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Categoria: Questione Capitale

Oh, Virginia

Oh, Virginia

Il mio giudizio sul governo di Roma è severo e, per ragioni di mancanza di visione e inqualificabile ignoranza da parte dell’Amministrazione, senza appello. Roma è la mia città e in anni di governi di tutti i tipi, non è mai stata così martirizzata.

Ma…va dato atto alla sindaca Raggi di un sussulto di dignità e autorevolezza nel voler incontrare la famiglia di bosniaci assegnataria di un appartamento a Casal Bruciato, affrontando con coraggio gli insulti dei fascisti e, non è poco, lo stigma del capo politico del suo partito.

Onore alla Forza manifestata in questa circostanza , con l’auspicio che l’appoggio di parte dell’Opposizione le sia di incoraggiamento a continuare sulla strada della fermezza nel rispetto della legalità.

Fight Club

Fight Club

Nei giorni scorsi un, chiamiamolo vivace, dibattito su Twitter mi ha fatto pensare a questa foto divertente in cui un Esausto Anonimo, forse provato da analoga esperienza social , invocava la Violenza, quella vera, come miglior soluzione di certe controversie verbali.

Certo una misura paradossale ma, fatti alla mano, nemmeno troppo. Dunque, ecco questi fatti : scrittrice e giornalista, peraltro di impeccabile reputazione se si pensa ai reportage a bordo delle navi delle ONG o ai progetti scolastici cui collabora, così commenta l’episodio di Torre Maura :


Per carità, il pischello di Torre Maura, che gli vuoi dire, coraggioso… ma che uno a quell’età non sappia parlare in italiano non vi fa impressione?

Più che altro una constatazione, equivocabile, forse detta male – successivamente spiegherà – ma pur sempre constatazione, atteso che in effetti Simone, il pischello di cui trattasi, la tirata contro l’energumeno se l’era fatta tutta in romanesco.

Non l’avesse mai scritto. Per quattro interi giorni le è piovuta addosso una tale teoria di insulti, cattiverie e divagazioni sul tema – senza che ne fosse mai sfiorato il merito – da indurmi a leggere e ri-leggere il tweet, alle volte mi fosse sfuggito un qualche importante svarione lesivo della dignità etcetc

Il thread consta di circa cinquemila interventi che si potrebbero così catalogare :

Tesi a discarico prediletta dai partecipanti : la supponenza degli intellettuali de sinistra che marcando le infinite distanze con la ggente comune ci fa perdere credibilità e voti, con annessi corollari di terrazze e salotti manco fossero, tutti questi intellettuali, esponenti della famiglia Bernstein.

A seguire, definizione del contesto borgataro che, secondo alcuni, ai fini della comunicazione efficace, richiederebbe l’uso della lingua del luogo. E da qui, manco a dirlo, il manifestarsi improvviso di una specie di sotto-discussione tra sostenitori e detrattori del romanesco che non ha risparmiato nemmeno l’ortografia con gravi dilemmi quali : gli infiniti verbali ossitoni  si accentano o si apostrofano? (insulti feroci da una parte e dall’altra anche se sarebbe bastato mettere mano a uno dei sonetti del Belli)

Immancabile poi, il ricorso a Pasolini cui non è dato riposare in pace soprattutto quando si parla di borgate e periferie (le sue erano quelle di oltre cinquant’anni fa…ma che vordì il Vate è il Vate e il quanto ce manca è d’obbligo)

Ma quel che meno si capisce è l’insulto personale ai fini dialettici. Ovvero la delegittimazione a mezzo parole grosse. Sconosciuti attingono dalla patologia psichiatrica il meglio della terminologia (psicotico, schizofrenico, monomaniaco, i più utilizzati) per dare addosso ad altrettanti sconosciuti al solo scopo di… umiliarli? Metterli a tacere? Averne ragione con poca spesa?

Ove, poi, l’operazione non dovesse riuscire, c’è sempre l’aberrante notazione sull’aspetto esteriore : cessa per le signore, sgorbio per i signori. Come se per scrivere i libri o i tweet fosse indispensabile la forma fisica di Charlize Theron o quella di Brad Pitt.

