define('DISALLOW_FILE_MODS', true);{"id":7977,"date":"2009-01-08T10:14:12","date_gmt":"2009-01-08T10:14:12","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=1167"},"modified":"2017-05-21T06:22:32","modified_gmt":"2017-05-21T04:22:32","slug":"made-in-israel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/courtbouillon.it\/?p=7977","title":{"rendered":"Made in Israel"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><img decoding=\"async\" style=\"display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;\" src=\"http:\/\/farm4.static.flickr.com\/3481\/3179476082_6b2c94ac92.jpg\" alt=\"\" \/><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">Nel momento in cui i conflitti sparsi per il mondo ci vengono rappresentati\u00a0 soprattutto attraverso la diffusione di migliaia di immagini,\u00a0un Cinema che racconti la guerra potrebbe assumere un significato di tutta \u00a0marginalit\u00e0 Cos\u00ec non \u00e8, anche se la visione spesso impietosa di corpi martoriati, soldati all&#8217;attacco, o gli skyline di citt\u00e0 lontane illuminate a giorno dalle esplosioni o le popolazioni in fuga con\u00a0i loro poveri bagagli e i figli tra le braccia,\u00a0dovrebbero parlare\u00a0alle coscienza pi\u00f9 di molte parole e di molte fiction.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">Tuttavia <em>esposti <\/em>come siamo ad indistinto e casuale bersagliamento mediatico, il rischio assuefazione\u00a0da immagini \u00a0embedded o\u00a0da una riproduzione per eccesso che\u00a0 privi le stesse \u00a0della capacit\u00e0 d&#8217;\u00a0impatto o di\u00a0ribellione, esiste. Dunque noi dovremmo\u00a0essere grati a quel\u00a0cinema che lungi\u00a0 dall&#8217;assillo delle <em>risposte o <\/em>delle<em> spiegazioni<\/em> o della tesi da dimostrare, costantemente impegnato in una sorta di ricerca di modalit\u00e0 in cui l&#8217;immagine ritrovi la sua potenza e la sua natura <em>politica.<\/em> Qui di seguito due distinti esempi di cinema\u00a0israeliano di eccellenza in cui quella ricerca ha dato esiti di grande efficacia, ingaggiando una sfida alla realt\u00e0 che non \u00e8 solo la sua narrazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Stile graphic novel ma anche \u00a0manga e pop art in elegante abbinamento, per questo <\/span><em style=\"font-family: Verdana;\">Valzer con Bashir,<\/em><span style=\"font-family: Verdana;\"> cartoon dell&#8217;israeliano Ari Folman. Presentato a Cannes 2008 proprio il giorno dell&#8217;anniversario nella nascita dello Stato d&#8217;Israele, festeggiato, quest&#8217;ultimo, da visita ufficiale di George Bush a Tel aviv e incursione aerea\u00a0israeliana su Khan Yunis\u00a0 &#8211;\u00a0&amp;nbsp;stessa localit\u00e0 in cui qualche giorno fa tre soldati israeliani caddero vittime del fuoco amico &#8211; seguita da rituale\u00a0lancio di Katiuscia da Gaza, con buona pace di Frattini &amp; Co che va ancora cercando, in questo groviglio di eventi, <\/span><em style=\"font-family: Verdana;\">chi ha cominciato.<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">Film che sar\u00e0 (casualmente ) nelle sale da domani\u00a0e che affronta uno dei capitoli pi\u00f9 dolorosi della\u00a0questione&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;mediorientale. Anno 1982, guerra nel Libano, falangisti cristiani per vendicare l&#8217;omicidio di Bashir Gemayel, neo presidente libanese, massacrano oltre tremila palestinesi trai quali anziani, donne e bambini,\u00a0nei campi di Sabra e Chatila con la complicit\u00e0 dell&#8217;esercito israeliano.