define('DISALLOW_FILE_MODS', true);{"id":8503,"date":"2006-11-09T17:26:11","date_gmt":"2006-11-09T16:26:11","guid":{"rendered":"http:\/\/courtbouillon.it\/?p=8503"},"modified":"2012-03-29T08:15:23","modified_gmt":"2012-03-29T07:15:23","slug":"il-valzer-della-toppa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/courtbouillon.it\/?p=8503","title":{"rendered":"Il valzer della toppa"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\"><a href=\"https:\/\/courtbouillon.it\/2006\/11\/09\/il-valzer-della-toppa\/paolo-betti-3063406754_f277d8db71\/\" rel=\"attachment wp-att-11148\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11148\" title=\"Paolo Betti 3063406754_f277d8db71\" src=\"https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/uploads\/2006\/11\/Paolo-Betti-3063406754_f277d8db71.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/uploads\/2006\/11\/Paolo-Betti-3063406754_f277d8db71.jpg 500w, https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/uploads\/2006\/11\/Paolo-Betti-3063406754_f277d8db71-300x229.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\">Il valzer della toppa &#8211; parole di Pier Paolo Pasolini, musica di Piero Umiliani- \u00a0cantato da Laura Betti. Pier Paolo Pasolini ha scritto altre due canzoni &#8220;Cristo al Mandrione&#8221; e &#8220;Macr\u00ec Teresa detta pazzia&#8221;.<\/span>\u00a0<span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\">Laura, che parlava un romanesco piuttosto\u00a0stento, riesce\u00a0egualmente a conferire vivacit\u00e0 indemoniata a questa canzone grazie alle sue grandi qualit\u00e0\u00a0 d&#8217;interprete,cosa che invece Gabriella Ferri, che pure l&#8217;aveva in repertorio,non riesce a fare, probabilmente fuorviata da una lettura un po&#8217; troppo melanconica del brano.La Toppa in romanesco \u00e8 la sbronza leggera quella che\u00a0regala un piccolo\u00a0stato di ebbrezza,quanto basta per\u00a0credere di essere\u00a0felici.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: x-small;\">Qui appresso invece\u00a0 il necrologio della Betti scritto da Pasolini, per gioco, nel 1971.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">Pioniera della contestazione? Si, ma anche sopravvissuta alla contestazione. Quindi restauratrice di uno stata quo ante. Dove c\u2019era i! pieno (l\u2019ordine borghese e l\u2019opposizione ufficiale), si \u00e8 avuto il caos; caduto il caos, quel pieno \u00e8 apparso come vuoto, e chi c\u2019era dentro, a fare il buffone della protesta, si \u00e8 trovato come in una stanza di cui fossero scomparse improvvisamente le pareti.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">I popoli antichi rievocavano artificialmente il caos per &#8220;rinnovarsi&#8221;, ricostruendo il momento inaugurale. Il caos non passa senza lasciare la necessit\u00e0 di rinnovamento. Invece del rinnovamento si \u00e8 avuta la restaurazione, con le squadre fasciste. Quel pupazzo che nel \u00abpieno degli anni cinquanta e dei primi anni sessanta\u00bb si \u00e8 trovato ad essere vivo, ma strettamente dipendente dal mondo che egli, in quanto pupazzo, contestava, \u00e8 poi stato travolto e vanificato dal caos del biennio dal 1968 al 1970, col ritorno della normalit\u00e0 ha verificato in s\u00e9 l\u2019accadere di un fenomeno molto comune: l\u2019invecchiamento. La persona di cui sto in particolare parlando non ammette nulla di tutto questo.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">\u00c8 invecchiata e morta: ma son sicuro che nella sua tomba ella si sente bambina. Ella \u00e8 certamente fiera della sua morte, considerandola una morte speciale.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">Inoltre pur ammettendo in parte di essere morta, appunto perch\u00e9 la sua morte, essendo speciale, pu\u00f2 essere ammessa, essa, nel tempo stesso, non l\u2019ammette: \u00abla mia morte \u00e8 provvisoria, \u00e8 un fenomeno passeggero\u00bb, essa par dire, con l\u2019aria di un personaggio di Gogol\u2019, di Dostoiewsky, o di Kafka, \u00abin alto loco si sta brigando perch\u00e9 tale noiosa congiuntura venga superata e tutto torni come prima. Del resto, io non ho soluzione di continuit\u00e0: sono ci\u00f2 che ero. La mia possibilit\u00e0 di stupore non ha limiti perch\u00e9 io cado sempre dalle nuvole, e rido, con meraviglia fanciulla\u00bb. (Contemporaneamente, l\u00e0 nella tomba, dice: \u00abIo non son mai nelle nuvole, son sempre coi piedi a terra, niente mi meraviglia perch\u00e9, da sempre, so tutto\u00bb.) Ambiguit\u00e0? No: doppio gioco. Ch\u00e9 essa, la morta, Laura Betti, non era ambigua, anzi, era tutta d\u2019un pezzo: inarticolata come un fossile.