Et maintenant?

 

 

La telecamera fissa sulla trattativa  con le Cinque Stelle oltre ad essere  un disastro visivo ci ha raccontato l’inutilità e il fallimento della messa in scena.

Si pretendeva trasparenza attraverso un mezzo ingenuamente ritenuto neutro  dimenticando che tutto quel che si può ottenere da un uso distorto dell’obiettivo è una falsificazione,in questo caso la rappresentazione plastica di ciò che una trattativa semplicemente non è.

Poco male dal momento che ambiguità,giochi delle parti, bluff e formule in cui perdersi hanno riempito a dismisura i giorni delle consultazioni.Quattro, anche se lo sfinimento li ha fatti sembrare assai di più.

E adesso che  tutti i riti,i veti,i ricatti e i piani dall’A alla Z si sono consumati?

La strada maestra e costituzionalmente corretta in una Repubblica Parlamentare vorrebbe che Bersani si presentasse alle Camere per riferire e chiedere il voto di fiducia,l’unica reale certificazione del diniego ovvero del consenso può avvenire solo in quella sede.Nessun sostegno può essere certo se non attraverso questo passaggio. L’unica chiarezza e l’unico modo per fare pulizia delle schermaglie,del politicismo e della confusione di questi giorni.

Non fosse altro perché il rispetto delle regole possa tornare a rassicurarci.Non fosse altro perché da elettori abbiamo il diritto di sapere chi è favorevole e chi contrario,per esempio, ad una nuova legge elettorale,al reintegro del falso in bilancio,al ripristino di un minimo di normalità attraverso un articolato serio sul conflitto d’interessi. E di quella seduta, ove mai fosse convocata,ci piacerebbe  contare gli assenti ma soprattutto guardare in faccia i presenti.

Io spero che questa opportunità – che non piace troppo al Presidente Napolitano – sia richiesta e soprattutto accordata. 

 

Il dopo lo vedremo poi, atteso che qualunque esito ci regalasse l’eventuale seduta porterebbe con sé tragitti difficili di governi dagli aggettivi più disparati. A noi basterebbe  essere accompagnati a nuovamente votare in condizioni civili.

Dunque buona sorte a Bersani ,qui sopra ritratto in una foto inusuale nei giorni in cui hanno dominato espressioni drammatiche e contratte – ma anche questa foto è di questi giorni –  che sale al Quirinale ad affrontare una prova difficile.Che non si senta solo.

 

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10 Commenti

  1. jeneregretterien commenta:

    E’ andata, purtroppo. Bersani a casa, avanti il prossimo. Abbiamo perso una buona occasione.
    Ha però precisato di non aver rinunciato, quindi la decisione è stata di Napolitano.

  2. Rear Window commenta:

    Io credo che se il candidato premier sia certo di non avere i numeri possa evitare il passaggio delle Camere. In effetti sarebbe un passaggio inutilmente umiliante.
    E adesso? Adesso la palla torna a Napolitano che potrebbe tentare la carta di una autorevole figura sganciata dalle gerarchie partitiche che sia in grado in questo senso – come già avvenuto con Boldrini e Grasso – di creare maggiori difficoltà allo “splendido isolamento” dei cinquestelle.

  3. Rear Window commenta:

    Onore comunque a Bersani che ha lottato strenuamente con quel poco che aveva a disposizione. Penso sarebbe stato un serio e responsabile Presidente del Consiglio. Peccato.

  4. Sed commenta:

    Signori! Al tempo.Bersani non ha rinunciato.Napolitano verifica personalmente le condizioni.
    Ma la procedura proposta da Bersani è ineccepibile(quella di Napolitano meno)
    La costituzione mica dice “andate in aula con le certezze” né parla di consultazioni..E poi quali certezze?Solo il voto può dirlo.
    Ergo: se Bersani insiste vedo difficile per Napolitano il rifiuto.E se Bersani insiste un motivo c’è.

  5. Lilas commenta:

    Mah, anche secondo me, la parola “rinuncia” non è stata pronunciata per una sorta di “onore delle armi” al lavorio ( che a volte è sembrato sfiorare l’ostinazione ) con cui Bersani ha condotto le trattative.
    E se Napolitano non ha accettato di mandarlo in Parlamento, è perché aveva la certezza che la proposta non sarebbe passata!
    Il voto di fiducia è palese e, d’accordo i tatticismi, i giochi politici…ma la vedo grigia, così a breve scadenza, palesemente, cambiare la propria posizione ( sia da parte di qualche grillino, che, peggio ancora, della Lega, cui Bersani guardava con speranza, ma che non ha alcuna intenzione, né avrebbe avuto nessun interesse, a sganciarsi dal centro-destra!)

    Poi tutto è possibile e stasera lo verificheremo, ma, a questo punto l’unica strada sembra proprio quella di una condivisione di governo tra le due forze che, tra l’altro, hanno ottenuto praticamente lo stesso numero di voti! E molti pensano che Napolitano si indirizzerà su questo. Ma staremo a vedere…

  6. Sed commenta:

    Finché non c’è voto di fiducia la valutazione del consenso è affidata ad un calcolo probabilistico.E questo non può essere
    Ma il punto non è tanto la conta quanto le valutazioni politiche dell’aula che è sede propria di ogni considerazione.
    Impegni e accordi presi al di fuori di quella sede non possono avere validità giuridica in virtù dell’articolo 67 della Costituzione.
    Tant’è che ogni volta che un presidente del consiglio si dimette, il presidente della repubblica lo rimanda a verificare le condizioni in Parlamento.
    Poi se di Montecitorio vogliamo fare un orto botanico, diciamolo che mi attrezzo.
    Adoro Napolitano,il suo settennato è stato bello.
    Però non può fare il governo dell’ex Presidente visto che tra pochi mesi se ne va.
    A seguire : niente pasticci e presidenti della repubblica di scambio.Ricominciamo con l’Immunità tramutata in Grazia?
    Non scherziamo:sui guai giudiziari di Berlusconi veri o pilotati,toghe rosse o toghe a pois, abbiamo investito e buttato al vento un’intera legislatura.Non si può continuare oltre.

  7. pyperita commenta:

    Per me resta l’amarezza di una grande occasione di cambiamento persa. Spero tanto che alle prossime elezioni molti di quelli che hanno votato M5S per la realizzazione di un programma che in gran parte il PD condivideva se lo ricordino.

  8. redpoz commenta:

    concordo con te, in questo caso le trattative e le verifiche preventive sono inutili: tanto valeva andare comunque alle Camere.

    quanto allo streaming, questa idea che la trasparenza sia sempre meglio di un pò di riservatezza mi fa veramente ridere…

  9. Sed commenta:

    Io sono ancora convinta che se Bersani andasse in aula passerebbe.Certo, poi ci sarebbe da gestire il prosieguo di un governo che ha ottenuto la fiducia in maniera avventurosa…ma pensa, con un pizzico di fortuna, che bella legge sul conflitto d’interessi si potrebbe fare,subito subito.

  10. redpoz commenta:

    sì, anche io credo che Bersani dovrebbe almeno poter tentare.
    il sistema si è mostrato un pò troppo rigido.
    e se non fosse Bersani, il PD ha comunque ottime personalità

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