define('DISALLOW_FILE_MODS', true);{"id":7594,"date":"2007-09-06T18:40:00","date_gmt":"2007-09-06T18:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=784"},"modified":"2012-03-11T10:48:52","modified_gmt":"2012-03-11T09:48:52","slug":"i-mostri-della-mostra-dall-a-alla-z","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/courtbouillon.it\/?p=7594","title":{"rendered":"I Mostri della Mostra (dall&#8217; A alla Z)"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong><img decoding=\"async\" style=\"display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;\" src=\"http:\/\/farm2.static.flickr.com\/1194\/1337193944_fe9ec159f2.jpg\" alt=\"\" \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>A Ambra<\/strong>\u00a0&#8211; Le madrine sanno di cresima e di strapaesano.Viste le ambizioni internazionali, meglio abolire il madrinato piuttosto che\u00a0esporre la malcapitata di turno al fuoco di fila di &#8220;critiche&amp;quot; all&#8217;acido muriatico.\u00a0Tanto \u00a0nessuna creatura, quantunque divina, potrebbe\u00a0nobilitare un ruolo tanto insulso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>B &#8211; Bertolucci<\/strong> &#8211; Il suo cinema colto ,geniale cosmopolita, incarna lo spirito della Mostra. Per questo e non per celebrare un monumento nazionale (almeno si spera ) gli sar\u00e0 consegnato\u00a0un riconoscimento\u00a0 legato alla settantacinquesima edizione.Due le copie di suoi film\u00a0 restaurate e proiettate per\u00a0 l&#8217;occasione\u00a0: Strategia del Ragno e il documentario La via del Petrolio<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>B &#8211; Bianciardi !<\/strong> &#8211; Probabillmente la fine prematura e il contenuto altamente eversivo dei suoi scritti hanno fatto s\u00ec che Bianciardi\u00a0sia \u00a0stato,&amp;nbsp;per il\u00a0panorama&amp;nbsp;letterario italiano come una meteora.Questo documentario racconta di lui, scrittore anarchico\u00a0ma anche di una Milano che tra gli anni sessanta e settanta esprimeva\u00a0 avanguardie letterarie, pittoriche, destabilizzanti e una societ\u00e0 civile effervescente,in continuo subbuglio.La caduta del sogno rivoluzionario comporta inevitabilmente il ripiegare su se stessi in una lotta solitaria per la sopravvivenza.Questo il messaggio contenuto nella Vita agra,nel documentario si parla anche di istigazione alla rivolta.Il che non \u00e8 mai male.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>B &#8211; Bush<\/strong> &#8211; Ce l&#8217;hanno tutti con lui. Sul piano delle contumelie oramai Michael Moore pu\u00f2 considerarsi un dilettante. Non c&#8217;\u00e8 regista diva,starlet ,\u00a0direttore della fotografia, produttore di Hollywood\u00a0che non approfitti dei microfoni di Venezia per dirgliene un sacco e una sporta. I detrattori ,caricati a palla, non smettono nemmeno quando\u00a0irrompono sulla scena mondiale le <em>sue<\/em> lacrime.Quelle versate direttamente sulla spalla di Dio.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>C &#8211; Cinema Italiano a Venezia<\/strong> &#8211; Il Cinema Italiano sta bene. Grazie. Soprattutto \u00e8 determinato\u00a0e ha\u00a0smesso di\u00a0 piangersi addosso (Sabina Guzzanti a parte ).E&#8217; presente con prodotti di qualit\u00e0,fa discutere,ispira polemiche (Galli della Loggia contro tutti) si mobilita (i Cento Autori che nel frattempo sono diventati duemilatrecento) e ha infine capito che guardare al passato rimpiangendo il neorealismo o la commedia all&#8217;italiana non serve.E&#8217; un primo passo verso una nuova coscienza\u00a0 e quel fare <em>massa,<\/em> gruppo, intorno ad un progetto di rinnovamento che,come dice Lizzani ,\u00e8 l&#8217;unica cosa che manca ai nostri operatori culturali.