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">Ella ha aderito alla sua qualit\u00e0 reale di fossile, e infatti si \u00e8 messa sul volto una maschera inalterabile di pupattola bionda; (ma: \u00abattenti, dietro la pupattola che ammette di essere con la sua maschera, c\u2019\u00e8 una tragica Marlene, una vera Garbo\u00bb).<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">Nel momento stesso per\u00f2 in cui concretava la sua fossilizzazione infantile adottandone la maschera, eccola contraddire tutto questo recitando la parte di una molteplicit\u00e0 di personaggi diversi fra loro, la cui caratteristica \u00e8 sempre stata quella di essere uno opposto all\u2019altro.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">La sua grande fortuna \u00e8 stata quella di avere evitato di vivere in uno dei tanti paesi dittatoriali che ci sono al mondo; e soprattutto di avere evitato di finire in uno dei tanti possibili campi di concentramento. Che terrificante vittima sarebbe stata! Ma in un necrologio non si dicono queste cose.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">Facendo di lei un esame superficiale, molti le attribuirono in vita una volont\u00e0 provinciale di degradazione degli idoli. No, non era soltanto il sadismo di una provinciale che giunta nel Centro dove abitano gli idoli, prova il piacere di profanarli e di dissacrarli: in questa dolorosa operazione c\u2019era il suo bisogno di essere contemporaneamente &#8220;una&#8221; e &#8220;un\u2019altra&#8221;, &#8220;una&#8221; che adora, e &#8220;un\u2019altra&#8221; che sputa sull\u2019oggetto adorato; &#8220;una&#8221; che mitizza e &#8220;un\u2019altra&#8221; che riduce. Ma non era ambiguit\u00e0, ripeto. Il suo gioco era chiaro come il sole.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">Naturalmente, proponendosi prima di tutto, come una delle leggi-chiave del suo codice, di non fare mai, in alcun caso, piet\u00e0, essa, per il gioco dell\u2019opposizione, ha anche sempre voluto e ammesso anche di fare piet\u00e0. Ma la piet\u00e0 non \u00e8 stata causata da una o dall\u2019altra delle sue azioni o delle sue situazioni: no, essa \u00e8 sempre stata causata dall\u2019eccessiva chiarezza del suo gioco. Dunque \u00e8 attraverso la piet\u00e0 che essa \u00e8 stata costretta a provocare verso la sua persona, che \u00e8 venuta fuori la sua generosit\u00e0: cio\u00e8 qualcosa di eroico. Questo \u00e8 infatti il necrologio di un\u2019eroina. Bisogna aggiungere che era molto spiritosa e un\u2019eccellente cuoca.<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">Pier Paolo Pasolini<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><span style=\"font-family: Tahoma; font-size: x-small;\">Da &#8220;Vogue&#8221; Milano 1971<\/span><\/em><\/p>\n<div class='shareinpost'><ul class=\"socialwrap size16 row\"><li class=\"iconOnly share\">Condividi su<\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/facebook.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"facebook\"  href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fcourtbouillon.it%2F%3Fp%3D8503&amp;t=Il+valzer+della+toppa\" title=\"Condividi questo Post: Il valzer della toppa su Facebook\"><span class=\"head\">FACEBOOK<\/span><\/a><\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/twitter.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"twitter\" href=\"http:\/\/twitter.com\/home\/?status=https%3A%2F%2Fcourtbouillon.it%2F%3Fp%3D8503\" title=\"Twitta questo Post: Il valzer della toppa su Twitter\"><span class=\"head\">TWITTER<\/span><\/a><\/li><li class=\"iconOnly\"><a rel=\"_self\" style=\"display:block;background: transparent url(https:\/\/courtbouillon.it\/wp-content\/plugins\/share-and-follow\/default\/16\/email.png) no-repeat top left;height:16px;width:16px;\" class=\"email\" href=\"mailto:?subject=Court%20Bouillon%20:%20Il%20valzer%20della%20toppa&amp;body=Il%20Link%20ad%20un%20post%20che%20mi%20\u00e8%20piaciuto:%20%20https:\/\/courtbouillon.it\/?p=8503\" title=\"Invia per mail questo Post: Il valzer della toppa \"><span class=\"head\">EMAIL<\/span><\/a><\/li><\/ul><div class=\"clean\"><\/div> <\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il valzer della toppa &#8211; parole di Pier Paolo Pasolini, musica di Piero Umiliani- \u00a0cantato da Laura Betti. 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