I’m Winston Wolfe. I solve problems

Con l’agghiacciante premessa – Monti, quindici giorni, fa in conferenza stampa – del Paese fin qui governato per acquisire/mantenere consensi invece che nell’interesse collettivo, ci è stata presentata con nuovo garbo,nuovo aplomb,nuovissime emotività a fior di pelle, la manovra, definita, seduta stante, salvifica del Paese : 30 miliardi lordi. Giusto quelli che servono per tappare l’ennesimo buco (tutto qui  il senso di quei saldi intoccabili cui ci si riferisce quando si parla di eventuali  correttivi).Solo che questa volta – siamo alla terza, in termine di pochi mesi –  le coperture finanziarie non possono essere rappresentate da vaghe promesse di recupero evasione e vendita di palazzi. L’orlo del baratro, ovvero, per chi non ama le sottili metafore, la mancanza di liquidità per sopperire ad esigenze quali pagamenti di stipendi e pensioni, è prossima e ad ogni posta deve corrispondere un importo e una scadenza. Il rigore comincia da qui, come si presentano i conti è garanzia di credibilità – siamo alla disperata ricerca anche di quella – quanto il senso della finanziaria stessa.


Da subito sono state chiare tre cose : una, che mettere le mani in una situazione fortemente compromessa per sperequazioni,immobilismo da pessimo consolidamento di assetti e privilegi, importerebbe non solo misure robuste ma soprattutto  apparati funzionanti e tempo – che non c’è –  Seconda, che far pagare chi ha di più in termini di beni oramai tutt’altro che al sole, non  è impresa di poco conto,(non basta la volontà). Terza, che anche i provvedimenti del più volenteroso blasonato e tecnico dei governi mai avuti, dovendo obbligatoriamente passare il vaglio di forze politiche, oltretutto prossime alla tornata elettorale, subiscono condizionamenti in termini di veti e imposizioni (altro che lamentazioni sulla Politica in perdita di primato).


L’Impeccabile Compagine si è dunque dovuta misurare con questa sorta di sudoku  e va da sé che con tali presupposti, la manovra prodotta è risultata necessaria quanto iniqua. Inutile girarci intorno : l’equità è un termine che richiama molto da vicino l’Esattezza, non può essere poca o molta. O è o non è.


E in questo caso, è proprio nella ricerca di contromisure e correttivi che ci si rende conto di ulteriori aggravanti,non per responsabilità diretta di Monti,erroneamente vissuto da noi, sempre in cerca di uomini del destino, come il Wolfe del momento ma semplicemente perchè il combinato di errori ed inazione ha prodotto macigni difficili da rimuovere.L’essere poi perennemente in balia di emergenze di varia natura ha concluso l’opera con provvedimenti via via ad hoc non strutturali.Un tipico della mancanza di visione a lungo ma anche a medio termine,tanto per dire che Monti non ha tutti i torti a denunziare il non governo delle cose ai fini del mantenimento del consenso,come il peccato originale dei nostri dissesti.


Una brusca conferma della realtà : mai le ricadute di tante storture avevano determinato tutte insieme una simile deflagrazione.Ci voleva il collasso internazionale per capire che fare giustizia non è facile in situazioni in cui persino le ipotesi di scuola – qualunque essa sia – vacillano.

Un quadro deprimente con una  Politica che ha solo in parte recuperato il proprio ruolo, formulando proposte alternative e indicando limiti. Vedremo in seguito se aperture e perequazioni si confermeranno autentiche trasformando le buone intenzioni  in buoni provvedimenti.Alla prova dei (primi) fatti, il governo risponde con dignità e spietatezza seppur mitigata da lodevole volontà di concertazione. E se è vero che tempo non mancherà per ulteriori prove, è altrettanto vero che al momento non si vede come sarà possibile, per noi, non ingurgitare un calice amarissimo.E che lo sia per ognuno è ancora tutto da vedere.





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9 Commenti

  1. Battista commenta:

    condivido (du beau, du bon, du court-bouillon)

    al di là del problema o immobilismo italiano che era da risolvere, ti segnalo un articolo interessantissimo che ho letto qualche giorno fa su libé
    http://www.liberation.fr/economie/01012376026-fitoussi-ce-que-l-on-vit-est-de-l-ordre-de-la-tragedie

  2. Rear Window commenta:

    In effetti questa manovra non rispetta certo la tanto strombazzata equità sociale con cui Monti si era presentato.
    Però, lasciami dire, che bello poter criticare un premier soltanto per le decisioni prese e non anche per l’inadeguatezza (dovuta a svariate motivazioni e quotidianamente dimostrata) a ricoprire quel ruolo.