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>C &#8211; Competizione<\/strong> &#8211; A Venezia ha molto giovato l&#8217;incombente Festa del cinema di Roma e quella di Torino\u00a0che sar\u00e0 organizzata\u00a0per la prima volta dall&#8217;imprevedibile Moretti\u00a0.Dopo i languori soporiferi degli scorsi anni, finalmente la vetrina s&#8217;\u00e8 arricchita di novit\u00e0 e retrospettive, di esordienti, di avanguardie\u00a0e di talenti.Rimane intatta solo l&#8217;esosa disorganizzazione e l&#8217;ineccepibile Cacciari che continua a ripetere\u00a0il mantra\u00a0<em>Venezia&amp;nbsp;&amp;eacute; dello Stato<\/em> (e di una serie di sponsor niente affatto discreti)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>C &#8211; Corti<\/strong>\u00a0 &#8211; International Short Film Festival.Un&#8217;avventura nell&#8217;avventura (bisogna spostarsi a San Servolo per vedere la sezione cortometraggi.Le perle per\u00f2,i film sperimentali,i generi pi\u00f9 disparati e interessanti ,si trovano qui.Rovistando nella programmazione (e incrociando le dita).<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>C\u00a0&#8211; Critici<\/strong> si dividono in quelli che vedono i film e quelli che non li vedono.Poi c&#8217;\u00e8 una terza schiera di eletti che meriterebbe Sezione Speciale e Premio alla carriera .Sono quelli che non vedono il film ma ne scrivono meglio di quelli che l&#8217;hanno visto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>D &#8211; Dive<\/strong> &#8211; Norma Desmond non\u00a0&amp;egrave; pi\u00f9 tra noi\u00a0&#8211; non ci sono pi\u00f9 le dive di una volta e \u00a0bla bla bla &#8211; \u00a0Tuttavia Ardant, Redgrave ,Theron,\u00a0&amp;nbsp;Hannah,Jolie&#8230; brave, intense, belle \u00a0e intelligenti sono\u00a0la migliore espressione della diva nel terzo millennio ( o nel caso di Vanessa da un millennio&#8230;) Tutte d&#8217;accordo : Per un cinema e per un mondo migliori .<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>D &#8211; Death in the Land of Encantos<\/strong> &#8211; Il torrenziale documentario di Lav Diaz sulle Filippine, amatissima Patria, devastata dal pi\u00f9 violento tifone della storia .Il racconto\u00a0di un poeta che ritorna per seppellire la famiglia e l&#8217;amante.Otto ore di splendido cinema. Basta resistere.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>D &#8211; Django, Ringo, Gringo, Sartana\u00a0e gli altri<\/strong>. Fu per riempire un vuoto lasciato dagli americani che negli anni tra\u00a0i&amp;nbsp;&amp;nbsp;sessanta e i settanta,\u00a0avevano preferito\u00a0dedicarsi ai Kolossal come Lawrence d&#8217;Arabia, relegando il genere western alla produzione televisiva, che un gruppo di cineasti italiani, partendo da un mucchio di cambiali, cre\u00f2 un genere che fece la fortuna del cinema di quegli anni.E fu cos\u00ec che\u00a0tra&amp;nbsp;fondali di cartone e praterie\u00a0comprese tra\u00a0Manziana&amp;nbsp; e l&#8217;Almeria, cavalcarono Clint Eastwood,Franco Nero,Giuliano Gemma, Klaus Kinski,Gianmaria Volont\u00e8&amp;nbsp;e persino Pierpaolo Pasolini diretto da Carlo Lizzani nel memorabile Requiescant.Un decennio di creativit\u00e0 ed inventiva a briglia sciolta,poich\u00e8 per chi non\u00a0se ne fosse accorto,il western \u00e8 una specie di coltura in cui si adattano magnificamente a vivere ,\u00a0storie di samurai e tragedie greche.Una vera pacchia per l&#8217;italico talento.Spaghetti Western \u00e8 la \u00a0ricchissima&amp;nbsp; retrospettiva presente alla Mostra (Grazie Muller.Grazie Tarantino . Grazie telecom)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>D &#8211; Il Dolce e l&#8217;amaro<\/strong> &#8211; da una microstoria alla storia. Non la vicenda di un Padrino ma quella di un Picciotto che ha nel DNA un futuro da manovale della mafia.Un malavitoso che aspetta la sua grande occasione &#8211; il dolce- \u00a0e non si aspetta\u00a0l&#8217;amaro.