Archivi catalogati in: Se ne sono andati

Principessa per l’eternità

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Catalogato in La fabbrica del cinema, Se ne sono andati | 2 Commenti

Rope-a-dope (il più grande)

Una volta alle corde puoi ancora scegliere di vincere. Anzi, alle corde puoi  decidere di cacciartici da solo. Per vincere. La tecnica di sfiancare l’avversario – più forte,in quel caso,e più giovane – da una posizione solo apparentemente sfavorevole è raccontata nel dettaglio da Normal Mailer nel suo bellissimo La sfida, cronaca dell’ incontro di Kinshasa , significativo per il contesto in cui avvenne,  ma soprattutto per il confronto tra esponenti di differenti visioni del mondo,  o se … continua a leggere »

Catalogato in Se ne sono andati | 3 Commenti

Grazie per il Mondo Nuovo (e per tutto il resto)

Aveva deciso di non realizzare quel film di troppo che scalfisce la carriera ai cineasti più celebrati e per questo aveva smesso di girare. Ma non di esserci e di dire la sua : un bel libro a fumetti illustrato da Ivo Milazzo,un documentario su Fellini,il suo impegno, la sua parola ovunque fossero richiesti. Leggeremo che come pochi Ettore Scola ha raccontato questo Paese. Molti lo hanno fatto, qualcuno  anche con grande efficacia, mai però … continua a leggere »

Catalogato in La fabbrica del cinema, Se ne sono andati | 19 Commenti

Non lamento di reduci ma grumo di vissuto

      Speriamo sia davvero così e che nel ricordare la figura di Pietro non se ne tralascino le contraddizioni e l’emblematica vicenda poiché anche gli aspetti meno patinati – dall’Ungheria al voto favorevole all’espulsione del gruppo dissidente del Manifesto –  inseriti nel complicato contesto della storia del Partito Comunista Italiano e della sua Dissidenza interna costituiscono un prezioso contributo alla comprensione delle dinamiche del presente.Una lettura critica di quel lungo tragitto è il … continua a leggere »

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Une mort bête et méchant (Charlie vivra)

         Di loro mi piaceva l’Irriverenza, l’Antiretorica,la Sfacciataggine,l’abuso di Paradosso.E il coraggio. A loro perdonavo tutto, persino lo sbeffeggiare le mie battaglie più care. Nel corso del tempo, mi avevano convinta come il prendersi troppo sul serio non giovasse a nessuna delle cause cui dicevo di tenere tanto ma soprattutto che se la Satira non fosse stata una specie di Zona Franca dal buon gusto, dal senso della misura e dal rispetto intesi … continua a leggere »

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