Necessariamente insostenibile

Il bambino che credeva  vittima di un rapimento e che le viene restituito non è suo figlio. La polizia di Los Angeles, spregiudicata e corrotta, vuole risolvere le indagini a tutti i costi e  insiste fino a rinchiudere in manicomio lei, Christine Collins –  la madre del piccolo – dopo averla  bollata come persona difficile  e questo   solo perchè si oppone alla versione degl’investigatori. Sarà sottoposta a terapie violente ed umilianti, somministrate senza particolari formalità, così come consentito dalla legge di allora. 

Il caso specifico non sarà risolto, ma indagando sul mistero della scomparsa del bambino, si scopriranno gli omicidi seriali di un pedofilo che sarà poi mandato a morte, come una sorta di colpevole predestinato però, dunque senza che in tutto questo si possa rinvenire  la benchè minima idea di giustizia.

Tratto da una storia vera, resa la sceneggiatura  ancor più aderente alla realtà da un’indagine accurata su materiali d’epoca – ma la verità è la virtù più importante del pianeta, ama dire  Eastwood – questo film si colloca sulla direttrice tracciata da una produzione che con Mystic River, Un mondo perfetto etc,  nell’analisi impietosa della società americana, racconta  i passaggi dolorosi della  perdita d’innocenza di quel  paese. Mischiando i generi, senza tralasciare l’ horror e finanche lo splatter,  in un crescendo di atrocità  che comunque preludono alla sconfitta, Eastwood scrive un altro capitolo sulla fine del Sogno Americano. Un film straziante, di indispensabile violenza in ogni suo passaggio. Particolarmente  nel racconto dell’esecuzione del pedofilo.

Di quale pace parlate? – si chiede Eastwood – Dopo uno spettacolo simile, quale tranquillità sperate di ritrovare? È per questo che ho voluto filmare questa scena con il più grande realismo, il rumore del collo che si spezza quando il corpo oscilla nel vuoto, i piedi che si agitano al momento dell’agonia… è insopportabile da vedere, ed è questo l’effetto che cercavo.

Impeccabile Malcovich nella parte del predicatore radiofonico che sosterrà, la battaglia di Christine. Toccante Angelina Jolie e, manco a dirlo, straordinario, lucido, indipendente tessitore, Clint Eastwood. Nessuna Palma a Cannes ( altre ingiustizie)  ma meritatissimo premio alla carriera, per il regista.

Changelling è un film di Clint Eastwood. Con Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore, Jason Butler Harner, Amy Ryan, Michael Kelly, Devon Gearhart, Kelly Lynn Warren, Gattlin Griffith, Michelle Martin, Frank Wood, Devon Conti, J.P. Bumstead, Debra Christofferson, Russell Edge, Peter Gerety, Pamela Dunlap. Genere Drammatico, colore 140 minuti. – Produzione USA 2008. – Distribuzione Universal Pictures

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1 Commenti

  1. THERycK commenta:

    Clint EastWood è un grande… dico una cosa ovvia ma è un grande… da quando era giovane e faceva i film con Leone. In una parola: MITICO

    bel post sedlex

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