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>E &#8211; Espiazione<\/strong> &#8211; Cio\u00e8 sensi di colpa . E&#8217;\u00a0 il leit motiv della Mostra\u00a0(secondo Muller ) nonch\u00e8 il titolo del film\u00a0che l&#8217;ha inaugurata.Un kolossal con i controcavoli, molto classico e pertanto vincente sul mercato globale.Impeccabile prodotto per cerimonie inaugurali. Ai critici con la puzza sotto al naso non \u00e8 molto piaciuto.E a noi nemmeno tutto sommato ma senza particolari schiamazzi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>F &#8211; Fellini (e Ferretti) &#8211;<\/strong> Per via della sfera incastonata sulla parete del Palazzo del Cinema.Un monito, una minaccia,un avvertimento un simbolo di questo e di quell&#8217;altro. Se ne \u00e8 cominciato a scrivere dall&#8217;epoca di Prova d&#8217;Orchestra (e Fellini\u00a0ridacchiava).Ancora&amp;nbsp;non si \u00e8 smesso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>F &#8211;\u00a0La fille coupee en deux<\/strong> &#8211; Metti\u00a0in mano al maestro Chabrol un menage a troi e lui ti mostra come il pi\u00f9 scontato dei soggetti pu\u00f2 diventare l&#8217;occasione per un buon film dal quale emergono cuori puri e nessuna volgare ambiguit\u00e0.Con un finale che \u00e8 un omaggio al cinema e alla scommessa di un futuro meno prevedibile in cui c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa capace di stupire.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>G &#8211; Gere\u00a0&#8211;<\/strong> Iperattivo, bello, fascinoso e bianco\u00a0per canuto pelo.\u00a0: Al Lido ha \u00a0compiuto \u00a0gli anni, presentato\u00a0 due film (entrambi meritevoli) se l&#8217;\u00e8 presa con chi\u00a0ha eletto due volte Bush\u00a0,con i criminali di guerra impuniti, con i giornalisti che non fanno il loro mestiere, infine ha reclamato il rispetto dei diritti umani in Cina . Senza perdere nemmeno per un secondo\u00a0nulla della serenit\u00e0 tibetana d&#8217;obbligo nei concorsi (Bertolucci docet)\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>G &#8211; La graine et le mulet<\/strong> .Vale a dire il cous cous di pesce . Fosse per me, darei a questo film due o tre leoni : \u00a0Il mito di quelli che ce l&#8217;hanno fatta s&#8217;infrange contro la realt\u00e0 .<em>Voglio mostrare i sentimenti che hanno vissuto questi uomini, la nostalgia, lo sradicamento, la voglia di rivincita, i sogni d\u2019amore. Mi interessa la loro vita, di cui il razzismo \u00e8 un momento, e nulla \u00e8 cambiato tra la prima e la terza generazione, per quanto riguarda la diffidenza dei nativi francesi<\/em>\u00bb. La graine et le mulet inizia piano , nella definizione dell\u2019ambiente e dei personaggi, con l\u2019ausilio di una macchina da presa coinvolta, spesso stretta sulle facce degli attori. Poi aumenta il ritmo, segue il crescendo, anch\u2019esso musicale, della storia, fino a un finale, un balletto, che tutto fa tremare. I tre monologhi delle donne, ,preparati &#8211; come dice il regista &#8211; per mesi, secondo un metodo teatrale, fanno da punteggiatura ad un insieme perfetto ed emozionante.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>G &#8211; Grifi<\/strong> &#8211; Se ne sono andati Altman, Comencini, Bergman, Antonioni, Grifi e Gillo Pontecorvo. Alberto Grifi mancher\u00e0 come gli altri registi al Cinema ma pi\u00f9 degli altri, alla nostra vita.