Cosa abbia a che fare tutto questo con Simone e Torre Maura ma soprattutto con una conversazione normale, è un mistero. Non resta che concludere che questi luoghi del presunto scambio offrano, tra le altre, una buona occasione di sfogo per frustrazioni assortite (attingo anch’io dal repertorio psy). A questo punto la proposta dell’Anonimo di cui sopra non appare affatto peregrina, se non altro ha il pregio dell’invito ad essere autenticamente violenti rischiando l’incolumità.

E dire che la Signora Elena Stancanelli, così si chiama la scrittrice e giornalista, aveva precisato così bene il senso del suo tweet.

Non lo capite che quel ragazzo verrà schiacciato dal mondo se non trova parole vere, comprensibili fuori dal suo quartiere? La spocchia è di chi crede che l’ignoranza sia fica, potente, gagliarda .

Che dire. Non fa una piega. La complessità dell’argomento non può richiedere l’uso dell’accetta. Quanto a me, l’episodio di Simone arrivava dopo una stagione di teste bianche nelle iniziative o in fila ai gazebo delle Primarie che avevo interpretato come una sorta di segnale di estinzione. Non un gran momento.

Ecco perché sarebbe doveroso augurare a questo ragazzo e ai suoi compagni il Meglio. E il Meglio per uno della sua condizione è l’Apprendimento pena l’inefficacia di quel che giustamente ha detto e persino del suo indubbio coraggio. E ciò qualunque cosa pensino il Belli, Pasolini e Tom Wolfe, buonanime vorticanti nelle rispettive tombe ad ogni tweet.

Quella del ’18

Quella del ’18

L’orologio in basso a destra segna le 6,12 del mattino, di lì a poco alcuni preti  faranno  il loro ingresso nella piazza sfidandosi a palle di neve (manco Fellini ci aveva pensato) qualcuno azzarderà una discesa (con gli sci, e quanno te ricapita) costeggiando il colonnato del Bernini, altri  sorveglieranno il pascolo dei pupi alle prese con lo slittino e la scarsa pendenza. Gli uffici, i negozi, i bar, le scuole sono chiusi, l’autobus non passa e noi ..ma sì qualcuno avrà pure smadonnato ma poi si sarà convinto  che ‘na bella passeggiata ar Gianicolo o ar Pincio a vedé la Grande Bellezza Innevata sarebbe stato molto mejo che stare a casa a rattristarsi col Messico, lo spazzaneve che non c’è o il piano neve che chissà. E così tutti in giro con i telefonini a fotografare le statue  vestiti da ghiacciaio, un overdressed per la  delizia di turisti norvegesi e badanti ucraine  che non la finiscono più  di raccontarci  che da loro la neve…

La foto qua sopra l’ha pubblicata Luca – passajeersale – Barbarossa sul suo profilo twitter e ho trovato fosse la migliore risposta dell’assai deriso, in queste ore, senso dei romani per la neve, ovvero del come gli abitanti di questa città siano storicamente colpiti da incontenibile euforia al cospetto della più modesta delle nevicate. Cioè dei dieci (forse meno) centimetri praticamente  a ogni morte de papa . Da noi del resto le nevicate sono così rare che si ricordano con l’anno di caduta. E ispirano canzoni.

Avete ragione abbiamo esagerato, siamo esagerati, a noi i circenses vanno bene pure senza il panem ma sarebbe ingiusto non aggiungere come dietro l’apparente superficialità non si nasconda semplicemente l’istinto di sopravvivenza di chi, abituato a vivere nell’eterno splendore, è afflitto dall’altrettanto eterna sensazione di occasione mancata, di spreco, di incuria di classi dirigenti inadeguate e cantilenanti la propria autocelebrazione . Ma sotto la neve e con questa giornata di inattesa vacanza tutto sembra più sopportabile. Anche lo spazzaneve che non c’è e il sale che non si è visto. Persino il Messico.

