Il negativo della pellicola

 

Manco si fosse trattato del componimento di uno scolaro, a Cannes, la critica criticante non badò a spese. E fu così che dopo la visione di  PalermoShooting,  : fumoso, velleitario, noioso, confuso e saccente. Eppure basterebbe  che la stessa meticolosità con la quale talvolta i critici si industriano a trovare del buono in  lavori di poco conto, fosse investita nel vedere i film solo  quello, niente – si fa per dire – più. Un’ operazione indispensabile, prioritaria rispetto all’abituale rincorrere quadrature in schemi narrativi ellittici, ovvero l’individuare i generi, o l’interpretare misteri che misteriosi non sono affatto. Il che si rivela vieppiù inutile, se applicato al modo di fare cinema di Wenders che intenzionalmente conduce a perdersi in luoghi spazio-temporali mai visitati, più percorsi mentali che veri e propri tragitti.

Insomma, certe forzature esegetiche richiamano l’idea della Morte al Lavoro assai più  di quanto  faccia Wenders nel suo racconto. Che in fin dei conti, ruota intorno ad un dipinto – Il trionfo della Morte  – custodito in palazzo Abatellis a Palermo – raccontando  il regista, prima di tutto, con altre immagini, quell’immagine. Chi ce lo ha detto? Wenders stesso, in millanta interviste. Atteniamoci dunque ai fatti o quantomeno approfittiamo del filo conduttore che ci viene generosamente offerto:

Miracolosamente sfuggito ad un incidente stradale, un fotografo di successo, roso da insostenibili malesseri, arriva a Palermo da Düsseldorf e vede in uno scatto, le proprie persecutorie ossessioni, incarnate da un arciere incappucciato. Il dialogo che ne seguirà,  imprevedibilmente sereno e senza paura, sarà rivelatore dell’intero impianto. E tra realtà e visione, resurrezione e morte possiamo goderci l’elegante fotografia, una splendida colonna sonora e le belle immagini dei sogni e dei fantasmi risolte in digitale.

Detto questo però è importante puntualizzare che anche se faccio un largo uso delle nuove tecnologie, l’importante è che la loro funzione resti quella di guardare e capire la realtà. Mi fa orrore pensare che fra qualche anno nessuno ricorderà più cosa sia un negativo. Credo di non esagerare nel dire che questa è una delle rivoluzioni più radicali del nostro tempo, perché con il digitale è mutato anche il nostro approccio alla morte e alla mortalità. Ormai percepiamo ogni cosa come immortale e abbiamo perso completamente coscienza del nostro essere mortali. Personalmente ho visto la morte due volte da vicino e ho provato una sensazione di attesa. La morte è un punto di vista privilegiato per guardare la propria vita, l’unico che consente di farlo in modo radicale. È questo il messaggio del film: rivedere la propria vita. Spero che le frecce del mio affresco “colpiscano”anche voi.

Wim Wenders

 

 

 

Palermo Shooting è un film di Wim Wenders. Con Campino, Giovanna Mezzogiorno, Dennis Hopper, Olivia Asiedu-Poku, Letizia Battaglia, Harry Blain, Sebastian Blomberg, Inga Busch, Alessandro Dieli, Melika Foroutan, Irina Gerdt, Gerhard Gutberlet, Francesco Guzzo, Wolfgang Michael, Anna Orso, Jana Pallaske, Lou Reed, Udo Samel, Axel Sichrovsky, Giovanni Sollima. Genere Drammatico, colore 124 minuti. – Produzione Germania 2008. – Distribuzione Bim –

 

 

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