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>H &#8211; Harold Pinter<\/strong> &#8211; Premio Nobel\u00a0 e sceneggiatore di Sleuth, film munito di Tinseltown pedigree (anche se giudicato manierista e decadente).Due fuoriclasse gigioneggianti a buon diritto, Michael Caine e Jude Law,rischiano di prendersi tutto il merito del film ma&#8230;siamo ad una catena infinita di competizioni Se i personaggi combattono per\u00a0 una donna ,se Caine gareggia idealmente con Laurence Olivier e Law con il Caine della prima versione\u00a0che nella seconda veste i panni\u00a0di&amp;nbsp;Olivier&amp;nbsp;e Branagh con Mankievicz (ma per carit\u00e0 che non si parli di remake) e se lo scontro \u00e8 squisitamente di potere quindi una prova di forza delirante e maschile ,come si pu\u00f2 pretendere una recitazione che non sia sopra le righe?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>K &#8211; Kluge<\/strong> &#8211; L&#8217;utopia migliora sempre mentre cerco nelle immagini dei momenti di verit\u00e0 . Alexander Kluge ci ha\u00a0proposto 480 minuti di proiezioni notturne alla Sala Grande,quasi tutte novit\u00e0.Soprattutto ha regalato alla mia generazione e a quelle a venire\u00a0 un cinema indimenticabile e la risposta a molte domande.Kluge ovvero Deutschland in Herbst o il nuovo cinema tedesco col Manifesto di Oberhausen ben figura in una Mostra con ambizioni culturali.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>I &#8211; Iraq<\/strong> &#8211; Tutto quello che le news non raccontano\u00a0sulla guerra. In film con inserti di documenti verit\u00e0 o in racconti che parlano di reduci misteriosamente assassinati .Un De Palma potente, tornato agli antichi splendori (Redacted) un Paul Haggins (Nella valle di Elah) che ispirandosi\u00a0a storie\u00a0realmente accadute, affronta il problema del rapporto tra cinema e coscienza collettiva.La parola pi\u00f9 usata nelle interviste con produttori registi e star dentro e fuori Venezia \u00e8 Verit\u00e0.In America il paese che improvvisamente vuol sapere sono in uscita altri otto film sull&#8217;Iraq.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>J &#8211; Jesse James<\/strong> &#8211; Un mito sudista gi\u00e0&amp;nbsp;raccontato&amp;nbsp;da Fuller,Lang,Kaufman, Walter Hill, Ray e da una pletora di telefilm. Cantato da Woody Guthrie,John Lee Hooker,Hank Williams e \u00a0Drop Dead Gorgeous\u00a0solo per citarne alcuni\u00a0.Nel&amp;nbsp;caso di \u00a0<em>The assassination<\/em> <em>of Jesse James by the coward Robert Ford<\/em> , siamo per\u00f2 di fronte ad un film differente, pi\u00f9 dialogo che azione, pi\u00f9 indagine\u00a0 del rapporto tra Jesse e il suo futuro assassino Robert, visto\u00a0come lotta contro se stessi pi\u00f9 che con l&#8217;altro.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>L &#8211; Lido Philo<\/strong> &#8211; Lo spazio destinato ad un ciclo di conferenze per parlare di cinema con alcuni tra i pi\u00f9 importanti esponenti del pensiero filosofico contemporaneo.E tutto sarebbe filato liscio (a parte l&#8217;impossibilit\u00e0 di conciliare <em>anche<\/em> questi orari con il resto) se Lina Sotis non avesse preso una cantonata colossale (ha scambiato il cenacolo per una\u00a0rassegna ) prendendo anche un po&#8217; in giro Stefano Bonaga (definito ex Parietti).Immediata risentita e vibrata la reazione e la solidariet\u00e0 a Bonaga da parte di Massimo Cacciari e dei suoi colleghi filosofi come Giacomo Marramao e Giulio Giorello, il direttore della Mostra Marco Muller, i registi Emanuele Crialese e Giovanni Veronesi, Luciana Castellina e Franco Grillini, Alexander Kluge, Oleg Kireev, Umberto Curi e Paolo Fabbri&#8230;ma la cosa pi\u00f9&amp;nbsp;divertente \u00e8 stata\u00a0il cartello\u00a0con su scritto <em>Lina Cafona<\/em> esposto il giorno dopo da un gruppo di ragazzi nella sede del Lido