The spring rain

 

 

 

 

 

 

Stai a vedere che siccome la vittoria è di misura e la disaffezione rasenta livelli di guardia, non ci si dovrebbe entusiasmare per il risultato ottenuto da  Debora Serracchiani in Friuli. Atteso che gli ultimi disastri  sconsigliassero il voto al Centro Sinistra anche ai più devoti esponenti dello zoccolo duro  e che la politica nazionale accaparrandosi tutta l’attenzione offuscasse le campagne locali  con i poveri candidati costretti a far da sé – astenersi facili ironie – il tonfo che tutti si aspettavano  non c’è stato.

 

Debora e i suoi hanno saputo marcare la distanza dagli sfracelli ultimi scorsi ispirando affidabilità  in un momento difficile. Un po’ di pioggia di primavera è infine arrivata.

 

Nondimeno il discorso d’insediamento di Napolitano che non ha mancato di suscitare entusiasmi a tutta l’aula per il semplice fatto che nessuno vi si è davvero  riconosciuto, preso com’era a individuare nell’altro malefatte e sordità e questo nonostante il Presidente – che non è nato, come tutti amano ricordare fino alla nausea, ieri – abbia riconosciuto il tratto auto-assolutorio degli applausi Il fendente più raffinatamente violento andrebbe ricercato in quel passaggio.

 

Per il resto, tirato malamente per la giacca,il Presidente bis non poteva che assumere i toni del castigamatti che in alcun modo vuole repliche di scenari già visti pena scioglimenti di assemblee o dimissioni.I termini del mandato sono serviti. Di nuovo applausi.E allora inutile recriminare : ce lo meritiamo il patriarca con il suo autunno di intese larghe o strette che siano.Ahimè.

 

Ultima annotazione : mentre va in scena quel melodramma a tinte fosche denominato  crisi del PD con gli infiniti corollari sfascio, dissoluzione morte e decadenza si spera di non fornire ulteriore materiale ai numerosi estensori di feuilleton, auspicando che un conflitto di impostazioni  politiche non si trasformi in conflitto generazionale ovvero che i contendenti non si calino troppo in ruoli sclerotizzati  di vecchi e giovani diventando invece che persone con idee differenti in cerca di quadratura del cerchio,i personaggi di se stessi.

Pena la dissociazione e la nevrosi collettiva che ci destinerebbero invariabilmente al caos, sarebbe bene auto – imporsi questo tipo di cambiamento prima di ogni altro. Perché è indubbio che i giovani provvisti di capacità neuronale attiva siano più in grado di progettare il futuro ma è altrettanto vero che i meno giovani abbiano dalla loro parte il know how – possibilmente da non usare come una clava – indispensabile a qualsiasi futuribile progetto. Su tutti poi dovrebbe prevale il tratto umano e personale  che ogni cosa filtra determinando la differenza. Vecchi e giovani hanno idee e visioni del mondo da mettere a confronto,l’anagrafe a quel punto diventa solo un impaccio.Quanto al pervicace attaccamento alle leve del potere, promuovendo il medesimo esclusivamente ricambi fatti di giovani teste docili e fedeli – lo vedi che l’anagrafe non c’entra? –  chi se ne lamenta ha ragione da vendere.

Ma noi stiamo procedendo a grandi passi verso un confronto e una conta.Diamoci regole e che nessuno si muova.Almeno per il momento.

 

Infine : Francamente sentir parlare di espulsioni nel terzo millennio e in un partito che ha l’ambizione di chiamarsi democratico provoca attacchi di fou-rire ma altrettanto piacerebbe a molti che i destinatari di  futuro anatema rispondessero alle minacce energicamente e una volta per tutte :

 Mbè provaci può essere il prototipo di un’utile soluzione.Spiace dirlo, ma se anche stavolta la montagna dovesse partorire il sorcetto, una  depressione  che non conosce età s’impadronirebbe dell’intero corpo elettorale.Con prevedibili quanto infausti risultati.

