Gente che lotta

Citta della musica  12

Visti da vicino,  in questi giorni in cui è impossibile andare in giro senza  imbattersi  in cortei, lezioni in piazza, occupazioni e sit in, il sospetto di essere di fronte ad una solida determinazione, ha trovato ieri sera a Città della Musica, immediata conferma. E sia ben chiaro : se si è evitato il peggio, lo si deve a loro. Quelli che l’informazione sciatta, pretende per forza di imbrigliare in una qualche definizione e che hanno dimostrato una preziosa qualità politico-strategica : nervi saldi.

Sarà anche una protesta fondata su bisogni elementari e come tale, aliena dal volare alto delle battaglie d’antàn o come impropriamente viene scritto non politicizzata, ma sono i partiti con le loro strutture ossificate e la loro conduzione, a non essere apprezzati. Non la Politica, che dimostrano di conoscere e di maneggiare, nella ricerca ostinata di unità, di collegamenti con le altre componenti scolastiche, con altri movimenti che in città si battono per il diritto all'istruzione o per un tempo scuola dei contenuti o per un ennesimo spazio di libertà minacciato dal Comune. La ricerca dell’obiettivo che unifica, piuttosto che la tendenza  sgretolante dei mille distinguo, è un tratto di maturità politica, degno di ogni riguardo.

Un’operazione di vero contrasto alla determinazione di questo governo di istigare i cittadini per porli gli uni contro gli altri.

Non ho sentito in questi giorni un solo slogan, ne’ visto un solo atteggiamento declinare verso il populismo, l’invidia di classe – e ne avrebbero ben donde – la demagogia, la qualunquistica ricerca della visibilità a tutti i costi. : nessuna delle pulsioni che ha animato i movimenti di piazza in questi ultimi tempi, è presente. Sono persino capaci di andare in televisione, evitando accuratamente le trappole dialettiche e il paternalismo di interlocutori che vorrebbero, con poca spesa, incutere rispetto. Ovvero di esporre innanzi al plotone di celerini schierato, lo striscione su cui è scritto che quella battaglia riguarda anche loro.

E tuttavia non è per mitezza che si sono, almeno fin qui, evitati, gli errori del passato. Casomai per dignità, per spirito di resistenza di fronte a una Minaccia che oramai investe tutti i settori della nostra vita e che rischia di spappolare ogni residua area del “pubblico".

Questo movimento merita il rispetto che si deve ad una voce autenticamente dissonante nel panorama piatto e consenziente della vita politica. Non trattiamoli come l’ultimo pezzo di folklore rimasto in città, non raccontiamone le magliette, non confrontiamo le loro abitudini di lotta con i movimenti del passato. Non facciamo torto alla loro intelligenza. Soprattutto non trattiamoli da bravi ragazzi. Sono persone che lottano. E che sarà difficile mettere a tacere

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3 Commenti

  1. jeneregretterien commenta:

    e soprattutto non hanno nulla da perdere perchè hanno già perso tutto. Questo governo ha cancellato persino il precariato.

  2. sedlex commenta:

    c’è sempre il lavoro nero…

  3. jeneregretterien commenta:

    quello c’è sempre stato. Anche il premier lo consigliava, ricordi?

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