Cose di questo mondo



A proposito della nutrita lista di film sull’ Immigrazione sparsi un po’ per tutte le Sezioni della Mostra,  non potevano mancare ironie – l’espressione istituiamo il premio gommone d’oro, sarebbe degna di Abatantuono/Patierno se non fosse stata davvero pronunciata – nè conclusioni tirate per i capelli sul fatto che il cinema italiano  sarebbe ossessionato dai Migranti. Ma visti i cartelloni dei concorsi internazionali  in cui film ad analogo tema, per di più provenienti da paesi – Francia o Stati Uniti – che con l’integrazione fanno i conti da decenni, trovano ampio spazio, il problema non si dovrebbe nemmeno porre.

Resta il fatto che qui da noi siamo semplicemente afflitti dalla Bossi Fini, madre di tutti i disastri legislativi , da una politica che – parola di Olmi – non è più degna di rispetto e da un’informazione che distorce fatti e numeri alimentando paure e xenofobia .

Seppure fosse ossessionato, il nostro cinema ne avrebbe ben donde.


Dunque Olmi,  Crialese, Lombardi, Patierno, Cupisti, Segre, Gipi. Ciascuno con il mezzo che gli è proprio  –  l’apologo, la commedia, il dramma,il racconto fantastico, il documentario –  ma tutti lodevolmente intenzionati a resistere alla tentazione del lacrimevole, a scantonare il didascalico, la lezioncina, il luogo comune per mettere in scena, dell’immigrazione, il punto di vista di chi attraversa il mare in cerca di futuro ovvero gli sconquassi che il fenomeno determina nelle comunità di eventuale accoglienza. Ultimi e penultimi non sempre solidarizzanti in situazioni di sfruttamento, schiavitù, criminalità, assenza di valori.



Approcci differenti,  e mentre Patierno citando  Un dìa sin mexicanos – un mondo senza migranti non è nemmeno concepibile – ridicolizza l’imprenditore del nord est che invece vorrebbe spedirli tutti a casa, Olmi restituisce un senso e una funzione ad una chiesa abbandonata che riprende vita accogliendo una comunità di clandestini e  Crialese tocco lieve – anche troppo – ma gran partecipazione emotiva nel descrivere cosa davvero succede nell’isola degli sbarchi  tra pescatori,clandestini, turisti.


E poi c’è Là Bas,  lavoro  riuscitissimo sull’educazione criminale di un giovane migrante di Castelvolturno sullo sfondo della strage del 2008. Racconto veritiero, onesto, quasi in presa diretta, recitato in francese inglese e dialetto del luogo – ci sono i sottotitoli – da un cast all black di attori non professionisti. Lombardo mette a servizio della verità la sua esperienza di cameramen  conferendo alla narrazione l’immediatezza che le è indispensabile. E se è consentita una nota personale, a me ha ricordato, in più tratti , il miglior cinema italiano.


Ma la buona notizia, è un’altra : oltre il Leone per la migliore opera prima, Là Bas a Venezia ha trovato persino un distributore.All’ultimo all’ultimo…e pensare che nessuno voleva crederci




Cose dell’altro mondo è un film a colori di genere commedia della durata di 90 min. diretto da Francesco Patierno e interpretato daDiego AbatantuonoValerio MastandreaValentina Lodovini,Sandra CollodelGrazia SchiavoMaurizio DonadoniVitaliano Trevisan, Riccardo Bergo, Sergio BustricFulvio Molena.
Prodotto nel 2011 in Italia e distribuito in Italia da Medusa


Là-bas è un film a colori di genere drammatico della durata di 100 min. diretto da Guido Lombardi e interpretato da Kader Alassane,Moussa MoneEsther ElishaBilly Serigne FayeFatima Traore,Salvatore Ruocco.