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">In Israele si \u00e8 soldati\u00a0oltre il raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 matura, tuttavia\u00a0i riservisti possono\u00a0anticipare il congedo, Folman ne fa richiesta. L&#8217;iter burocratico\u00a0&amp;nbsp;prevede il colloquio con uno psichiatra. Folman, diciannovenne, era di stanza a Beirut nei giorni del massacro, ma\u00a0di quel periodo non\u00a0conserva&amp;nbsp;ricordi&amp;nbsp;&amp;nbsp;nitidi, solo \u00e8&amp;nbsp; perseguitato da\u00a0 incubi ricorrenti<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">E&#8217; un&#8217;esperienza comune ad altri\u00a0ex commilitoni, \u00a0come&amp;nbsp;quello della\u00a0 muta terrificante di cani che corre in citt\u00e0 e che travolge ogni cosa finch\u00e8&amp;nbsp;si ferma minacciosa sotto le finestre di un ragazzo che \u00e8 poi la sequenza di apertura del film. Lo psichiatra spiegher\u00e0 che il meccanismo di rimozione \u00e8 comune in molti ex soldati. Di qui, dal vuoto, \u00a0l&#8217;esigenza di rimettere insieme \u00a0il puzzle attraverso memorie rimosse, trasformate in sogni o deliri. Un percorso cognitivo, al quale parteciperanno ex commilitoni\u00a0o testimoni diretti convocati da Folman tramite un annuncio su internet. <em>Ho ricevuto pi\u00f9 di cento telefonate : dopo tanti anni le persone\u00a0 avevano voglia di raccontare la verit\u00e0.<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">Una galleria di interviste e di racconti, da quello dell&#8217;ufficiale che consuma pornografia a quella del soldato che si\u00a0produce in una danza sparando all&#8217;impazzata sullo sfondo di una gigantografia di Bashir Gemayel. Poi ci sono\u00a0i compagni di allora, giovanissimi, terrorizzati,\u00a0sui tank \u00a0impreparati a trovarsi in mezzo alla macelleria di ragazzini e di intere famiglie.Non\u00a0ci sono\u00a0esitazioni \u00a0nel definire la guerra <em>insensata e inutile <\/em>come pure\u00a0l&#8217;invasione del Libano <em>che non port\u00f2 a niente,<\/em> attraverso il racconto\u00a0dell&#8217;abbrutimento degli uomini in divisa giovanissimi, inebetiti e incoscienti, catapultati in mezzo alle pallottole dei cecchini.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">Ari Folman sceglie il disegno, l&#8217;animazione come strumenti attraverso i quali\u00a0realt&amp;agrave; \u00a0e&amp;nbsp;delirio si possono rimescolare\u00a0con assoluta efficacia. Immagini crude e dolorose quando \u00e8 di scena la guerra, puro piacere visivo quando la rappresentazione richiama l&#8217;inconscio, il sogno. Solo cos\u00ec il regista \u00a0pu&amp;ograve; esprimersi pienamente e nel contempo tener fede al proprio cinema di riferimento : uno spirito\u00a0d&#8217;indagine alla Rashomon, la citazione esplicita di Apocalipse Now nella sequenza della spiaggia e del surfista col mitra.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\">Ma tutto ci\u00f2 \u00e8 premessa della sequenza finale affidata questa volta alle immagini\u00a0verit&amp;agrave;&amp;nbsp;introdotte da\u00a0una <span style=\"font-family: Verdana;\">bambina disegnata come un angelo dormiente tra le macerie<\/span> : la visione disumana dei corpi martoriati, le urla di dolore : il sangue di Sabra e Chatila non si pu\u00f2 reinventare con immagini,\u00a0ne&#8217; ci sono parole adatte a descriverlo. <em>Quel vero cos\u00ec atroce \u00e8 il mio giudizio su quel che \u00e8 accaduto.<\/em><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">Colpisce moltissimo, il personale doloroso sforzo di fare i conti col proprio passato di soldato, del regista. Quantunque alla verit\u00e0 storica su Sabra e Chatila manchi qualche elemento in pi\u00f9&amp;nbsp;in ordine alla\u00a0responsabilit&amp;agrave; diretta di Ariel Sharon nelle operazioni di distruzione dei campi, esiste in questo film la consapevolezza che gli psichiatri possono sostenere l&#8217;impegno a convivere con sensi di colpa individuali. Le responsabilit\u00e0&amp;nbsp;storiche rimangono. Tanto basta.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">L&#8217;uscita nelle sale come gi\u00e0 detto,\u00a0&amp;egrave; casuale rispetto agli avvenimenti di questi giorni, ma, fa notare Ari Folman, film del genere rischiano di essere sempre attuali, <em>visto che tra i nostri governanti non c&#8217;\u00e8 nessun rispetto ne&#8217; piet\u00e0 per la morte di altre persone<\/em>.