Philo<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>L &#8211; \u00a0Lizzani <\/strong>&#8211; Alessandro Blasetti confessa in un biglietto di essere rimasto inchiodato alla poltrona per tutta la durata del film<em> Mussolini Ultimo Atto<\/em> &#8211; ma come hai fatto? -domanda a Lizzani, al quale \u00e8 indirizzato lo scritto. A Giovanna Ralli ridono gli occhi quando rievoca la lavorazione del film la <em>Vita agra<\/em> di Bianciardi ( che fu presente sul set ) e la direzione di Carlo (che descrive..sempre uguale, alto col ciuffo .Sempre seconda liceo al Visconti ).Un grande narratore (e un eccellente scrittore),\u00a0sostenuto da una passione civile\u00a0che seppure \u00a0qualche volta sembra trascendere, non inclina mai al retorico ed \u00e8 in ogni caso l&#8217;\u00a0impalcatura della storia.Dieci minuti di applausi (e una scarriolata di polemiche, compresa interpellanza parlamentare) per il suo bellissimo Hotel Meina.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>L &#8211; Lust, Caution<\/strong>\u00a0&#8211; Dal regista di Brokeback Mountain, Ang Lee. Ma ha ragione chi ha detto che quando si \u00e8 trattato di indagare sul lacerante contrato tra ragione e sentimento,nell&#8217;ambito di un rapporto omosessuale,era tutta un&#8217;allusione,uno slacciare di pantaloni appena accennato , nel caso di rapporti etero, lo stesso contrasto viene esplicitato con scene erotiche\u00a0e grande impiego di nudo.Senza accenni.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>M &#8211; Michael Clayton<\/strong> &#8211; Lo strapotere delle multinazionali e il mestiere dell&#8217;avvocato raccontate\u00a0da un esordiente di talento (Tony Gilroye) e interpretato da una delle intelligenze pi\u00f9 lucide del cinema americano : George Clooney<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>N &#8211; Nessuna qualit\u00e0 agli eroi<\/strong> &#8211; Il regista\u00a0Paolo Franchi oppone alla perplessit\u00e0 di critica e pubblico,la necessit\u00e0 di\u00a0una lettura psicoanalitica del film ma tutto \u00e8 molto esplicito e non c&#8217;\u00e8 bisogno di scomodare la complessit\u00e0 dei rapporto col proprio senso di colpa o il riscatto della propria identit\u00e0 per apprezzare\u00a0&amp;nbsp;la storia di un &#8211; necessario &#8211; parricidio.La recitazione di Elio Germano e di Bruno Todeschini sono il degno coronamento di questo buon film<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>O &#8211; Owen Wilson<\/strong> &#8211; nel film Darjeeling limited\u00a0interpretava&amp;nbsp;gi&amp;agrave; un aspirante suicida &#8211; Ora sta meglio , gli abbiamo parlato,\u00a0 aiutateci a proteggerlo\u00a0-&amp;nbsp;chiedono premurosi i suoi compagni di lavoro. Il film \u00e8 stato definito lisergico (termine spesso inappropriato ma \u00a0assai di moda\u00a0)&amp;nbsp;si tratta invece di molto di pi\u00f9&amp;nbsp;: un film on the road che racconta il viaggio attraverso l&#8217;India \u00a0di tre fratelli che, dopo la morte del padre tentano di raggiungere la madre\u00a0a bordo di un treno che\u00a0&amp;egrave;&amp;nbsp;anche&amp;nbsp;il titolo al film.\u00a0Un&#8217;opera ricca di situazioni assemblate dal talento\u00a0polimorfo del regista Wes Anderson.Tra fumettone, perdita d&#8217;identit\u00e0 e colori irreali, si consuma questa bizzarra e visionaria prova del regista supportato da attori molto <em>in parte<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>O &#8211; L&#8217;ora di Punta<\/strong> &#8211; L&#8217;ambizione consuma le persone e le rende disponibili ad ogni compromesso e ad accettare le regole di una societ\u00e0 senza morale.Vincenzo Marra tiene molto all&#8217;idea del\u00a0cinema non didascalico ma che aiuti a riflettere.Missione compiuta, si potrebbe dire, fin dal suo &#8220;l&#8217;udienza \u00e8 aperta&#8221; indagine lucida sul funzionamento della Giustizia attraverso il racconto verit\u00e0&amp;nbsp; di un processo in corte d&#8217;Appello a Napoli.