Schiarite

Schiarite


Mentre Prodi blinda la Commissione d’Inchiesta sul G8  e rimanda comunque all’Aula la decisione, emergono posizioni a dir poco strabilianti della dissidenza interna all’Unione :
Se nel testo della commissione vi sarà una più chiara e netta definizione del campo d’intervento, limitatamente alle sole responsabilità politiche e amministrative con una tassativa esclusione di quelle penali, siamo pronti a dare il via libera. Lui è Boselli, preoccupato delle chine che avrebbero potuto prendere le indagini, al punto da far mancare al voto due esponenti della Rosa nel Pugno  ma al quale non dovrebbe sfuggire che fra inchiesta della magistratura, che mira all’accertamento di  Responsabilità Personali, e Commissione di Inchiesta Parlamentare che invece, per l’appunto, si preoccupa di Responsabilità Politiche, c’è una sostanziale differenza.Per esser chiari, mentre la magistratura indaga e accerta sul comportamento dei singoli appartenenti delle forze dell’ordine o dei dimostranti,  la Commissione dovrebbe,tanto per dirne una ,  interrogarsi sulla presenza di Gianfranco Fini nella Centrale Operativa di Genova . Impedire lo svolgimento delle indagini significa evitare che si accertino eventuali responsabilità dell’allora governo nei disordini di Genova.Che c’entra in tutto questo l’onorabilità delle forze dell’Ordine? E che cosa hanno da vantarsi tanto Mastella e Di Pietro? 

Oh mein papà

Oh mein papà

Vista la probabile natura del ruolo paterno, a me che il detenuto Cutolo abbia avuto una figlia, interessa quanto la notizia che è volata una mosca in Cina.Piuttosto sarebbe da chiarire come mai a Cutolo sia stata concessa nel 2001 un’ autorizzazione che al momento dell’impianto contravveniva l’Articolo 1) della legge 40 sulla fecondazione assistita che ammette a questo trattamento esclusivamente le coppie infertili, mentre invece si continua ad impedire a coppie portatrici di patologie virali o genetiche lo stesso diritto.E meno male che il 41 bis è uno dei capisaldi della nostro Sistema Carcerario.Tra scartoffie,consensi informati e visite mediche varie, durante il perfezionamento della pratica,il carcere di massima sicurezza dev’essere stato più frequentato dell’ambulatorio della Mutua a Centocelle.Tutto per soddisfare l’estremo atto di narcisismo e assicurare la progenie ad un malvivente condannato a sette ergastoli. Un atto di civiltà.Dicono.

Cercatelo

Cercatelo

tideland

Bisognerà cercare con cura questo film che  esce con sole ventiquattro copie, grazie al coraggio della  neonata casa di distribuzione Officine Ubu . Nel mondo capovolto del sottotitolo , vive Jeliza Rose di nove anni ,è il suo rifugio da una vita squallida (povertà,precarietà , tossicodipendenza dei genitori) di cui non sente nemmeno il peso perchè vi è nata e cresciuta.Il suo universo è fatto di teste di Barbie,animali parlanti,vicini di prateria che credono di essere cacciatori di squali.Quando i genitori moriranno per overdose,Jeliza resterà sola in una surreale e simbolica terra delle maree.Sopravviverà affidandosi al potere dell’immaginazione fino a quando la realtà prenderà clamorosamente il sopravvento.

Tideland12Ma oramai Jeliza ha trovato il modo di difendersi.Terry Gillian ex Monty Pyton  firma questo film a basso costo dopo i fallimenti produttivi dei Fratelli Grimm e, sollevato dagli assilli del box office, libera il suo talento visionario per raccontare un viaggio nel Male visto con gli occhi di una ragazzina che molto somiglia ad Alice anche se scivolando nel  cunicolo, incontra Psyco invece che il coniglio.Ho voluto contrastare l’immagine dei bambini che ci propinano sempre come vittime passive. – Spiega Gilliam –  Ho inserito aspetti più sfumati e teneri accanto a quelli più provocatori.La mia speranza è d’incoraggiare le persone a reazioni forti.Io mi sforzo di reinterpretare questo mondo con occhi nuovi. Provocare, attraverso tutti gli incubi e le ossessioni della civiltà moderna ( eroina, terrorismo,violenza ai minori)  è la chiave del film. Soprattutto provocare il nostro modo di far male all’infanzia anche  senza torcergli un capello . Un ultimo apprezzamento per Jodelle Ferland,  diva  novenne della televisione canadese che invece di essere traumatizzata dalla sequella interminabile di avventure tra gotico, noir e western  ,traumatizza noi con la sua naturalezza e le sue indiscusse doti d’interprete.