<\/span><\/p>\n<div class=\"txt12px boxedgrigio\" align=\"justify\"><\/div>\n<div class=\"txt12px boxedgrigio\" align=\"justify\"><\/div>\n<div class=\"txt12px boxedgrigio\" align=\"justify\"><\/div>\n<div class=\"txt12px boxedgrigio\" style=\"text-align: center;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/div>\n<div class=\"txt12px boxedgrigio\" align=\"justify\"><\/div>\n<div class=\"txt12px boxedgrigio\" align=\"justify\"><\/div>\n<div class=\"txt12px boxedgrigio\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><strong>Valzer con Bashir<\/strong> \u00e8 un film di <a href=\"http:\/\/www.movieplayer.it\/personaggi\/143359\/ari-folman\/\" rel=\"nofollow\"><span style=\"font-family: Verdana;\">Ari Folman<\/span><\/a><span style=\"font-family: Verdana;\"> del 2008. Prodotto in Francia, Germania, Israele, USA. Durata: 90 minuti. Distribuito in Italia da Lucky Red a partire dal 09.01.2009.<\/span><\/span><\/div>\n<div class=\"txt12px boxedgrigio\" align=\"justify\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\"><strong>Z32\u00a0 <\/strong>invece, film del dissidente Avi Mograbi autore di opere fortemente critiche\u00a0e di attacchi\u00a0 diretti\u00a0alla politica di Israele, almeno per ora, non \u00e8 in programmazione nelle sale, ne&#8217; si prevede a breve. Presentato a Venezia nella sezione Orizzonti, racconta la storia della rappresaglia organizzata per vendicare l&#8217;uccisione di sei\u00a0militari israeliani. Esecutori\u00a0sono giovanissimi soldati delle unit\u00e0 speciali, sottoposti per mesi ad un duro addestramento il nucleo del quale \u00e8&amp;nbsp;&amp;nbsp;uccidere l&#8217;arabo senza interrogarsi troppo\u00a0L&#8217;ordine infatti \u00e8 di\u00a0colpire alla cieca.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">Mograbi utilizza i materiali degli archivi di Shovrim Shtika &#8211; \u00a0Rompere il silenzio &#8211;\u00a0l&#8217;associazione di ex-soldati che raccoglie le testimonianze di chi ha prestato servizio nei Territori occupati &#8211; Z32 \u00e8 la sigla di alcune tra esse che riguardano, appunto, quella missione di vendetta. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\">Anche qui come per valzer si avvicendano interviste filmate dei protagonisti che per\u00f2 hanno il volto sfumato, per non essere riconosciuti. Ma nonostante simili siano i racconti, le rimozioni, la ricerca del perdono o l&#8217;indifferenza nei confronti del <em>nemico,<\/em> il taglio diventa\u00a0<em>altro<\/em>&amp;nbsp;nel momento in cui Mograbi coglie l&#8217;occasione per riflettere sulla responsabilit\u00e0 dell&#8217;artista nei confronti del racconto. <span style=\"font-family: Verdana;\">Non si tratta\u00a0dunque soltanto del conflitto tra Israele e Palestina,\u00a0l&#8217;impegno costante del cinema di Mograbi, di allontanarsi\u00a0dall&#8217;iconografia&amp;nbsp;classica della guerra in medioriente, lo conduce al di l\u00e0 di Israele,\u00a0a compiere un \u00a0indagine&amp;nbsp;approfondita su\u00a0che cosa vuol dire <em>essere soldato.<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: xx-small;\">\u00a0Non c&#8217;\u00e8 dunque nessuna differenza tra i racconti di questi ragazzi\u00a0 e i comportamenti dei soldati americani in Iraq , che neppure si sono preoccupati di\u00a0celarsi nell&#8217;anonimato,\u00a0esibendo anzi, le\u00a0proprie prodezze e diffondendole\u00a0in Internet, o di tanti altri eserciti in conflitti e occupazioni sparsi per il mondo. La differenza semmai concerne la reazione della collettivit\u00e0 nella sua capacit\u00e0 di prendere le distanze di non uniformarsi alla visione univoca del <em>nemico<\/em> come <em>terrorista <\/em>in ogni caso. E dunque sul ruolo dell&#8217;informazione e delle immagini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\">Il film non mostra le azioni di guerra, \u00e8 girato\u00a0in interni \u00a0mentre si avvale dell&#8217;unico esterno la ricerca e la ricognizione del luogo dove si sono svolti i fatti. I ragazzi non lo sanno, <em>non ci pensavamo a dove eravamo diretti<\/em>, <em>mai, eravamo troppo stanchi, sui pullman si dormiva<\/em> dicono. Mograbi lo trova. Nessuna traccia di violenza, soldati, armi. Una donna anziana attraversa il campo.