I grandi vecchi non sono tutti uguali

I grandi vecchi non sono tutti uguali

Se a stigmatizzare il comportamento dei centri sociali  a Bologna fossero stati Pietro Ingrao o Vittorio Foa ( e credo che ne’ l’uno , ne’ l’altro abbiano potuto apprezzare il lancio contro Ferrara) nessuno avrebbe osato di dar loro dei Vecchi Arnesi. Ciò non è  accaduto a Miriam Mafai che per aver difeso su Repubblica il diritto di parola, è stata più o meno tacciata di essere una vecchia ciabatta che, insieme al suo giornale, impartisce lezioni a destra e a manca, dimentica che al mondo esistono i  centri sociali , le antagoniste iniziative dei quali , non sono trasmesse in mondovisione e dunque ecco qui spiegato che per finire in prima pagina, non resta loro che il lancio di oggetti  in difesa, peraltro non richiesta, di quelle donne che Ferrara taccia di assassinio. Il tutto ad opera di un tale di cui ho avuto cura di dimenticare il nome e che non linko perchè mi fa senso, dalle colonne nientedimeno che del Manifesto di ieri. Ora, io mi guardo bene dall’attraversare la strada e impiegare un po’ del mio tempo per lanciare sampietrini alle finestre della redazione, quantunque  autorizzata dalla condizione di donna piuttosto seccata per il trattamento che il giornale ha riservato alla Mafai, la quale, a ben vedere, s’è accorta del tema dei diritti e dell’universo politico femminile , secoli prima di certe grandi vecchie che dal proprio appartamento di Parigi, ci mandano a dire a mezzo Manifesto, ovvietà sulla rappresentanza femminile. Il comunismo, si sa, non è mai stata una buona lente per leggere la condizione delle donne. Se la cava meglio con quella dei centri sociali e degli oppressi . E allora anch’io dal mio attico di Roma manderò a dire in redazione che per quest’anno e per i seguenti e per la protervia con la quale sono trattate le donne sul giornale, hanno perso un’ abbonata.

Aggiornamento (e ho idea che potrebbe durare all’infinito) perchè qui evidentemente si è toccato un nervo a definire inopportuna e controproducente la contestazione a Ferrara, visto che l’editoriale del Manifesto di oggi paragona i dreamers  i sessantottini di Parigi che manifestarono davanti alla Cinématheque (un movimento di massa ,con un’ idea di cambiamento della società nella zucca che oltretutto  si rifletteva nella pratica quotidiana ) con gli appartenenti ai centri sociali che all’improvviso sono diventati emblema dell’antagonismo nazionale. Allora ho capito anche da dove nasce tutto il livore e la retorica rivoluzionaria d’antan – vecchi, quanto sono vecchi e che tristezza questo eterno baloccarsi con le medesime analisi e i medesimi concetti da anni – il che mi induce a rivedere l’idea che mi ha fatto sempre apprezzare i Perdenti con Dignità, categoria alla quale mi pregio di appartenere. Mi sa che se continua così rimangono solo i Perdenti. Senza la Dignità. E allora non ci sto.E oltre all’abbonamento finirò col toglier loro  anche il saluto.

8 pensieri riguardo “I grandi vecchi non sono tutti uguali

  1. Ferrara appare ogni giorno in televisione su La7 ed esprime le sue opinioni. Allora se ha il diritto di esprimere le sue idee in piazza dovrebbe invitare in studio ogni giorno una donna che potesse esprimere a propria volta la propria opinione.

    C’è modo e modo per esercitare la violenza. Si può uccidere con un colpo di pistola, ma anche i morti di fame hanno un colpevole.

    Ferrara non è un martire (tra l’altro non esisterebbe una croce abbastanza resistente) è all’interno del sistema ed è capace di una violenza pari almeno quanto a quella di chi gli ha lanciato contro uova e pomodori (e non sassi, badate bene).

    Se Curcio è stato condannato all’ergastolo per fatti non di sangue (non ha ucciso nessuno) allora rispolveriamo il reato di costituzione di banda armata.

    Armata di integralismo.

