Vague bleue

Un programma di ambiziose riforme, comporta una maggioranza consistente e la piena governabilità.Ed è esattamente quello che gli elettori francesi hanno inteso consegnare nelle mani di Nicolas Sarkozy : un pieno mandato.Il risultato, che nemmeno gli esiti più ottimistici del secondo turno, potrebbero correggere, è netto.La sinistra in briciole già dalle presidenziali, ora rischia che singole formazioni (il PCF per esempio) non possano costituire i gruppi parlamentari (servono almeno 20 seggi),deludente anche il risultato dei MoDem di Bayrou, giustamente preoccupato per lo sbilanciamento che le forze in campo realizzano in sede di Assemble Nazionale.Il dato record dell’astensionismo (40%) ieri veniva spiegato dal direttore di Libération come accettazione di un processo che molti elettori considerano irreversibile e dall’altra come punitivo di una sinistra frammentata che non ha saputo rinnovarsi ne’ trovare l’accordo.L’astensione tocca i giovani e molti elettori di classi meno abbienti.Più che rafforzare il presidenzialismo,questo risultato mostra una tendenza bipolarista all’americana.Vedremo quali alleanze sarà capace di intrecciare la Royal, stamane già impegnata a sostenere un candidato dei Verdi e uno del PS in due collegi parigini.E’ sempre bello vederla all’opera.

Il mondo che scompare e il nuovo che, inesorabilmente, avanza, sono tematiche centrali in gran parte del cinema asiatico (cinese,indiano) che,mi convinco sempre più, fa razzia di premi in Europa, perchè sa parlare con coraggio ed efficacia straordinari, del proprio contesto sociale.Qui abbiamo i tormenti (ma anche la volitività,la concretezza,il fascino) di Tuya, contadina in Mongolia, alle prese con le difficoltà dei sopravvissuti agli stravolgimenti dell’urbanizzazione dalla quale discendono l’impossibilità di far convivere costumi arcaici e modernizzazione con conseguente perdita d’identità.La narrazione,in aperto contrasto con lo sfondo tragico sceglie la modalità della commedia lieve ed elegiaca.Nella sfilata dei pretendenti di Tuya,sposa per necessità,gli arricchiti,gli ambiziosi, gli emblematici del Nuovo.Nella figura di Tuya il reverente e pregevole omaggio alla dignità e alla vitalità delle culture marginali nonchè alla fiera resistenza all’omologazione.
Il matrimonio di Tuya è un film di Wang Quanam interpretato da Yu Nan.Prodotto da Maxyee Culture Industry.Distribuito da Lucky Red
Aria è la migliore definizione per gli scarsi esiti del G8 : nessuna decisione ,un vago impegno a tagliare i gas serra ma nessun vincolo temporale ne’ quantitativo.Aria…per l’appunto, qualcuno ha anche aggiunto fritta…E sia.