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>P &#8211; Precariato<\/strong> &#8211; It&#8217;s a free world .Come si pu\u00f2 perdere l&#8217;anima nel tentativo di\u00a0sopravvivere al precariato e ai maltrattamenti che subiscono gl&#8217; immigrati. Un Ken Loach classico che sfida l&#8217;opinione secondo la quale\u00a0 per svilupparsi la nostra societ\u00e0 deve lasciar spazio ad un&#8217;imprenditoria senza scrupoli.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>P &#8211; Prometej<\/strong>\u00a0 &#8211; il rompighiaccio di Alberta Ferretti ormeggiato al largo del Lido e sede di un party in onore di Richard Gere.Pi\u00f9 famoso della corazzata Potemkin e\u00a0dell&#8217;incrociatore Aurora messi insieme. Stracitato &#8211; dicono &#8211; finanche dal tigg\u00ec. Le feste a Venezia sono, loro s\u00ec,&amp;nbsp;molto cambiate.Gli anfitrioni non tengono pi\u00f9 all&#8217;esclusiva dell&#8217;evento e da qualsiasi parte arrivino, le richieste di invito sono ben accette\u00a0.Il che unito al fenomeno degl&#8217;imbucati offre la misura di quel che sono diventati gli eventi cosidetti mondani.Passi un salone delle feste devastato da sovraffollamento ma su di un panfilo, l&#8217;effetto Titanic \u00e8 il minimo garantito\u00a0.Va detto che questa gente col cinema non c&#8217;entra niente.A parte lo spaesato Gere.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Q &#8211; Queer lion award<\/strong> &#8211; il Leone con le ali arcobaleno.La prima volta di un premio\u00a0per le opere che promuovono la cultura gay lesbica e transgender.A Cannes si sono subito arrabbiati. Vorr\u00e0 dire che faranno le due classiche fatiche.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>R &#8211; Robert Allen Zinnerman &#8211;<\/strong> <\/span>I&#8217;m not there, il pi\u00f9 eccentrico dei film di Venezia.Parla di Bob Dylan senza nominarlo mai.Assente in carne ed ossa ma presente in spirito\u00a0moltiplicato \u00a0per sei attori (ma non si chiamano Dylan) che ne ricostruiscono la vita del cantautore attraverso episodi ben riconoscibili.Il titolo I&#8217;m not there \u00e8 tratto da un pezzo dei Basement Tapes mai inciso e reperibile solo nei bootleg dylaniani.Gli attori che interpretano Dylan sono Chris Bale,Richard Gere,Cate Blanchette, Heath Ledger,Ben Whishaw e Marcus Carl Franklin<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>R &#8211; Rohmer<\/strong> &#8211; La sensazione generale \u00e8 un tuffo nella sensuale tranquillit\u00e0 dell&#8217;Arcadia.Tutta colpa del contrasto con le\u00a0emozioni forti\u00a0trasmesseci \u00a0in sala da temi civili d&#8217;assalto, noir sociologici\u00a0,&amp;nbsp;gialli col messaggio e accoppiamenti d&#8217;oriente quanto mai espliciti e scollacciati.Il maestro Rohmer invece qui si ispira ad un romanzo fiume di 5000 pagine l&#8217;Astr\u00e9e, di Honor\u00e8 d&#8217;Urf\u00e8&amp;nbsp;.Nella Gallia dei Druidi un equivoco tra la bella Astrea e il pastore C\u00e9ladon genera tentati suicidi e travestimenti.Il film \u00e8 bellissimo e poi il maestro Rohmer a 87 anni pu\u00f2 permettersi di fare quello che gli pare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>R &#8211; La ragazza del lago &#8211;<\/strong> <\/span>Ovvero i\u00a0segreti di una provincia che da Norvegese com&#8217;\u00e8 nel\u00a0romanzo di Karin Fossum\u00a0dal quale \u00e8 tratto il film,diventa del nord est italia,ricco e isolato. C&#8217;\u00e8 un misterioso delitto e le indagini\u00a0sono al solito , l&#8217;occasione per esplorare altri