L’esangue spettatore

L’esangue spettatore

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Finalmente si è potuta evadere anche la pratica  Sangue dei vinti, il film – quantunque adeguatamente  finanziato e di futura programmazione RAI – più perseguitato della storia. Appurando così, l’esausto  spettatore che non già per le incredibili anticonformistiche rivelazioni sulla resistenza o per il punto di vista repubblichino, il lavoro non convinse selezionatori e direzioni artistiche, ma perchè se un ‘opera è fatta per essere mostrata a puntate in televisione, ha ritmi, linguaggi, stili che al cinema mal si adattano. E questo accade  qualunque  sia il governo del Paese, della Città, della Mostra o del Festival. Nemmeno un’intellighenzia meno persecutoria, ideologizzante e (filo)partigiana, potrebbe modificare queste elementari regole ortografiche. Dunque, quando Il sangue dei vinti sarà in televisione, con i suoi cinquanta minuti e passa in più rispetto alla versione per le sale, sarà forse possibile che gli aspetti didascalici, melensi, gli schematismi, i simbolismi, le sbavature, sembrino meno accentuati (e stridenti). Bello il Dibbbattito, ma che si tratti di film o di governativi decreti, sarebbe bene non perdere mai di vista il merito, il contendere, invece di  cercare preventivo rifugio in argomentazioni pretestuose che allontanano, piuttosto che incaricarsene, dalla qualità di un film o dalla efficacia di un provvedimento. Quand’è così viene sempre il dubbio che dietro alla cortina fumogena ci sia ben  poco. E difficilmente ci si sbaglia.

7 pensieri riguardo “L’esangue spettatore

  1. Insomma…sei di nuovo a cottimo, immagino!!

    Poi che farai…andrai anche al Torino-Festival? ( Ovviamente Alice è già in pista anche su quello…;-P)

  2. Quello no, vacanze a parte, io seguo il mercato e a Torino ( che mi piacerebbe più di tutti) non c’è questa esigenza.Comunque di Alice ho visto le cineaste iraniane che mi sono piaciute.Per il resto poca roba davvero interessante,molto traffico e cortei cortei cortei…

  3. Ora vado a comunicarglielo, visto che è di là in cameretta, che sta organizzando le 350 foto che ha fatto in Argentina e che deve ancora farmi vedere per bene!! ;-D

    ( Dato che il moroso al momento è rimasto a Varese, per il lavoro, è bene che lei si sbrighi a farmele vedere con i commenti del caso e, soprattutto, senza la di lui presenza!!! Visto che, nelle foto, c’è grande dovizia di …parentado vario ;-)))))

  4. Il sudamerica, soprattutto l’Argentina, ha comperato molti film italiani ( anche non del festival, vedi Avati ) passa anche questa di notizia, magari è utile.

  5. Ti leggo adesso!

    Di questi tempi, riesco a sbirciare a malapena i blog…Un po’ ( sinceramente) perché mi sveglio naturalmente più tardi, così, il tempo mi si riduce!!! ;-)

    Comunque, i film di Alice per Roma sono stati quello iraniano, appunto, e quello messicano “El viaje de Teo”.

    In più ha sottotitolato e tradotto il documentario ‘Life.Support.Music’, che mi pare abbia preso anche qualche premio! Beh, insomma, qualche soddisfazione ;-)

    Oggi è tornata anche l’ altra, per passare due giorni a casa e mi racconta del film di Infascelli cui è aggregata come stagista in aiuto della Bocca, che è la scenografa ufficiiale. E’ davvero entusiasta del set e degli annessi! Sperèm…;-)

  6. L’entusiasmo è dato dall’ambiente sicuramente giovane e friccicarello. Infascelli è bravo sia con le clip che con i noir.

    A me era piaciuto molto “Il siero delle vanità” e Gino e l’Alfetta.

    (Almeno) il divertimento sarà assicurato.

    Teo invece era inserito in una rassegna per ragazzi.

    Notevolissimo film. Che però non credo vedremo.

    La crisi incombe e siccome anche quando non incombeva, le scelte della distribuzione erano stracondizionate dal mercato, figurati adesso.

    La linea del Piave è data da Fuori Orario su Rai 3 e da qualche festival, nella speranza che i cinema d’essai e i cineclub resistano alle tempeste.

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