jeneregretterien commenta:

    coraggio, ora si comincia noi. Siamo già a quota tre ma chissà quanti ce n’è cui la Corte dei Conti sta richiedendo i danari indietro. La truffa più gettonata: la residenza lontano da Napoli, che frutta fior di rimborsi kilometrici mensili (in realtà abitavano in centro)

  5. Rear Window commenta:

    Personalmente faccio fatica a commentare l’ennesimo scandalo legato all’utilizzo improprio di denaro pubblico da parte dei partiti. Perchè non si parla solo di PdL, ma anche dei partiti di opposizione che hanno concorso a deliberare l’aumento degli stanziamenti a loro dovuti fino a 14 milioni! Ormai si tratta di vere e proprie associazioni a delinquere.

  6. Lilas commenta:

    Al peggio non c’è limite. Spiace dirlo, ma è così…In fondo, quando andava a Ballarò come rappresentante dell’UGL mi era sempre sembrata una persona in gamba, determinata. Fossi stata di Roma forse l’avrei votata anch’io!
    Non voglio credere che sia proprio la “cadrega” a cambiare le persone, ma sono disorientata!

  7. Sed commenta:

    @ Rear,
    Mi domando cosa sarebbero capaci d’inventare costoro se, tolto il finanziamento, dovessero reperire i soldi con mezzi propri.
    Omicidi,stupri e rapine, vista la mentalità criminale.Voglio proprio vedere come va a finire.

    @ Lilas, se non li conoscete….
    personalmente sulla destra romano-laziale in questi (lunghi ahimè)anni qualcosa ho messo insieme.. lo dissi per il sindaco prima e per la governatrice poi.
    Indegni. Anche senza sfiorare i recenti avvenimenti.Sono loro che sporcano il mandato,non il mandato che sporca loro.

  8. redpoz commenta:

    quelli del PD si sono dimessi. ma basta? dovrebbero non ricandidare nessuno… e non solo in Lazio…
    perchè non si riesce a convincere Penati?? basta un solo esempio per rovinare tutto.
    in realtà, la situazione non mi stupisce affatto: la classe politica, i cittadini eletti, sono gli stessi che si vada a Montecitorio o nei consigli regionali. sono gli stessi degli scandali nei comuni (che faceva Fiorito prima?)

    no, il problema è ben più radicale.
    di questi, come aggravante, direi solo che non hanno manco stile… feste vestiti da porci, com’è rivelatore!

  9. Sed commenta:

    Le nostre comunità piccole e grandi,i nostri circoli dovrebbero ribellarsi minacciando il rifiuto di fare campagna per personaggi che non siano esempi di onestà e disinteresse.
    Noi lo abbiamo fatto indirizzando a Bersani e al segretario regionale e a quello cittadino.
    Personalmente intendo tenere fede al patto d’onore ma non mi si può chiedere di avallare scelte e personaggi che con l’onore non hanno niente a che vedere.
    Muovetevi anche voi.

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