misteri : le infelicit\u00e0 rimosse o lo scontento delle\u00a0persone che vivono nascosta in ville lussuose,\u00a0in contesti che sembrano cos\u00ec lontani dal crimine e che man mano che il detective procede ,\u00a0ci appaiono deviati e complessi.Ancora una volta \u00e8 il crimine lo strumento pi\u00f9 utile a rivelare\u00a0questi universi\u00a0segreti \u00a0e le ragioni del delitto che sono sempre pi\u00f9 forti del delitto stesso.Ritmo narrativo studiato (del resto Andrea Molaioli il regista \u00e8 alla sua opera prima ma ha tanto di quel mestiere per le mani da non ignorare le regole del racconto) e un Toni Servillo nel ruolo del commissario anch&#8217;egli col suo bravo bagaglio di misteri\u00a0,al solito eccellente<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>S &#8211; Slanci<\/strong>\u00a0&amp;nbsp;- <em>In Italia se hai cose da dire, non puoi farlo. Le ali di qualsiasi slancio creativo vengono<\/em> <em>stroncate<\/em> . Due film in due anni. Ma di che ali parla\u00a0 Sabina Guzzanti?<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>S &#8211; Sukyiaki Western Django<\/strong> &#8211; Un sushi western by Miike Takashi.Omaggio a Django &#8211; Franco Nero &#8211; e a Sergio Corbucci.L&#8217;arrivo\u00a0in una\u00a0citt&amp;agrave; percorsa da guerre tra bande, del castigamatti dal passato misterioso. Bel cameo di Tarantino.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>T &#8211; Takeshi Kitano <\/strong>&#8211; Glory to the filmaker ! Avessi vent&#8217;anni m&#8217;iscriverei di corsa al fanclub di Kitano (molto coccolato dall&#8217;autore peraltro).Un gruppo di ragazzini\u00a0dall&#8217;aria sveglia con una specie di elmetto in testa (distintivo del club e dono del Maestro)\u00a0sembra&amp;nbsp;faccia salti mortali per seguire\u00a0 gli spostamenti del regista. Il film \u00e8&amp;nbsp;di quelli da terremoto: per ottenere il\u00a0successo planetario un film deve contenere tutti i generi horror ,comico ,musicale ,drammatico, commedia etc questa \u00e8 la tesi di Kantoku Banzai! E Kitano &#8211; che ci vuole ?\u00a0&#8211; realizza questo film definito cubista che a me \u00e8 sembrato tra i pi\u00f9 belli.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>U<\/strong> &#8211; <strong>Gli Uomini\u00a0&amp;nbsp;che mascalzoni<\/strong> &#8211; ovvero Parlami d&#8217;amore Mari\u00f9. Vittorio De Sica e Assia Noris in un incantevole film di Mario Camerini ,anno millenovecentotrentadue nello smagliante bianco e nero della copia restaurata di fresco.Telefoni Bianchi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>V &#8211; Valzer<\/strong>\u00a0&#8211; \u00a0Un unico piano sequenza,un film senza montaggio.Tutta una tirata per il regista e per gli attori la tensione e concentrazione dei quali, \u00e8 impressa nella pellicola insieme\u00a0all immagini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>V &#8211; Veltroni<\/strong> &#8211; M\u0171ller, acidulo ha detto che il vero presidente di Romafilmfestival\u00a0 \u00e8 Veltroni\u00a0che&amp;nbsp;non sfigurerebbe nemmeno come\u00a0 presidente del festival di \u00a0Cannes. Clooney invece ha apertamente sostenuto essere Walter Veltroni,il miglior leader politico a livello internazionale.Ti\u00e8.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>V &#8211; Variety &#8211;<\/strong> <\/span>E&#8217; presente a Venezia la famosa rivista americana con un gruppo tostissimo di giornalisti che lavorano in continuazione.