 

Nell’illustrazione dall’Unità : la Serracchiani vincente

 

 

 

 

 

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13 Commenti

  1. Rear Window commenta:

    Ho visto la Serracchiani ieri sera a Piazzapulita e mi ha fatto un’ottima impressione. Il suo bel risultato è il segnale che se il partito sa proporre una persona giusta, pulita, appassionata e con le idee chiare… beh, questa è capace persino di vincere. Quanto al discorso di Napolitano, c’è un divertente buongiorno di Gramellini…

    http://www.lastampa.it/2013/04/23/cultura/opinioni/buongiorno/masoch-citorio-KLgU5gHeGzxJg9Wzp711AP/pagina.html

  2. Sed commenta:

    La Serracchiani è stata segretaria regionale e consigliere provinciale in Friuli prima del famoso intervento in direzione nazionale, quindi come del resto Zingaretti è conosciuta e conosce i problemi del proprio territorio.
    Entrambi hanno fatto parte del cattivo “apparato” non lasciandosene condizionare: la pulizia e la passione non bastano se non sei conosciuto non conosci e non hai fatto la tua brava gavetta.
    Morale?
    Non c’è più ricetta vincente.Caso caso bisogna cercare….
    Ahimè.

  3. pyperita commenta:

    Ben venga gente come la Serracchiani. Se insiste invece sulle vecchie facce che la gente non vuole più vedere non c’è speranza di rinascita.

  4. Sed commenta:

    Scusa pyperita ho spostato il tuo post di qualche minuto altrimenti non si capiva l’ordine delle risposte (questo blog è da ristrutturare lo so,un giorno lo farò)

    Non mi dire INSISTETE che mi fai venire la pelle d’oca.Torniamo al NOI (insistiamo,insisteremo etc) per piacere.
    (è una supplica)

  5. Rear Window commenta:

    Ricordo perfettamente il suo fantastico discorso di 4 anni fa… da allora ho avuto un pò l’impressione che si fosse fatto in modo di “silenziarla” un pò… ma magari sono io che sono maligno! ;)

  6. redpoz commenta:

    Dovremmo farle un monumento a Debora: se avremmo ancora un partito, sarà in gran parte grazie a lei e grazie a persone come Civati.
    Ci ha ridato speranza ed un pò di credibilità. Impagabili.

    Sul discorso di Napolitano ho provato le stesse sensazioni. Incredibile come nessuno sentisse dirette a sé quelle parole gravi.
    Ed ora potrà usare tutti i suoi poteri costituzionali, giustamente.

    Sul confronto interno al PD: secondo me, invece, dovrà essere proprio uno scontro generazionale. Non in senso anagrafico, ma ideale: i “nativi democratici” contro tutti gli altri, contro le correnti e gli “ex-qualcosa”. Perchè solo così il PD avrà un senso compiuto e potrà dare spazio ai contenuti, altrimenti i contenuti e le logiche resteranno sempre quelli vecchie e bloccati.

    Io parlato di esplusioni per quei 101, perchè resto convinto serva un gesto forte. Forte come le scope di Maroni, un segnale agli elettori. Altrimenti non si capirà mai veramente il dramma che anche noi abbiamo subito.

  7. Sed commenta:

    A Rear piace la favola bella dei silenziatori e dei silenziati.
    Poi se la “silenziata” c’ha un bel musetto…è fatta.
    Vede troooooooppi film.
    Ma qui non c’è la Spectre c’è un partito talmente leggero da non avere gli strumenti per governare un gruppo di 500 eletti. E non dico che ci voglia la frusta e la sedia…
    Dopodichè la Serracchiani è diventata deputato europeo,non l’hanno messa in un cantuccio a raccattare la cenere.E infatti la sua visibilità non è stata minimamente offuscata.Tant’è che ha preso 50.000 voti in più della coalizioni per effetto del voto disgiunto.
    Fosse stata una “silenziata” non avrebbe raggiunto il successo che ha avuto.
    Dopodichè “la Debora” ha appena finito di parlare in Direzione Nazionale – di cui è esponente –
    Recuperare l’intervento e ricredersi immediatamente!

  8. Sed commenta:

    Non nego che ci sia un elemento generazionale.Ma…e al popolo?
    Voglio dire che nel corso del tempo questa storia si è già ripetuta.
    Allora perché non provare a saltare fuori dalla gravitazione universale di una dinamica stucchevole, mettendo a confronto le idee e non le età? E comportandosi da adulti infine.
    Spero che al congresso i sedicenti ggggiovani abbiano i numeri per prendersi tutto.
    Ma senza numeri…(come è accaduto già) come la si risolve?
    I 101 non verranno mai alla luce.Dar loro la caccia significa solo esacerbare gli animi.
    Per il redde rationem c’è tempo.Come diceva quello…la vendetta è un piatto freddo.

