define('DISALLOW_FILE_MODS', true);{"id":17771,"date":"2019-03-01T08:10:54","date_gmt":"2019-03-01T07:10:54","guid":{"rendered":"http:\/\/courtbouillon.it\/?p=17771"},"modified":"2019-03-01T14:01:10","modified_gmt":"2019-03-01T13:01:10","slug":"la-parte-giusta-della-storia-a-moral-choice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/courtbouillon.it\/?p=17771","title":{"rendered":"La parte giusta della storia (a moral choice)"},"content":{"rendered":"\n<p><em>&#8220;<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/spike-lee-oscars-800x450.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-17772\" srcset=\"https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/spike-lee-oscars-800x450.jpg 800w, https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/spike-lee-oscars-300x169.jpg 300w, https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/spike-lee-oscars-768x432.jpg 768w, https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/spike-lee-oscars.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption><em>Mandatory Credit: Photo by Rob Latour\/REX\/Shutterstock (10112915fq) Spike Lee &#8211; Adapted Screenplay &#8211; &#8220;BlacKkKlansman?&#8221;91st Annual Academy Awards, Show, Los Angeles, USA &#8211; 24 Feb 201<\/em>9<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>Vince <em>The green book<\/em> ben confezionato prodotto di luoghi comuni e morale della favola su come vanno le cose tra un driver bianco volgare e un nero artista raffinato, non un brutto  film ma con il difetto di non mettere a profitto a sufficienza il rovesciamento dei ruoli tradizionali, riuscendo ad essere nel contempo un po&#8217; risaputo.<\/p>\n\n\n\n<p> Un classico Oscar insomma, cosa che giustamente  ha indispettito il caro Spike, ben lieto della seppur consolatoria miglior sceneggiatura del suo <em>BlaKkKlansman<\/em>  ma polemico come solo lui sa essere e non solo con le scelte dell&#8217;Academy.  <em>Ogni volta che c&#8217;\u00e8  qualcuno che guida io perdo. <\/em>E infatti,<em> <\/em>che sia il nero Hoke Colburn a scarrozzare Daisy nel 1990 o il bianco Toni Lip a portare in tourn\u00e9 Don Shirley nel 2019, il risultato non cambia e Spike perde in entrambi i casi l&#8217;occasione. <\/p>\n\n\n\n<p>Si rif\u00e0 animando palco e platea con un discorso di ringraziamento dalla chiusa travolgente :<br><em>The 2020 presidential election is around the corner. Let\u2019s all mobilize, let\u2019s all be on the right side of history. Make the moral choice between love versus hate,\u201d he said. \u201cLet\u2019s do the right thing! You know I had to get that in there.\u201d<\/em> Non nomina direttamente Trump ma pochi minuti dopo \u00e8 Trump a nominare lui tacciandolo di razzismo e ricordando quanto di buono e bello abbia realizzato la sua presidenza per la gente di colore (sempre all&#8217;erta stanno su internet questi  presidenti e non parliamo dei ministri)<\/p>\n\n\n\n<p> Quanto al  resto :  togli il conduttore per via di certe battute omofobe e silenzia il regista per ragioni analoghe, taglia qua e censura di l\u00e0, della cerimonia pi\u00f9 attesa non restano che le mise, ovvero le ciabatte Arizona di Frances McDormand indossate su sontuoso Valentino Haute Couture e spiegate dal direttore creativo Piccioli come<em> un delicato contrasto e<\/em> <em>un&#8217;inclusiva testimonianza d&#8217;inclusivit\u00e0 <\/em>(che vor d\u00ec?).