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E' Natale

E' Natale

Ad Opera attivisti neofascisti e consiglieri comunali di Lega e Alleanza Nazionale incendiano un campo nomadi destinato dalla Protezione Civile all’accoglienza di sessanta Rom cacciati dall’ insediamento di via Ripamonti a Milano  di proprietà dell’ Ing.Ligresti,notabile della città. Le beau geste è stato compiuto nel più puro stile fascista ridendo sghignazzando e rivendicando  in consiglio comunale la paternità dell’incursione.Not in my back yard” via… questi rifiuti subumani.

In Somalia, se ne parla poco  anche quando i giornali escono regolarmente, sono al quinto giorno di guerra largamente prevista.Le milizie delle Corti islamiche che da giugno controllano Mogadiscio e la parte centro-meridionale del paese,si scontrano duramente con gli uomini del TFG il governo provvisorio somalo supportato dalle truppe etiopi.Vani sono stati i tentativi diplomatici messi in atto dalla Comunità Europea (l’ultimo mercoledì scorso). Di certo si sa, che centinaia di persone abbandonano i villaggi nei dintorni dei combattimenti  per riversarsi in una zona già colpita dalle carestie e dalle recenti inondazioni.Oggi è previsto un pesante attacco delle Corti a Baidoa.

Non regge il cessate il fuoco in Palestina e dopo Gaza incidenti si segnalano anche a Nablus,senza un accordo politico è inutile sperare in una tregua tra Hamas e Fatah.

Condoleeza Rice ha detto alla Associated Press che le vite dei soldati americani e i miliardi di dollari sperperati in Iraq si riveleranno "un buon investimento per quando l’Iraq emergerà come fattore di stabilizzazione in medio oriente".Al momento gli scontri Sciti-Sunniti e gli attentati producono centinaia di morti e Alqaeda ieri ha lanciato un comunicato in cui offre agli americani un corridoio sicuro per il ritiro a patto che questi ultimi lascino le armi pesanti  ai seguaci di Bin Laden.

Lo so è un po’ vetero riproporre tutte queste brutture proprio a Natale che è il giorno della bontà,della felicità e della pace.Ma tant’è …questi sono i pensieri proprio mentre mi appresto ad uscire per l’ultimo saluto a Piero.Già Piero…  che  ci lascia un’eredità grave,che ci ha impartito una lezione complessa ben oltre la battaglia da continuare in suo nome.Se Piero avesse vissuto il suo dolore in privato,al chiuso con i suoi famigliari,i suoi amici, avrebbe di sicuro trovato una mano pietosa a porre fine alle sue sofferenze e oggi avrebbe finanche il funerale che desiderava : in chiesa.Ecco, oltre al resto la sua morte ci consegna un messaggio contro l’Ipocrisia che con il Natale c’entra e anche parecchio e che è tanto diffusa e praticata perchè, al dunque ,è un metodo che "paga",che non crea "problemi" e che ti rende gradito agli altri.Piena avvertenza e deliberato consenso.Ha ragione il catechismo.Questa è l’eredità di Piero.

Piena avvertenza e deliberato consenso

Piena avvertenza e deliberato consenso

In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325).

Una preghiera per la salvezza eterna non si nega a nessuno ma  piena avvertenza e deliberato consenso, condizioni senza le quali, ogni disobbedienza alla legge divina non può dirsi tale,impediscono la celebrazione del  funerale in chiesa, com’era nei desideri di Piero e della sua famiglia.Se così dev’essere, così sia.Domani alle dieci in piazza Don Bosco A Roma,  saluteremo da laici, il laico Piergiorgio Welby, e andremo avanti nella sua lotta, che adesso più che mai sentiamo nostra.

Buonanotte Piero

Buonanotte Piero

Con Piergiorgio Welby nel cuore.Sempre.

