Qu’arrive-t-il à mes yeux ?

Mentre le previsioni – che quasi mai c’azzeccano –  davano per certi  Mike Leigh o Alejandro González Inarritu, Apichatpong Weerasethakul –  niente paura, il critico cinematografico di Libération assicura che Apichatpong  è da tutti chiamato Joe –  col suo Uncle Boonmee who can recall his past lives si è aggiudicato la  Palma d’oro di quest’anno.


Meritato omaggio al cinema-cinema o al cinema puro, come viene altrimenti definito, per questo film misterioso sul ritorno ai luoghi d’origine di Bonomee, il protagonista, cui rimane poco da vivere  e – proprio come in un film – tra fantasmi e apparizioni, rivive le sue vite passate. Bello per immagini, mistico e delirante quanto è bastato per essere nelle corde di Tim Burton assai più di quanto Another year o Biùtiful potessero.


Ma il viaggio a ritroso non prescinde dal Presente – ne’ da tristi presagi per il futuro – che si manifesta attraverso le immagini di uomini armati o nel racconto dell’occupazione militare di un villaggio negli anni 60.



La Thailandia ha spiegato il regista è un paese violento sotto apparenze tranquille, dominato dalla mafia e da un governo che adotta tecniche di censura vietando tutto ciò che minaccia la sicurezza nazionale.Era inevitabile che la situazione esplodesse perchè ci sono troppe disparità sociali.


Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives è un film di Apichatpong Weerasethakul del 2010. Prodotto in Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna. Distribuito da Bim . Durata: 114 minuti

Questo post è catalogato in Cannes 2010, La fabbrica del cinema. Vai al permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

 

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.