 

 

San Cosimato ( guarda noi ‘ndo vivemo)

San Cosimato ( guarda noi ‘ndo vivemo)

Questa storia può essere raccontata utilizzando gli strumenti del sarcasmo e dell’ironia ovvero quelli più seri e compassati dell’analisi politica ma gli uni, indispensabili a stemperare il Tedio quando si tratta di imprese a 5 stelle, non soccorrono più lo Sconforto e gli altri non sono sufficienti a comprendere quello che sta succedendo in questa città. Cercherò dunque di far ordine  in qualcosa che oltretutto mi riguarda e che sta accadendo a pochi metri da casa mia. Tenendo a freno la rabbia :

Nella foto sopra è riconoscibile Carlo Verdone  mentre assiste alla proiezione di  Bellissima  di cui ha tenuto poco prima un’istruttiva, brillante  presentazione. Siamo nell’arena di piazza San Cosimato, Trastevere, da qualche estate luogo di rassegne e iniziative organizzate da un gruppo di giovani appassionati di cinema che, riuniti in associazione – Piccolo cinema America –   partecipano a bandi e curano progetti  mirati soprattutto a sottrarre le sale cinematografiche ad usi impropri o come nel caso di San Cosimato a far vivere  luoghi  altrimenti dimenticati. Tu chiamala se vuoi Riqualificazione.

I giovani sono giovani davvero  – non più di venticinque anni – quindi non particolarmente  esperti ma egualmente forniti di entusiasmo e soprattutto di uno speciale istinto per trovare la quadra tra Qualità e Gusti del Pubblico, il che ha prodotto nel corso del tempo cartelloni cinematograficamente significativi. Le loro proiezioni gratuite sono affollatissime e il loro entusiasmo ha conquistato l’intero quartiere che letteralmente li adora. Da tutto questo è scaturita l’attenzione di figure di spicco del Cinema Italiano. Tanto per citare qualcuno : Bertolucci, Moretti, Virzì, Benigni, Guadagnino, e qualche estate fa, pure Scola e Rosi  ciascuno animando le serate  con dibattiti, interventi, presentazioni di film propri e altrui.

Poteva la favola bella dei giovani engagés amati dal quartiere etc non avere i suoi orchi cattivi a tendere insidie e trappole? Pochi a dire il vero e in perfetta linea con una certa tradizione di questa città che ha sempre visto iniziative del genere osteggiate con le argomentazioni classiche de  il cinema non è cultura, i monumenti  (quando si tenevano rassegne tra le rovine) sono più adatti ad ospitare quartetti d’archi e via enumerando. Allora erano strali di democristiana provenienza, fosse ancora tra noi Renato Nicolini, pace all’anima sua,  ne avrebbe raccontate delle belle sui detrattori dell’Estate Romana ma oggi che il vento è cambiato chi avrebbe potuto aspettarsi la ripresa in grande stile degli sbandieratori del disturbo alla quiete pubblica (lo scorso anno, si comincia sempre con quello) o delle guerricciole via facebook, twitter o quel che è, sull’opportunità di vedere vecchi film, sul come guardarli e dove,  ovvero sulle possibili patologie che affliggerebbero gli spettatori dell’arena davanti alla meraviglia di Maddalena Cecconi che presenta sua figlia Anna al Maestro Blasetti.

Per farla corta, il governo della città che non ha mai amato troppo i giovani dell’associazione, l’arena e i trasteverini (che non l’hanno votato) vuol mettere a bando la piazza come iniziativa dell’Estate Romana. E non ci sarebbe niente di male se il capitolato non contenesse forti limitazioni all’attività fin qui svolta e clausole vessatorie tali da sconsigliare la partecipazione . Che dire. Siamo alla vendetta.

Eccola qua 

L’intemerata moralistica è servita.Come ai bei tempi. Come si conviene in ogni scostumata campagna elettorale in cui pur di delegittimare l’avversario si scomodano i morti, i vivi, la mercificazione dell’arte,la manipolazione del consenso, il panem, i circenses e tutto il resto del corredo di inutili banalità biascicate in sostegno della Purezza della Cultura e dei Luoghi Deputati. Ancora immondizia in questa città. Ancora una volta di stampo reazionario.