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>W &#8211; Woody Allen<\/strong> &#8211; Delitto e (niente ) castigo ma \u00a0di sicuro colpa . C&#8217;\u00e8 molto Dostoeskj, scrivono i giornali, in questo suo Cassandra&#8217;s Dream.In realt\u00e0 questo film che non \u00e8 piaciuto molto, non si discosta affatto dalle tematiche care ad Allen.Che poi si rida o meno \u00e8 un particolare di poco conto.La sua visione del mondo \u00e8 comunque disperata,pessimista non incline alla speranza.C&#8217;era assai poco da ridere del resto anche in Interiors,o in Settembre o in Crimini e Misfatti o in Un&#8217;altra donna i pi\u00f9 europei dei suoi film.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><strong>Z <\/strong>&#8211; <strong>Zuzzurelloni.<\/strong> Noi tutti che a forza di sciamare nel Paese dei Balocchi, guardare da Kluge a spaghetti western al cinema asiatico a quello italiano,\u00a0 non ci riesce molto di ciondolare\u00a0nei bar ,nei ristoranti, o alle feste come sarebbe giusto\u00a0 ma che nonostante\u00a0tutto , pi\u00f9 che\u00a0 quella dei cin\u00e9phile abbiamo\u00a0mantenuto l&#8217;aria solita ,quella dei migliori allievi della Scuola Vitelloni.(ciao Federico<\/span>).<\/span><\/p>\n<div class='shareinpost'><ul class=\"socialwrap size16 row\"><li class=\"iconOnly share\">Condividi su<\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/facebook.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"facebook\"  href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fcourtbouillon.it%2F%3Fp%3D7594&amp;t=I+Mostri+della+Mostra+%28dall%E2%80%99+A+alla+Z%29\" title=\"Condividi questo Post: I Mostri della Mostra (dall&#8217; A alla Z) su Facebook\"><span class=\"head\">FACEBOOK<\/span><\/a><\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/twitter.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"twitter\" href=\"http:\/\/twitter.com\/home\/?status=https%3A%2F%2Fcourtbouillon.it%2F%3Fp%3D7594\" title=\"Twitta questo Post: I Mostri della Mostra (dall&#8217; A alla Z) su Twitter\"><span class=\"head\">TWITTER<\/span><\/a><\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"_self\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/email.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"email\" href=\"mailto:?subject=Court%20Bouillon%20:%20I%20Mostri%20della%20Mostra%20(dall&#8217;%20A%20alla%20Z)&amp;body=Il%20Link%20ad%20un%20post%20che%20mi%20\u00e8%20piaciuto:%20%20https:\/\/courtbouillon.it\/?p=7594\" title=\"Invia per mail questo Post: I Mostri della Mostra (dall&#8217; A alla Z) \"><span class=\"head\">EMAIL<\/span><\/a><\/li><\/ul><div class=\"clean\"><\/div> <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Ambra\u00a0&#8211; Le madrine sanno di cresima e di strapaesano.Viste le ambizioni internazionali, meglio abolire il madrinato piuttosto che\u00a0esporre la malcapitata di turno al fuoco di fila di &#8220;critiche&amp;quot; all&#8217;acido muriatico.\u00a0Tanto \u00a0nessuna creatura, quantunque divina, potrebbe\u00a0nobilitare un ruolo tanto insulso. \u00a0 B &#8211; Bertolucci &#8211; Il suo cinema colto ,geniale cosmopolita, incarna lo spirito della Mostra. Per questo e non per celebrare un monumento nazionale (almeno si spera ) gli sar\u00e0 consegnato\u00a0un riconoscimento\u00a0 legato alla settantacinquesima edizione.Due le copie di&#8230;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a class=\"btn btn-default\" href=\"https:\/\/courtbouillon.it\/?p=7594\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> Leggi tutto<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,215],"tags":[120],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7594"}],"collection":[{"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7594"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7594\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18319,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7594\/revisions\/18319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}