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Tag: ventisette gennaio

Holocaust Connections Inc.

Holocaust Connections Inc.

Se Tova Reich non fosse stata una scrittrice ebrea – e di famiglia ortodossa per giunta – il suo libro My Holocaust pubblicato negli USA  da Harper Perennial  e uscito lo scorso anno, qui da noi con Einaudi, avrebbe suscitato polemiche e scandali a non finire.

Poichè non di solo humour ebraico – caustico, com’è nella tradizione –  ne’ delle abusate  malignità si tratta, ma di una favola, nera e truculentissima su come si possa trasformare in  businnes anche la Shoah, che però induce riflessioni al di là di quelle consuete sul Mercato che tutto macina.

Basta dunque una holding, la Holocaust Connections Inc , un padre e un figlio intraprendenti ed in grado di fiutare l’affare giusto ed ecco che con un’ accorta  gestione,  il  campo di concentramento ( vero) diventa un luogo di memoria sì, ma artificiale,  come una sorta di tunnel degli orrori al  Luna Park, tra finti sopravvissuti e finti bidoni di Zyclon – B, premi ai donatori più munifici, scolaresche che si rincorrono tra le baracche e bonzi tibetani in preghiera. Irresistibile.

Perchè questo libro caustico ed irridente proprio oggi ?

Istituzionalizzare  il giorno della Memoria è stato un passaggio importante, ma a distanza di nove anni,  il rischio che la ritualità pubblica o l’essere queste celebrazioni troppo concentrate sul ricordo, abbia un effetto banalizzante o di perdita di senso, è concreto.

Se dopo aver ascoltato testimonianze, visto film, letto libri di altissimo valore ed impatto emotivo, aver visitato i campi di concentramento, non si sviluppa  intorno ai temi della discriminazione razziale, della macchina dello sterminio, del totalitarismo, una vera e propria coscienza civile, tutto sarà stato inutile.

Noi abbiamo oggi la gran parte della destra italiana che vuole riabilitare i repubblichini di Salò, che rifiuta sistematicamente di misurarsi sui temi del razzismo e della xenofobia, abbiamo la Lega che legge la storia in chiave di complotto di minoranze che opprimono maggioranze. E come se non bastasse, in maniera del tutto trasversale,  siamo capaci di riconoscere le differenze solo in chiave beatificante  o ghettizzante – che poi è lo stesso – Mai in in termini di coabitazione. Se la riflessione collettiva sullo sterminio antiebraico non suscita in queste forze politiche, o gruppi di cittadini, nemmeno l’ombra del dubbio, questo vuol dire che la Giornata della Memoria ha fallito il suo obiettivo.

Mai più, significa dare un senso all’agire politico oggi.

Come pure le visite degli studenti ai campi – Buchenwald, Dachau, Auschwitz, Risiera – esperienze fortissime, che però rischiano di essere vissute come semplici episodi se nessuno avrà posto l’accento su quali complessità storiche siano dietro la macchina dello sterminio.

Il problema non è solo da che parte stare.

In ultimo : a Dachau c’è un distributore della Coca Cola ( forse più d’uno) e appena fuori dal campo un Mc Donald. La racconto così, come se stessi allegando una foto del luogo, anche se il confronto è stridente, mi sono sforzata di pensare che dove ci sono ragazzi…che era nel conto, insomma.

La sfida però consiste nel fare in modo che quei segni di contemporaneità non prevalgano sul resto. Perchè è pur vero che la vita continua – per chi continua –  ma bisogna decidere insieme come.

Di negazionismo in rimozione

Di negazionismo in rimozione

Le tesi dei negazionisti sono di diverse risme, insieme a quelle dei  revisionisti formano  una vasta materia assai presente, soprattutto sul web. Tuttavia per quanto possa essere aberrante la storia dei forni che, secondo queste ipotesi, altro non erano se non sterilizzatori di abiti, o fantasiosa la tesi dei rapporti tra sionisti e nazisti, hanno ragione gli storici e i giuristi, gli uni, quando dicono che Ricerca, Critica e Conoscenza devono essere la sola risposta a teorie strampalate e capziose e gli altri, quando affermano con forza che la libertà d’opinione è uno degli elementi fondanti della Democrazia e che l’introduzione di un reato di negazionismo potrebbe aprire la strada a tentazioni  proibizioniste anche nei confronti di altre posizioni differenti ma egualmente ritenute non accettabili socialmente. Per questo motivo non si dovrebbe aver paura della libertà d’opinione soprattutto non si dovrebbe trasferire sui giudici un problema che eventualmente attiene ad un’ azione politica e culturale, da promuoversi a cura di altre aree istituzionali. Ciò detto, non si può fare a meno di rilevare come accanto al Grande Negazionismo che si riunisce a Tehran e trasforma la Shoah da immane tragedia ebraica a grande complotto sionista, c’è una forma strisciante di Rimozione di episodi niente affatto ininfluenti : già si è detto del genocidio dei rom, dei sinti, degli omosessuali, della sterilizzazione degli afrotedeschi, crimini questi spsso emarginati dal racconto dei media. Ma quello che è sotto gli occhi di tutti è l’opera di minimizzazione del ruolo che l’esercito sovietico ebbe  nella liberazione Auschwitz e Birkenau i cui cancelli, a sentire certi telegiornali, si aprirono miracolosamente il 27 di gennaio per un’occupazione “simbolica" dei campi, visto che i tedeschi dopo aver incendiato documenti e demolito il crematorio III – IV- V erano in fuga e parte dei prigionieri abili alla marcia provenienti da Auschwitz, Birkenau, Monovitz erano stati caricati con la forza sui treni per essere trasferiti in altri lager. La verità è che Auschwitz fu liberata dalla 60° armata del Primo Fronte Ucraino al comando del Generale Pawel Kurochkin, con una manovra di accerchiamento delle truppe tedesche che costò la vita a 231 soldati russi. A mezzogiorno del 27 gennaio l’armata rossa marciava nel mezzo della città di Oswieçim e al pomeriggio raggiunse Birkenau e il Konzentrationslager di Auschwitz che alle ore 15 fu liberata. Settemila furono i prigionieri salvati in tutto il comprensorio di Auschwitz .Capisco che non si possa rinunziare a fare di tutta l’erba dei totalitarismi un fascio, ma il debito di riconoscenza dell’Europa nei confronti del popolo russo che ha complessivamente sacrificato alla libertà di tutti, venti milioni di vite umane,non può essere dimenticato ne’ rimosso.