Terraferma è un film a colori di genere drammatico della durata di 88 min. diretto da Emanuele Crialese e interpretato da Filippo Pucillo,Donatella FinocchiaroMimmo CuticchioBeppe FiorelloTimnit T.Martina CodecasaFilippo ScarafiaPierpaolo SpollonTiziana LodatoRubel Tsegay Abraha.
Prodotto nel 2011 in Italia, Francia e distribuito in Italia da 01 Distribution


Il villaggio di cartone è un film a colori di genere drammatico della durata di 87 min. diretto da Ermanno Olmi e interpretato da Michael LonsdaleRutger HauerMassimo De FrancovichAlessandro Haber.
Prodotto nel 2011 in Italia e distribuito in Italia da 01 Distribution

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14 Commenti

  1. Raffaele commenta:

    Non c’entra nulla, ma sono in crisi referendaria.
    Inizio a temere che i quesiti Parisi saranno segati per via della teoria della non reviviscenza, e che i Passigli tanto assurdi non erano.

    Consolami per quanto possibile, sempre realisticamente eh.

  2. Sed commenta:

    In questo caso, della Calderoli, noi abrogheremmo esclusivamente le disposizioni di modifica del presistente Mattarellum, non la legge tutta intera (ipotesi che la corte respingerebbe per via del vuoto legislativo).
    Abrogati gli articoli sostitutivi, si riattiva automaticamente il “sostituito”.
    E poichè quel che viene fuori costituisce, anche in caso di inerzia legislativa, una normativa coerente e immediatamente applicabile,non dovrebbero esserci problemi di sorta.
    In soldoni la preoccupazione della Corte, trattandosi di materia elettorale, è la vacatio che determinerebbe un’inammissibile paralisi.
    Va osservato, inoltre, come le sentenze in materia siano abbastanza “di manica larga” ammettendo finanche la possibilità di correggere la disciplina residua in caso, dopo il rappezzo, presenti piccoli inconvenienti.
    Se non sono stata chiara e realisticamente consolatoria, le sentenze 468/90 e 32/93 lo saranno al posto mio.
    Adesso dimmi come stai, sennò ti rifilo altre sentenze e poi t’interrogo.
    Un abbraccio

  3. Raffaele commenta:

    Ecco, sono più tranquillo. Temevo che uno scherzetto della Corte potesse vanificare una iniziativa politica che per me è più che logica, e che nulla aveva di simile alle precedenti bocciature referendarie.

    Piuttosto, ho criticato fortemente su Internet i quesiti Passigli per l’inapplicabilità immediata della legge così come modificata, per l’eliminazione del riparto seggi tramite liste bloccate senza sostituzione con alcun riparto seggi alternativo.
    Come verrebbero distribuiti i seggi, se vincesse il referendum e il Parlamento non approvasse modifiche a colmare quel vuoto?
    La Corte potrebbe scrivere una legge da sola?
    Loro sostengono che è “automatico” il ritorno alle preferenze, io ho sostenuto che esistono tanti modi per ripartire dei seggi alternativi a questi: il più giovane, il più anziano, il sorteggio.
    Ho sbagliato a dire che sono dei minchioni e che stanno facendo terrorismo psicologico sui quesiti Parisi?

    Dai, una volta che ne imbrocca una Veltroni non posso abbandonarlo, è pur sempre nato il 3 luglio e dobbiamo essere solidali tra noi.

    Io sto un mezzo schifo, a dirla tutta: se uno si riduce alle 2 del mattino per scrivere lo statuto di una associazione dilettantistica sportiva per degli amici conosciuti in tempo d’elezioni è generoso ma poi sta uno schifo il giorno dopo.
    E se poi faccio lo stesso tutte le sere, a scrivere cose che si spera possano servire socialmente per il mio paese, allora sta anche peggio.
    Almeno fino a che non vede che sono servite davvero a qualcosa, ti pare?

  4. Sed commenta:

    Vorrei dirti di guardare i quesiti per risalire agli articoli da modificare ma trattandosi di referendum parzialmente abrogativo siamo all’eliminazione della paroletta e del punto e virgola e non è semplice capirci qualcosa:

    Comunque.. se passassimo accadrebbe che:
    la Camera sarebbe eletta con metodo proporzionale, senza premio di maggioranza e con una soglia di sbarramento al 4%.