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Tideland  – Il mondo Capovolto –  è un film prodotto in Gran Bretagna,diretto da Terry Gilliam e interpretato da Jeff Bridges e Jodelle Ferland.Distribuito dalla Officine Ubu

Che amarezza

Che amarezza

L’articolo 82 della Costituzione recita :

Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi.

La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della Autorità giudiziaria.

Dove sta scritto che una commissione d’inchiesta, che tra l’altro è un organo collegiale indaghi in una sola direzione? Nell’analizzare le dinamiche di quei giorni è impossibile non valutare la situazione nel suo complesso . Forse che il Parlamento oltre che autorizzare avrebbe indicato anche le modalità e le direzioni ? Le giustificazioni dei dissidenti sono davvero offensive. Uno non c’era, non sa, non ha visto l’apposito punto del programma . L’altro con incredibile fiducia nella capacità  delle indagini di stabilire la verità ;sapeva già come sarebbe andata a finire. Poi ci sarebbero gli assenti che avrebbero potuto fare la differenza, poi il ritardatario…In questo modo è sin impossibile che il Parlamento si pronunzi.Alla fine tra ritardi e dissidenze a chi interessa indagare sul rapporto tra polizia e cittadini? A pochi credo .Il che è grave in ogni caso, ed è un insulto al dovere civile di conoscere la verità.Certo si può recuperare  ma anche questa faccenda di Genova ,come le altre del resto,diventerà occasione di scambi,lanci di segnali e ricatti .Chi desidera che si faccia – programma o non programma – quel che è giusto e legittimo fare,s’è un po’ stancato di queste ali dissidenti e desidera un percorso piano che rispecchi la volontà espressa dalla maggioranza dei cittadini che si tratti di Genova o di Welfare, di pacchetti di sicurezza o di varianti di valico,i numeri sembrano non contare più e quand’è così,altro che democrazia,governano i ricatti e la confusione mentre c’è qualcuno che ancora vuol andare a votare con questa legge elettorale.Che amarezza.

Verso l'autoregolamentazione

Verso l'autoregolamentazione

Com’era prevedibile, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Levi, ha aggiunto un comma alla Legge sull’Editoria che esclude i blog dall’obbligo di registrazione al Roc . La precedente stesura conteneva almeno due errori concettuali, vuoi per la tendenza a burocratizzare  uno strumento per sua natura libero e gratuito , vuoi per l’imposizione di un Responsabile nella figura di un giornalista professionista iscritto all’albo, il che sarebbe stato in aperto conflitto con  la nozione di diario personale,bacheca o palestra di libero confronto che dir si voglia. Questo piccolo comma inoltre, compie un passo in avanti anche nella definizione di prodotto editoriale. Una decisione di buon senso che andrebbe pubblicizzata almeno da parte di quelli che, correttamente, hanno lanciato l’allarme . Resta tuttavia fermo che anche il blog come qualsiasi altra forma di pubblica e libera espressione del pensiero , ha l’obbligo di rispettare i diritti fondamentali della persona sia sul piano penale che su quello civile: dall’onore alla reputazione, alla privacy , a maggior ragione in Rete dove la diffusione della notizia è amplificata ed accelerata più che in qualsiasi altro luogo. Il principio di responsabilità insomma va salvaguardato in ogni caso.  Di recente Stefano Rodotà durante un dibattito su Repubbliva tv , ha osservato che il quadro delle regole andrebbe rimesso ad una Costituzione per Internet che abbia la funzione di garantire i diritti chi opera in rete. Piuttosto che una minaccia alla libertà, questo potrebbe essere,un "presidio di libertà"  fondato su un codice di autoregolamentazione. Anche il ministro Gentiloni e il Garante della Privacy, nella stessa sede, hanno concordato sulla necessità di una Carta Costituente come strumento di crescita nella gestione di un bene pubblico.