Ora, non ci sono parole scritte o dette  in questi giorni (accanimento terapeutico,rifiuto della cura,indisponibilità del bene vita),che non suonino , imbarazzanti  e inadeguate, eppure dentro ognuna di queste parole abbiamo messo l’anima per far sì che divenissero adatte,comprensibili,evidenti.L’unico concetto che ci si  sente di esprimere, ha la gravità del macigno e più ancora : la denegata giustizia che ferisce le coscienze.Segue, il senso d’impotenza per non avercela fatta a spostare nemmeno di un millimetro la situazione che rimane quella che era, con l’aggravante della perdita di Piero del quale si sono rispettate le volontà e di questo ci si può sentire sollevati ma che lascia comunque un grande vuoto.

Accanimenti

Accanimenti

Stefano Rodotà lamenta sulla Repubblica  del 18 dicembre  la rinunzia da parte della magistratura al proprio compito di essere il luogo istituzionale dove le nuove domande di diritti ,trovino immediate risposte sulla base dei principi già esistenti nel sistema giuridico.L’occasione gli è  data dalla decisione con la quale il  Tribunale di Roma,ha respinto la richiesta di Piergiorgio Welby di poter morire con dignità.In linea di principio nessuna obiezione.Il nostro sistema giuridico vede al centro la persona con la propria volontà,non più paziente sottoposto al volere del medico ma “soggetto morale” al quale competono le decisioni riguardanti i drammi dell’esistenza.Lo conferma anche la sentenza dei giudici di Roma che legittima il rifiuto di cure ivi definito come un diritto soggettivo perfetto al quale però mancano le condizioni per la sua concreta tutela e cioè la mancata specificazione di cosa debba intendersi per accanimento terapeutico e per  indisponibilità del bene vita.Ora se è pur vero che tra rifiuto di cure e accanimento terapeutico c’è una differenza sostanziale che nella sentenza non viene evidenziato e che ,nella fattispecie, il medico avrebbe dovuto limitarsi ad accertare la volontà della persona senza compiere alcuna valutazione discrezionale, è altrettanto vero che il percorso indicato dall’art 32 della Costituzione “la salute è diritto fondamentale dell’individuo,non possono essere imposti trattamenti sanitari se non per legge e mai la legge può violare” traccia una strada altrettanto dubbia di quella che ha condotto i magistrati di Roma, secondo i quali non sarebbe possibile fondare una decisione giudiziaria sull’accanimento terapeutico poichè questa nozione come altri principi è incerta ed evanescente,a ritenere inammissibile il ricorso.Comunque la si veda la vicenda ha molte storture che sono tutte date dalla mancanza di adeguata regolazione in materia.Se si pensa che il legislatore avrebbe potuto porre fine alla querelle con una legge sul testamento biologico, si capisce immediatamente che   si parla  non di approssimazione culturale nella terminologia del diritto (che pure è un problema quando si tratta di orientarsi tra concetti quali “comune senso del pudore” o “buona fede”) ma di vera e propria vacatio.I giudici  avrebbero potuto far di meglio?Oh si certo.In un altro paese probabilmente.Ed è proprio la considerazione che in questo paese il tema dei diritti è continuamente disatteso dal partito trasversale dei cattolici onnipresenti in ogni schieramento e con i quali non ci si riesce ad accordare nemmeno sul concetto di cura, figuriamoci sul resto, che deve aver indotto i giudici a rifiutare il ruolo di supplenti,poichè nel caso di Welby non è di aggiustamento legislativo che c’è bisogno ma di una riconsiderazione generale di tutta la materia.Cosa sarebbe della nostra vita se politici così disposti a svicolare su temi definiti, con orribile attributo, sensibili,potessero contare su una magistratura disposta effettivamente a interpretare i principi e lo spirito del nostro ordinamento anche in assenza di norme specifiche?I cittadini hanno diritto a certezze e si aspettano che a rispondere sia un Parlamento che rifiuta di ricevere sia i sacrifici umani che le  pressioni di un corpo martoriato.Fatela la giustizia.E senza supplenti.

Simulacri di Pasqua (anche se è quasi Natale)

Simulacri di Pasqua (anche se è quasi Natale)

In un capitolo del suo libro “Collasso”, il  biologo e geografo Jared Diamond racconta l’affascinante e terribile storia dell’Isola di Pasqua,l’isolotto al largo delle coste cilene nell’oceano Pacifico, un tempo ricco di risorse e di vita. I suoi abitanti furono presi da una razionale follia che si manifestava in una gara di potenza tra clan su chi costruisse  e installasse le più mastodontiche rappresentazioni delle proprie fattezze umane.