    Gli eletti non sarebbero più nominati dai segretari di partito ma scelti tra i candidati attraverso la preferenza unica.

    Il Senato invece verrebbe eletto su base regionale con metodo proporzionale, senza premio di maggiorana in collegi uninominali, con una soglia di sbarramento a seconda dell’ampiezza delle Circoscrizioni.

    Se utilizzi il referendum non puoi fare di più ma ulteriori modifiche restano nella disponibilità del parlamento.Non credo che così come stanno le cose esistano problemi di ripartizione dei seggi. Almeno non mi sembra.

    La Corte comunque ancora non scrive le leggi ( i contropoteri funzionali mica possono fare i doppioni…altrimenti che contropoteri sono?).

    Secondo me non c’è che da raccogliere le firme. Peggio di così la legge non può davvero diventare

    E non è nemmeno vero che Veltroni ne ha imbroccata solo una.Io trovo molto azzeccata e coraggiosa la proposta di Patrimoniale…pensi che senza potremmo venir fuori dal pantano?

    Su non disperare e non farti assalire da dubbi, soprattutto, se devi litigare, non farlo in Rete che poi ti rimane un fastidioso senso d’impotenza dato da impossibilità di venire alle mani con gl’interlocutori più duri d’orecchie.

    Fai bene ad esercitarti di notte per il bene del territorio.Magari la smettono di votare a destra.

    Fermo restando che esistono presso l’Arci o l’UISP (ancora esiste?) buoni modelli su cui lavorare, gli statuti sono un’ottima palestra.

    E non si butta mai niente, mio caro, tutto serve.E pazienza se la mattina ti senti uno schifo…quando uno è giovane e bello, tutto si aggiusta nell’arco della giornata.

  5. Raffaele commenta:

    Però scusami Sed, come diavolo fa ad arrivare la preferenza unica se la parola “preferenza”, sulla 270/2005, non esiste?
    Non è un referendum abrogativo, questo?

  6. Raffaele commenta:

    La proposta di Patrimoniale per me avrebbe funzionato a economia sana, e non a economia semimorta. In questo, così come in poco altro, questo Paese dovrà dare ragione a certa sinistra un po’ antipatica ma con le ricette giuste che è stata tanto sfortunata in questi 15 anni a trovarsi di fronte i D’Alema, i Blairiani e i Veltroni muti come i pesci di contorno.

    Lo Statuto l’ho trovato su un libro sul tema, l’ho preso dalla biblioteca nazionale di Napoli. E’ un tema molto tecnico perché con le associazioni dilettantistiche, a quanto sto imparando, ci sono molti adempimenti fiscali obbligatori e volevo rendere lo Statuto inattaccabile sotto ogni punto di vista, con i giusti riferimenti legislativi.
    Tutto rimane, è vero e per esperienza posso testimoniarlo a gran voce, ma poi rimane anche il fatto che uno la mattina a 28 anni si sveglia ancora col pensiero di fare un piacere a un amico piuttosto che andare a lavorare.

  7. Sed commenta:

    Guarda che la 270/2005 è a sua volta concepita come una modifica, quindi eliminando quella tal modifica si ritorna al presistente.
    Ergo non devi cercare la parola “preferenze” ma la modifica che la 270 ha apportato e che noi vogliamo abrogare.

    Insomma un gioco di scatole cinesi ( che comunque in questo momento torna utile)

    A 28 anni…? Uno si sveglia fresco come una rosa, soprattutto se ha aiutato un amico (vero,si auspica).

  8. Raffaele commenta:

    ma il preesistente non aveva la preferenza unica alla quota proporzionale!
    Guardati il quesito Passigli Sed, quello che mantiene la legge Calderoli facendo pochi interventi.
    Si toglie esclusivamente la parola “liste bloccate”, e non è intenzione di quei referendari rifarsi alla legislazione precedente. E nemmeno volendo, poi, si può tornare al precedente perché anche il Mattarellum, nella sua quota proporzionale alla Camera, aveva le liste bloccate.
    Come la mettiamo?