  3. Sed commenta:

    Fitoussi (grazie per la segnalazione, me l’ero persa) è, al solito, netto e condivisibili sono le sue osservazioni sull’opportunità di costruire un’Europa politica.Per noi svantaggiati dal punto di vista del funzionamento istituzionale sarebbe una soluzione,tanto per dire.Come pure è vero che tutte queste lacrime e questo sangue hanno ricadute depressive (in tutti i sensi) prova ne è che non sono apprezzate troppo dai mercati.

  4. Sed commenta:

    Intendiamoci,Rear, a me il governo Monti non dispiace affatto (gli concederei anche una proroga oltre la naturale scadenza)e sono convinta che con quel che c’era a disposizione molto di meglio non si potesse fare, soprattutto per motivi di tempo.
    Solo vorrei che si cominciasse a fare qualcosa nelle direzioni che oggi sembrano più difficoltose.Qui si fa presto a dire : l’Ici alla chiesa, lotta all’evasione e ai privilegi della casta/e…ognuno di questi argomenti richiede un lavoro di serio screening tecnico e legislativo,poichè i paletti disseminati sono molti.Se solo Monti introducesse una nuova cultura del modo di fare politica e della governance, mi dichiarerei già soddisfatta.

  5. Rear Window commenta:

    Io onestamente se incontrassi Monti per strada lo abbraccierei, perchè comunque ha fatto fare un salto di prestigio al nostro Paese, che ormai era ridotto a sbeffeggiato zimbello e ci ha liberato dal dittatorello di Arcore. Detto questo, penso che un Governo tecnico debba riuscire ad imporre le proprie decisioni sulla politica ed i suoi paletti (come giustamente li hai chiamati). E visto che il manifesto con cui il Professore si è presentato è stato proprio quello dell’equità sociale, mi piacerebbe che le sue decisioni siano DAVVERO improntate a conseguire questo obiettivo. Mi rendo conto delle grandi difficoltà, ma una manovra che non tiene conto degli aspetti che hai enunciato e non realizzi una patrimoniale, ce la si poteva aspettare da un qualsiasi governo politico.

  6. Sed commenta:

    (Se puoi, recupera le immagini di Monti oggi in Senato mentre la Lega fa casino.Poi mi dici se non pare il protagonista di un film in cui all’improvviso si manifestano gli ultracorpi)
    La Patrimoniale non poteva passare e così si è optato per un ibrido fatto di case,bolli e balzelli.Scampoli di cose buone ci sono,parte nella manovra,parte nelle intenzioni future ma come vedi, ogni volta che vai a toccare interessi di parte o categoria o corporazione, succede il quarantotto.
    Fu così con Bersani è così con Monti.Ci vuole determinazione (e tempo, ovviamente)

  7. Tommaso commenta:

    Bella disamina, pienamente condivisibile.
    Io credo che ci sia stata in partenza, nella mente dell’opinione pubblica etc.., un’idea sbagliata: si è infatti visto Monti come il possibile salvatore della Patria, come colui che con una bacchetta magica avrebbe fatto tutto quello che non si è fatto in diversi anni.
    Credo che si sia riposto in Monti molto più di quello che in realtà può realmente fare.
    E questo, alla prima iniziativa governativa, si è visto.
    Poca equità, è vero. Troppe tasse, è vero.
    Ma come dici benissimo, non si poteva fare realmente di meglio. Il governo Monti si sta muovendo in un campo minato, dove le mine sono i partiti, e appena mette il piede male tutto può scoppiare e sciogliersi come neve al sole.
    Ieri ho sentito i discorsi parlamentari, e mi è parsa chiara una cosa: l’appoggio dei partiti alla manovra è stato un’appoggio condizionato: noi ti votiamo, è come se avessero detto, ma alla prossima……
    E questo fa sì che dal governo Monti non si possano certo aspettare miracoli…

  8. Sed commenta:

    Il grosso è fatto,adesso tocca alle liberalizzazioni e le iniziative per lo sviluppo che tutti hanno sempre detto di voler attuare.
    Voglio proprio vedere se esiste un partito dei farmacisti,uno dei notai, uno dei tassisti e un altro degli avvocati.Il terreno è insidioso non solo per il Governo che dimostra di avere molta predisposizione all’ascolto.Tradotto : chi si oppone deve fare una proposta alternativa.
    Mica è semplice.

  9. Tommaso commenta:

    Quello che esiste è semmai il partito delle corporazioni, ed è per questo che le liberalizzazioni, in Italia, sono sempre state così difficili da realizzarsi.
    Io purtroppo temo che non sia finita qui. Ho il sentore che le lacrime non siano finite…spero di sbagliarmi

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