  2. Non rispolveriamo nulla ma nemmeno è il caso di fare paragoni inappropriati.

    Ferrara e le sue liste hanno un rilievo infinitesimale, se non fosse per quelli che protestano, nemmeno ci accorgeremmo che sta facendo campagna elettorale.

    Voglio dire che non rappresenta nessuno se non se stesso, chi gli lancia pomodori ne aumenta l’importanza,gli conferisce il privilegio di essere interlocutore di qualcosa.

    Come obiettivo politico è inesistente.Non minaccia nessuna conquista.Politicamente è solo fatica sprecata.

    Tutto questo non fa altro che accrescere il suo narcisismo.

    Non me ne frega niente della violenza. Non c’entra .

    Ma non mi si venga a dire che chi gli lancia le uova è un simbolo di trasgressiva lotta al sistema, perchè mi metto a ridere.

  3. Non direi che è così marginale l’importanza di quello che porta in giro Ferrara, nonostante convenga con te che lo è dal punto di vista del numero di voti che otterrà.

    Vedi io do peso a quello che dice, che la questione è di cambiamento culturale nei confronti dell’aborto. Per me lo spostamento culturale nella direzione che dice Ferrara è già fin troppo forte.

    Per quello che riguarda il significato della protesta, io penso che sia una manifestazione di dissenso popolare, fatta con mezzi rozzi e poco civili, ma il popolo lo è per definizione. Non bisogna meravigliarsi che agisca di conseguenza. Nessuno ritiene che a lanci di pomodori si facciano rivoluzioni.

  4. La legge è lì nessuno la toccherà,infatti nessuno dice di volerla toccare. Manco la Chiesa.

    Ci hanno già provato prima con un referendum che hanno perso, poi all’inizio degli anni anni novanta beccandosi una sentenza della corte costituzionale talmente secca da non lasciar adito a dubbi.

    Si arrabattano a voler fare modifiche per casi statisticamente irrilevanti e manco ci riescono.

    Il cambiamento culturale quale sarebbe?

    Ragazzine alla Juno che fanno il figlio e poi lo danno in adozione?

    Qui siamo in Italia,prima che venga adottato, il figlio di Juno va a fare il servizio militare.

    Io vedo che l’unico ascolto che raccatta Ferrara è quello dei dissenzienti con i pomodori,i quali non mi risultano interessati al tema dell’interruzione volontaria, Ferrara a parte, altrimenti i pomodori li andrebbero a tirare agli obiettori.Quella sì sarebbe un’iniziativa di un qualche rilievo.

  5. Già però gli obiettori prendono forza dalle iniziative di quelli come Ferrara che fanno da cassa di risonanza al papa.

    Non pensi davvero che avrebbe una qualche utilità il lancio dei pomodori nemmeno lì. Contro gli obiettori servono gli strumenti civili della denuncia, come hanno fatto nei giorni scorsi le ragazze di Pisa.

  6. Per esperienza posso dire che quando il tema dei diritti tocca molto da vicino la vita delle persone,non c’è papa che tenga.Divorzio e aborto in definitiva sono state battaglie vinte col contributo dei cattolici .

    Gli obiettori sono un altro paio di maniche : quando hanno cominciato a sciamare per gli ospedali, Ferrara era ancora di sinistra… Sono stati l’esito di una mediazione che fu, all’epoca, impossibile non accettare.Altrimenti non sarebbe passata la legge.Poi naturalmente ci si è guardati bene dall’organizzare le cose in modo tale che l’obiezione non generasse disservizio.

    Per la pillola del giorno dopo non c’è obiezione che tenga,non è considerato un abortivo,peraltro su quella storia di Pisa s’è adoperata moltissimo la tanto vituperata Miriam Mafai..la quale è molto più sulla breccia, per i temi della laicità di quanto si possa pensare….

  7. Sam, era tre quattro giorni fa con Mina Welby e Bettini a discutere di laicità in un cinema pieno zeppo…i suoi detrattori non mi pare facciano molto in questa direzione, tantomeno nelle altre a parte piangersi addosso in continuazione .

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