Bellissima non è (solo) un film sulle illusioni e ambizioni piccolo-borghesi di una madre.E’ un film sul Cinema. Lo racconta assai bene una sequenza in cui Spartaco e Maddalena sul terrazzino della loro casa al Prenestino stanno guardando un film che viene proiettato nell’arena allestita in uno spazio sottostante. Il film è Il fiume rosso di H. Hawks, Maddalena è rapita dalla scena di una mandria che sta attraversando il fiume.

Spartaco è scettico : ah Madale’ lascia sta er cinema.

E Maddalena  : Ah Spartaco , nun me capisci tu. Guarda che bei posti…guarda noi ‘ndo vivemo.

Ecco: guardate noi ‘ndo ce tocca vive.

 

 

Frigni sogghigni e svenimenti

Frigni sogghigni e svenimenti

L’hanno  chiamato Romanzo di Formazione (di una sindaca o  di una classe dirigente)  sebbene non sia chiaro perché offrire stage gratuiti ad aspiranti amministratori   dovrebbe commuovere  i cittadini costretti a pagare cara  la retta del Corso di Studi e a cui viene richiesta la pazienza di aspettare che l’Onestà, contropartita – dicono –  dell’Inesperienza, produca i promessi risultati.

 

Intanto il tempo passa e  tutta quest’aria de manica larga  al cospetto di strafalcioni, strambate e fregnacce  impensierisce assai più della vicenda giudiziaria, dei Contratti col Risarcimento, delle Polizze Vita e, di recente, anche della spifferata, immancabile,  liaison sentimentale col Sottoposto.

 

Il fatto è che la  brigata degli scolaretti  stellati  bazzica il Campidoglio dal 2013 e in capo a quattro anni, di norma sufficienti  a capire anche i conti, le dinamiche e i regolamenti  più complicati,  non ha trovato di meglio, una volta conquistato il Palazzo, che affidarsi a burocrati di terza fascia  per  scelte strategiche che nessuno dotato di buon senso  e di un minimo di conoscenza della città delegherebbe ad esponenti di un Apparato da riformare piuttosto che da promuovere con ruoli chiave e stipendi moltiplicati. I casi Marra e Muraro sono a parte, lì la fascia era alta almeno quanto la discutibilità dei personaggi.

 

Ma questo succede dominando oramai la disgraziata convinzione che capacità politiche e amministrative non siano requisiti essenziali  per una  rappresentante del popolo al quale si è richiesta esclusivamente la fedina penale pulita e una buona dose di improvvisazione, nel  caso corredata da un curriculum abborracciato in cui brillava soprattutto l’essere stata a bottega da legali noti per le contiguità con la destra cittadina e una certa capacità di schiamazzare quand’era all’Opposizione (altri della sua parte, meno fotogenici, avevano fatto meglio e magari meritavano di più)

 

Ma che fa ?A cosa servono Disciplina e Onore  quando a tutto deve pensare il Proprietario e i Prontuari distribuiti dal Settore Comunicazione?.

 

Così ad ogni inciampo, la sindaca si guarda bene dal produrre spiegazioni dignitose mentre sfodera un repertorio variegato che, dagli svenimenti in Procura, alle risatine isteriche durante le interviste, alla lacrimuccia ben piazzata, al tono assertivo con cui minaccia – noi andiamo avanti ! – l’intera popolazione, completa il quadro della donnetta volgare che si è ritrovata casualmente per le mani un mandato di cui sa disporre solo a sproposito.

 

Gli esiti delle inchieste a questo punto interessano quel tanto, comunque vadano le cose la già esile speranza di vedere affrontate almeno le questioni più spinose è perduta, mentre la spiacevole sensazione di una città abbandonata a se stessa per un tempo che oramai non si recupera più, non contribuisce certo ad alimentare la Fiducia.Che peccato, una giovane donna al comando avrebbe potuto significare molto. E invece niente : imbrigliata com’è dai suoi molti legami, più che spargere bouquet di fiori nella Sala degli Arazzi non potrà.

 

Nell’illustrazione Giovanni Malagò porge il baciamano (dopo il Gran Rifiuto) che  la sventurata riceve con l’aria compiaciuta del grande evento.