  9. Rear Window commenta:

    E’ vero che la caccia a quei 101 oggi non farebbe altro che esacerbare gli animi, ma d’altro canto come si fa a portare a termine un passaggio delicatissimo come questo di rifondazione e rinnovamento, sapendo che hai 100 colleghi che se vogliono sono capaci di pugnalarti alle spalle senza pensarci troppo sù? Fra chi espelle un senatore perchè è andato in TV dalla D’Urso ed invece chi se ne tiene 101 che votano SI al mattino e NO al pomeriggio, ci dovrebbe essere una via di mezzo.

  10. Sed commenta:

    Si, ma ci vogliono le prove.Col voto segreto è difficile stabilire chi siano costoro.A meno di auto-denunzie.Ecco perchè parlo di “esacerbare” perchè temo si avvi la caccia alle streghe.Ieri sera per esempio è successo un mezzo incidente tra la De Gregorio e la moglie di Boccia.Che facciamo?Ci mettiamo ad insinuare?Sarebbe la fine.
    Né auspicherei nuove regole secondo le quali basta un sospetto per buttare fuori qualcuno.Fortunatamente alla Camera si vota prevalentemente palese,non è facile che si riproduca l’opportunità.Poi ognuno s’è fatto un’idea.La mia l’ho detta da subito temendo che gli stronzi si trincerassero dietro a qualche nuovo arrivato che s’era messo in mostra con la storia di internet.Ma con le ipotesi non si fanno espulsioni.

  11. redpoz commenta:

    mi soffermo sulla questione del congresso, che mi pare la più interessante: come avrai certo compreso, io sovrappongo idee ed età in un’unica logica.
    mi sto, infatti, ormai convincendo che molta -se non tutta- la gloriosa “vecchia guardia” sia troppo legata a schemi che non possono rispondere alle esigenze del partito.
    anche molti dei giovani, ad essere sinceri.
    ma, sommariamente, fra i giovani “nativi democratici” le logiche sono ormai diverse e più adatte ad un nuovo partito, plurale per natura, in misura maggiore rispetto a coloro che sono cresciuti in “blocchi” mono-ideologici.
    difatti, la grande differenza è che il PD ha fatto un salto “del fosso” diventando un partito come Labour e SPD, piuttosto che come il vecchio PCI o DC: un partito con pochi punti fermi ed una linea politica più “flessibile” anche su alcuni temi fondamentali.
    per questo, chi è stato “acculturato” tutta la vita su alcuni capi saldi fa più fatica a ritrattarli.
    similmente, credo una logica simile valga anche per le correnti.
    correnti che scontano, altresì, una sovrapposizione idee/persone che le blocca ancora di più (basta vedere il confronto Bersani-Renzi delle primarie).

  12. Sed commenta:

    Sono d’accordo sul ricambio e quando posso mi adopero tirandomi appresso ire funeste e occhiatacce.Non avendo una provenienza PCI – mi sono iscritta qualche anno prima che lo sciogliessimo dopo una lunga e istruttiva permanenza nei movimenti- ben comprendo le difficoltà di incidere su una perdurante cultura stalinista.
    E ti dico che dopo anni, in certe situazioni (non in tutte) io sono ancora vista come una mosca rossa, semplicemente per un problema di diversità di linguaggio,atteggiamento,stile di vita.
    Ma soprattutto per la inveterata abitudine a interagire con qualsiasi realtà interessante.
    Questo è un partito conservatore.Non lo diciamo forte ma è così.
    Ora, laddove il ricambio non è un assillo costante della classe dirigente,lo stesso è destinato ad arrivare in modo traumatico.
    Non è grave ma ci si deve attrezzare ad una dura battaglia.
    In soldoni bisogna avere idee e numeri supportati da un atteggiamento che io chiamo ” da adulti”.perché so che certi vittimismi istigano i bassi istinti dei cattivi apparati la dinamica che ne scaturisce è un pezzo consistente di quel meccanismo autodistruttivo che pur di non cedere spazio brucerebbe la casa.
    Meglio essere energici ed assertivi ( vedi bene che la Serracchiani che è una viperetta alla fine passa ed è pure rispettata) a quel punto non ci sono guerre sotterranee che tengano.
    Una notazione poi sull’ambizione qualità molto stigmatizzata nel Partito ma indispensabile in politica a patto che poggi su requisiti solidi di preparazione.
    Questo cipiglio anti-ambizioso spesso frena l’entusiasmo e respinge i nuovi arrivati.
    Come vedi, tutto siamo fuori che morti.

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