Nel corso di tre secoli questa corsa al successo e al prestigio determinò il deserto ,furono abbattuti i grandi banani i cui tronchi servivano a trasportare i massi di pietra.La vegetazione si ridusse ad arbusti,,sparirono gli animali di terra e gli uccelli.Senza i tronchi per le canoe anche la pesca cessò.Gli abitanti finirono con l’abbrutirsi mangiando topi e infine divorandosi tra di loro e poichè avevano abbattuto anche l’ultimo albero fu preclusa loro persino la possibilità  di abbandonare l’isola.

Le insensate statue che fissano l’oceano con sguardi di pietra, raccontano la storia di una società tanto cieca rispetto al proprio avvenire, che si dice debba essersi fidata fino all’ultimo  delle parole di qualche Grande Rassicuratore che per non dispiacere al suo popolo e lasciarlo proseguire nella follia distruttrice,non usava altro che espressioni ottimistiche.I mostri dell’isola richiamano alla mente la credenza diffusa secondo la quale una classe politica è lo specchio del Paese che rappresenta.In realtà ,ai suoi diversi livelli,la classe politica seleziona i propri riferimenti sociali, evidenziandone alcuni ed oscurandone altri.Stabilendo rapporti con i primi e tagliando con i secondi.Per poterla governare,deve dare della società, una rappresentazione e lo fa scegliendo dalla stessa, le istanze di cui vuol farsi portatrice per acquisire i consensi necessari a mantenere o a migliorare la propria posizione, secondo la legge ferrea dell’autoconservazione delle èlite.La classe politica è chiamata a selezionare nel caos contraddittorio delle istanze sociali nel quale però si deve fare una prima disinzione a seconda della prospettiva in cui si collocano : individuale ed immediata  oppure collettiva  e duratura.Destra e sinistra,progressisti e conservatori sono distinzioni importantissime ma vengono dopo e sono interne a quella principale, tra coloro che sanno interessarsi solo al loro presente e coloro che sanno concepirlo come premessa di un avvenire comune.In questa distinzione traspare il pericolo della catastrofe della democrazia  e nel concetto di Libertà non coniugato con quello di Responsabilità, la tendenza a curare illimitatamente i propri interessi anche a costo di dissipare i beni collettivi e duraturi che assicurano l’avvenire.Per legare a sè questo popolo di liberi ed irresponsabili non c’è niente di meglio che prima diffondere la paura di quanto non può essere sotto controllo e poi dissiparla.Più che un Grande Fratello,rimarrà al potere un Grande Rassicuratore.Se le diseguaglianze del mondo aumentano,perchè preoccuparsene?Forse non è così vero,forse è colpa di quei governi.Se l’acqua scarseggia,la desertificazione avanza e l’Aids continua a mietere vittime,nessun problema.Basta non parlarne più e poi si trova sempre qualche scienziato che non è d’accordo.In questo quadro  l’unica speranza risiede in soggetti attivi e dissenzienti rispetto all’uniformità e all’improduttività spirituale imposta dalla società mondiale dei consumi,attivi soprattutto nell’elaborare valori,punti di vista e bisogni differenziati rispetto a quelli dominanti e che sia in grado di inserirli in un sistema aperto di connessioni tra strutture sociali,circoli, movimenti, associazioni club.Nella società civilizzata più che civile è riposta la speranza di una politica che non sia di pura sopravvivenza a breve termine,non appiattita sui suicidi interessi particolari.Una classe politica non totalmente dedita alla riproduzione di se stessa,farebbe bene a prestare attenzione e anzi a valorizzare questa risorsa della vita sociale.E’ solo qui che si possono trovare le energie che aiutano a vedere più in alto delle piccole cerchie di interessi egoistici.L’alternativa è il circolo visioso delle forze in competizione particolaristica che si votano all’autodistruzione senza nemmeno rendersene conto.

Collasso è un libro di Jared Diamond edito da Feltrinelli nel 2007