Di negazionismo in rimozione

Le tesi dei negazionisti sono di diverse risme, insieme a quelle dei  revisionisti formano  una vasta materia assai presente, soprattutto sul web. Tuttavia per quanto possa essere aberrante la storia dei forni che, secondo queste ipotesi, altro non erano se non sterilizzatori di abiti, o fantasiosa la tesi dei rapporti tra sionisti e nazisti, hanno ragione gli storici e i giuristi, gli uni, quando dicono che Ricerca, Critica e Conoscenza devono essere la sola risposta a teorie strampalate e capziose e gli altri, quando affermano con forza che la libertà d’opinione è uno degli elementi fondanti della Democrazia e che l’introduzione di un reato di negazionismo potrebbe aprire la strada a tentazioni  proibizioniste anche nei confronti di altre posizioni differenti ma egualmente ritenute non accettabili socialmente. Per questo motivo non si dovrebbe aver paura della libertà d’opinione soprattutto non si dovrebbe trasferire sui giudici un problema che eventualmente attiene ad un’ azione politica e culturale, da promuoversi a cura di altre aree istituzionali. Ciò detto, non si può fare a meno di rilevare come accanto al Grande Negazionismo che si riunisce a Tehran e trasforma la Shoah da immane tragedia ebraica a grande complotto sionista, c’è una forma strisciante di Rimozione di episodi niente affatto ininfluenti : già si è detto del genocidio dei rom, dei sinti, degli omosessuali, della sterilizzazione degli afrotedeschi, crimini questi spsso emarginati dal racconto dei media. Ma quello che è sotto gli occhi di tutti è l’opera di minimizzazione del ruolo che l’esercito sovietico ebbe  nella liberazione Auschwitz e Birkenau i cui cancelli, a sentire certi telegiornali, si aprirono miracolosamente il 27 di gennaio per un’occupazione “simbolica" dei campi, visto che i tedeschi dopo aver incendiato documenti e demolito il crematorio III – IV- V erano in fuga e parte dei prigionieri abili alla marcia provenienti da Auschwitz, Birkenau, Monovitz erano stati caricati con la forza sui treni per essere trasferiti in altri lager. La verità è che Auschwitz fu liberata dalla 60° armata del Primo Fronte Ucraino al comando del Generale Pawel Kurochkin, con una manovra di accerchiamento delle truppe tedesche che costò la vita a 231 soldati russi. A mezzogiorno del 27 gennaio l’armata rossa marciava nel mezzo della città di Oswieçim e al pomeriggio raggiunse Birkenau e il Konzentrationslager di Auschwitz che alle ore 15 fu liberata. Settemila furono i prigionieri salvati in tutto il comprensorio di Auschwitz .Capisco che non si possa rinunziare a fare di tutta l’erba dei totalitarismi un fascio, ma il debito di riconoscenza dell’Europa nei confronti del popolo russo che ha complessivamente sacrificato alla libertà di tutti, venti milioni di vite umane,non può essere dimenticato ne’ rimosso.

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3 Commenti

  1. anonimo commenta:

    Articolo concettualmente magnifico e molto ben scritto…questo tuo blog è una felicissima scoperta per me…. ;-)

    -capelli-

  2. lilas commenta:

    Visto che i testi scolastici sono spesso essenziali e il tempo è tiranno, queste tue informazioni mi torneranno utili!

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