\u00a0Durante l&#8217;azione di rappresaglia nessuno\u00a0si \u00e8 \u00a0chiesto chi fossero le vittime\u00a0e da\u00a0quali&amp;nbsp;famiglie provenissero. <em>Erano poliziotti palestinesi, un vecchio disarmato. La rappresaglia, che brutti ricordi, la praticavano anche i nazifascisti durante la guerra, \u00e8 stata messa in atto nella ex-Jugoslavia, in Vietnam&#8230; Se mi vedono e esco da Israele magari mi arrestano per crimini<\/em> <em>di guerra<\/em> chiosa un ragazzo. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"linkblu\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: xx-small;\">Z32 \u00e8 un film di <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?r=18211\"><span style=\"color: #0066cc;\">Avi Mograbi<\/span><\/a>. Genere <a title=\"Film documentari\" href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/film\/documentari\/\"><span style=\"color: #0066cc;\">Documentario<\/span><\/a>, 81 minuti. &#8211; Produzione Francia, Israele <a title=\"Film 2008\" href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/film\/?anno=2008\"><span style=\"color: #0066cc;\">2008<\/span><\/a>.<\/span><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class='shareinpost'><ul class=\"socialwrap size16 row\"><li class=\"iconOnly share\">Condividi su<\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/facebook.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"facebook\"  href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fcourtbouillon.it%2F%3Fp%3D7977&amp;t=Made+in+Israel\" title=\"Condividi questo Post: Made in Israel su Facebook\"><span class=\"head\">FACEBOOK<\/span><\/a><\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/twitter.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"twitter\" href=\"http:\/\/twitter.com\/home\/?status=https%3A%2F%2Fcourtbouillon.it%2F%3Fp%3D7977\" title=\"Twitta questo Post: Made in Israel su Twitter\"><span class=\"head\">TWITTER<\/span><\/a><\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"_self\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/email.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"email\" href=\"mailto:?subject=Court%20Bouillon%20:%20Made%20in%20Israel&amp;body=Il%20Link%20ad%20un%20post%20che%20mi%20\u00e8%20piaciuto:%20%20https:\/\/courtbouillon.it\/?p=7977\" title=\"Invia per mail questo Post: Made in Israel \"><span class=\"head\">EMAIL<\/span><\/a><\/li><\/ul><div class=\"clean\"><\/div> <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel momento in cui i conflitti sparsi per il mondo ci vengono rappresentati\u00a0 soprattutto attraverso la diffusione di migliaia di immagini,\u00a0un Cinema che racconti la guerra potrebbe assumere un significato di tutta \u00a0marginalit\u00e0 Cos\u00ec non \u00e8, anche se la visione spesso impietosa di corpi martoriati, soldati all&#8217;attacco, o gli skyline di citt\u00e0 lontane illuminate a giorno dalle esplosioni o le popolazioni in fuga con\u00a0i loro poveri bagagli e i figli tra le braccia,\u00a0dovrebbero parlare\u00a0alle coscienza pi\u00f9 di molte parole e&#8230;<\/p>\n<p class=\"read-more\"><a class=\"btn btn-default\" href=\"https:\/\/courtbouillon.it\/?p=7977\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> Leggi tutto<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[205,215],"tags":[141,256,257,120],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7977"}],"collection":[{"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7977"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7977\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17226,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7977\/revisions\/17226"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7977"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7977"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/courtbouillon.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7977"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}