Acqua fresca

La missiva tanto sofferta altro non conteneva  che il  solito bric à brac  di cose date per fatte – ma solo annunciate – e altre impossibili da realizzare in tempo utile.E poi ancora tagli, mobilità e cassa integrazione agli statali, licenziamenti più facili che, bocciati ad agosto, rispuntano in autunno e palazzi for sale.Senza dimenticare il già previsto pensionamento (a 67 anni) del 2026 e il resto del corredo finto-liberale che va sotto il nome di Risanamento & Crescita ma è solo aria fritta, residuo di un’intensa stagione di talk show trascorsa a cantilenare le misure manco fossero la nota della spesa.


Omissioni e rimozioni come se piovesse, nella prima stesura –  la Crisi, del resto, è acquisizione recentissima, essendo stata negata fino a qualche mese fa – poi gli aggiustamenti – una data di qua, un tempo di attuazione di là –  sembra, su confidenziale istanza di Van Rompuy e Barroso (qualcuno dice sotto dettatura, ma sono i soliti maligni). Infine la presentazione a Bruxelles con tanto di trepidante attesa per gli esiti.



E il Vertice infatti ha risposto. Prima  una pacca sulla spalla (così, tanto per evitare che gli speculatori facessero cenere e panni sporchi delle nostre migliori intenzioni)  poi  la decisione di monitorare l’Italia nelle tappe e nei tempi annunciati dalla lettera .Come dire : una sorta di commissariamento in cui sarà Barroso il titolare delle verifiche. C’è poco da gongolare per il vivo apprezzamento : la terza economia europea, nonchè settima potenza mondiale, ha ricevuto, con ciò, uno schiaffone al cui cospetto le risatine dei giorni scorsi, sono solo acqua fresca.


Senza tirare in ballo, col senno di poi, la granitica maggioranza e l’imbarazzante consenso attraverso i quali questo governo avrebbe potuto metter mano a qualsiasi ambizioso progetto, ci si domanda chi mai potrà realizzare gli intenti dichiarati a Bruxelles. Visti soprattutto  i dichiarati scetticismi del Ministro del Tesoro e la difficoltà di reperire i voti necessari a licenziare qualsiasi provvedimento (ancora ieri, risse a parte,il governo ha registrato due sconfitte in sede di votazione parlamentare).


Non loro, gli eterni, arrembanti (e addestratissimi) ospiti televisivi – adesso poi che abbiamo rispolverato anacronistici sentimenti antifrancesi e antitedeschi, non c’è di che stare allegri – né lui che a margine di una riunione dalla quale non è certo  uscito trionfatore, non ha trovato di meglio che telefonare alla trasmissione preferita per annunciare in diretta il tradizionale : tutto va ben madama la marchesa.


E andava, a suo dire,  talmente ben, che Angela Merkel si era scusata personalmente per l’attacco di fou rire u.s. Tutto questo, mentre il portavoce del Cancelliere Tedesco, ingannando l’attesa del lancio di agenzia, twittava una secca smentita. Quando si dice il tempo reale. Lei, del resto, la poco avvenente signora, non se ne è nemmeno accorta, impegnata com’era  in un piccolo, marginale vertice con il presidente francese e le banche. Oggetto : come salvare la moneta unica.

A ognuno le incombenze che gli sono più congeniali.

(Nella foto della Reuters Angela Merkel consegna a Sarkozy  un dono per la sua ultima nata)

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4 Commenti

  1. Rear Window commenta:

    In effetti questa lettera ha avuto come obiettivo solo quello immediato di tamponare la pressione europea che si era fatta stringente. Da qui a realizzare quanto indicato ce ne vuole e ce ne passa. Prepariamoci a tempi molto difficili…

  2. jeneregretterien commenta:

    realizzare quanto scritto nella lettera potrebbe toccare al prossimo governo e vediamo chi resta col cerino in mano.
    C’è poco da stare allegri se anche nel Pdl un gruppo di anonimi decide di inviare una letterina al premier invitandolo ad allargare la maggioranza (Casini, chi se no?).
    Nel frattempo Ferrara incassa il premio di cotanta devozione: il trono di Santoro il giovedì.

  3. Sed commenta:

    L’Europa ci chiede un piano di risanamento, il “come” poi lo decidono i governi.Nessuno può obbligarci a realizzare un programma ritenuto inefficace.Tanto più che per “licenziare facile” ci vuole una tale impalcatura tra ammortizzatori sociali e messe in relazione tra chi licenzia e chi invece assume che la spesa pubblica crescerebbe comunque.
    Vero è che come al solito ci toccherà mettere in ordine i conti.Lo abbiamo fatto due volte,lo faremo anche la terza.
    Così gli italiani ci odieranno definitivamente.
    Ferrara? Lui smentisce e poi non è adatto a gestire un talk.
    Meglio la carta stampata.Tanto il suo mentore qualche testata a tiratura decente ce l’ha…

  4. Tommaso commenta:

    La lettera in questione, come ricordava anche un commentatore sulle pagine del Corriere, sembra più un “programma elettorale” che un vero e proprio “programma di governo”. Come poi faranno ad attuarlo, come giustamente ricordi, resta un mistero.
    Tuttavia, anche se l’Europa ha risposto positivamente (pur mantenendo un controllo su di noi) i mercati continuano a condannarci, non avendo più fiducia in questo esecutivo.
    E nella situazione in cui siamo finiti oggi, credo conti più il mercato che il parere dell’Europa.
    Un saluto, a presto

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