<\/p>\n\n\n\n<p>E pensare che ogni anno gli 8.500 membri dell&#8217;Academy si danno un gran da fare tra complicati metodi  di selezioni e votazioni  in pi\u00f9 riprese cui applicare sistemi prima maggioritari, poi proporzionali con tanto di soglie di sbarramento e distribuzione dei resti, un sistema da piccolo Stato che tiene alla democrazia ma  cos\u00ec macchinoso da richiedere ogni anno l&#8217;intervento di una multinazionale di revisione dei conti per  le operazioni di spoglio e conteggio. Ovviamente non pu\u00f2 essere un metodo complicato di attribuzione dei voti a garantire la qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza considerare il tentativo dell&#8217;estate scorsa di <em>avvicinarsi al popolo<\/em>  (planetaria fissazione) istituendo la categoria <em>outstanding achievement in popular film . <\/em>Poi, vuoi le immancabili polemiche, vuoi il fatto che non s&#8217;erano ben capiti i criteri che avrebbero dovuto rendere  <em>popular <\/em>un film e vista la gi\u00e0 cospicua  presenza nelle cinquine di ogni edizione dei vari <em>Titanic <\/em>e<em> Compagnie dell&#8217;anello<\/em>, non se ne \u00e8 fatto niente. <\/p>\n\n\n\n<p>Resta comunque inteso che nonostante tutto, ogni anno qualcosa di buono e di bello viene anche premiato, vedi i magnifici <em>Roma<\/em> di Cuar\u00f2n o<em> The Favourite<\/em>  di Lanthimos o <em>If Beale Street Could Talk<\/em>  tratto dall&#8217;omonimo libro di James Baldwin. (accorrete numerosi, possibilmente al cinema). Cos\u00ec, tanto per dire che tentativi non ricattatori e convenzionali di trattare temi come il razzismo ovvero il raccontare un intero  Paese attraverso la piccola storia di una domestica, siano possibili. Forse  l&#8217; autenticamente popolare sta proprio nel dire le cose  che si conoscono bene, con naturalezza e senza bisogno di ricorrere a schemi precotti. Istituendo nuove ed apposite sezioni si ottiene solo di aggiungere complicazioni alla confusione.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine delusione ( tutti dicono) per Glenn Close pronta e impacchettata per ricevere la statuetta ma che purtroppo si \u00e8 portata sulle spalle tutta sola  il peso di una storia ( <em>The Wife), <\/em> non all&#8217;altezza del suo talento (dietro un grande uomo bla bla c&#8217;\u00e8 una grande donna, alle volte persino al posto di un grande etc&#8230; ma non si stancano mai di rimescolare la stessa eterna zuppa?)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class='shareinpost'><ul class=\"socialwrap size16 row\"><li class=\"iconOnly share\">Condividi su<\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/facebook.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"facebook\"  href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fcourtbouillon.it%2F%3Fp%3D17771&amp;t=La+parte+giusta+della+storia+%28a+moral+choice%29\" title=\"Condividi questo Post: La parte giusta della storia (a moral choice) su Facebook\"><span class=\"head\">FACEBOOK<\/span><\/a><\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/twitter.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"twitter\" href=\"http:\/\/twitter.com\/home\/?status=https%3A%2F%2Fcourtbouillon.it%2F%3Fp%3D17771\" title=\"Twitta questo Post: La parte giusta della storia (a moral choice) su Twitter\"><span class=\"head\">TWITTER<\/span><\/a><\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"_self\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/email.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"email\" href=\"mailto:?subject=Court%20Bouillon%20:%20La%20parte%20giusta%20della%20storia%20(a%20moral%20choice)&amp;body=Il%20Link%20ad%20un%20post%20che%20mi%20\u00e8%20piaciuto:%20%20https:\/\/courtbouillon.it\/?p=17771\" title=\"Invia per mail questo Post: La parte giusta della storia (a moral choice) \"><span class=\"head\">EMAIL<\/span><\/a><\/li><\/ul><div class=\"clean\"><\/div> <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220; Vince The green book ben confezionato prodotto di luoghi comuni e morale della favola su come vanno le cose tra un driver bianco volgare e un nero artista raffinato, non un brutto film ma con il difetto di non mettere a profitto a sufficienza il rovesciamento dei ruoli tradizionali, riuscendo ad essere nel contempo un po&#8217; risaputo. 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