    E’ tutto un dovere ormai, Sed, e mi sentirò meglio solo a risultati ottenuti.

  9. Sed commenta:

    Ma non basta eliminare il termine “liste bloccate” per non averle più.
    C’è l’articolo 31 del testo unico col facsimile della scheda che il quesito ignorava, mentre forti erano i rischi di inammissibilità per eterogeneità dei quesiti e vuoto legislativo.
    Personalmente ritengo questo referendum uno strumento che in caso di vittoria induca il legislatore a porre alcuni correttivi.
    ( e poi vorrei tenermi il bipolarismo evitando lo spettacolo indecente dei governi che si formano dopo aver votato,secondo me Passigli questo non lo garantisce)

  10. Raffaele commenta:

    Eh, a chi lo dici.
    Non siamo in grado di produrre governi in quel modo, Passigli dovrebbe saperlo bene.

  11. Raffaele commenta:

    http://informarexresistere.fr/2011/09/06/il-referendum-no-porcellum-e-una-truffa/

    Continuano a farmi prendere dall’ansia, studiosi e politici di tutta Italia.
    E continuo a chiederti di farmela passare, per quanto possibile.

  12. Sed commenta:

    Mi pare che tu riponga infinite aspettative su questo referendum, in realtà rispetto allo schema generale delle cose da cambiare, questa non è che una piccola cosa, degna ma piccola.
    Soprattutto reviviscenza o meno, anche la più perfetta delle leggi elettorali – mi parlano di un modello ungherese che non ho avuto ancora modo di vedere, comunque, per disciplina, sono già pronta a ballare la czarda con la coroncina di nastri e fiori in testa e gli stivaletti rossi – non ci garantirebbe contro la prepotenza degli apparati che, ti garantisco, in queste circostanze, è davvero qualcosa di bestiale.
    Ora non mi resta che prendere i quesiti chirurgici,il vecchio testo mattarello,l’attuale porcello e fare un po’ di lavoro di collazione.
    Ovvero : vedere se quel che ne esce è Frankenstein o una bella fanciulla, magari da rimettere in sesto ma capace di camminare sulle sue gambe.
    Ho bisogno però almeno di un giorno di tempo e poi saprò dirti.
    Nel frattempo placa l’ansia con un po’ più di fiducia (nei referendari promotori, nella Corte,nei banchetti..in te stesso …insomma vedi tu)

  13. Raffaele commenta:

    Ok, dai, raccoglierò le firme dimenticando quella parola difficile e inutile, e anche cattiva nei confronti della volontà popolare.
    A tutti gli scettici che verranno a firmare dirò che tu mi hai rasserenato.

    Ma cosa pensi dell’accanimento di informazioni contrarie sul web? E’ come se si avvertisse la mancanza di una controvoce di sostanza a difesa dei quesiti Morrone… Lui stesso è sembrato un po’ debole, per quanto i quesiti non siano spacciati in partenza.

  14. Sed commenta:

    Diciamo che la materia si presta.Ricordo un dibattito infinito sul peso costituzionale della “serenità del governante” relativamente ai vari Lodi.
    Nel nostro caso però ci sarebbero una pletora di sentenze anti-angoscianti a stabilire l’orientamento.E che dire di tutte le volte che provano a toccare l’inattaccabile, dal punto di vista costituzionale, legge 194…?
    Poi lo sai come sono fatti i sinistri : un po’ Tafazzi, un po’spaccatori di capello,un po’ semplicemente autodistruttivi e lamentosi (potevamo vincere?) il che connesso con una certa faciloneria e superficialità di nuovo conio…
    Io credo che sia solo un innocuo polverone alimentato da un mezzo potente quando si tratta di seminare disinformazione e cultura dell’irrilevanza.
    Alle volte mi metto da una parte a seguire certi botta e risposta sui vari socialnetwork…meglio che andare a teatro a vedere il varietà.
    La democrazia, caro mio, ha i suoi nei….

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