Er pigneto è quella cosa ….

Tanto per mettere un po’ di pepe alla questione del fascismo risorgente, ci sono buone probabilità che al Pigneto il raid contro il negozio indiano, sia  stato organizzato da uno di sinistra  con tanto di tatuaggio del Che e quindi, a suo dire, col marchio a denominazione d’origine controllata e garantita sul braccio. Vale la pena di leggere l’intervista rilasciata a Repubblica  per farsi un’idea di come  quel tipo di “attaccamento e presidio del territorio” – indove a mi madre e a mi sorella nun je devi fischià dietro – non sia una novità per quelle parti. Pasolini, che da qui a Torpignattara, era di casa e che con queste contraddizioni in seno al popolo, ha riempito pagine e chilometri di pellicola , docet. Non che questo chiuda – o minimizzi –  la questione col fascismo di certi atteggiamenti che al Pigneto come altrove irrorano abbondantemente il tessuto sociale con la logica der rispetto dell’ultimo per il penultimo . Una volta era la presenza di napoletani, baresi e siciliani a nutrire i vagheggiamenti di pulizia etnica nella teppa di quartiere, e ora  si è passati agli extracomunitari, presunti delinquenti, come del resto l’intervistato,  ma non selettivi nell’individuare le vittime – rapinare la banca va bene, il portafogli dell’amica mia, no, è uno sgarro intollerabile – A quei tempi ci sarà stato anche il cocomeraro e il venditore di cozze col limone, come viene ricordato nostalgicamente nell’intervista, ma il quartiere che solo di recente ha conosciuto un buon  programma di riqualificazione, era tutt’altro che un luogo tranquillo e privo di tensioni. Ad ogni buon conto, che i raid partano dalle sezioni di forze nuove o vecchie, o dalle case popolari o dai Parioli, ciascun per sè, che cambia? Forse c’è una prepotenza buona e una cattiva? Secondo l’ispiratore della spedizione, esponente non raro, della coatteria borgatara,  parrebbe che sì. Il fatto che ne  sostenga la validità , quasi se ne vanti e intenda con una simile impresa, offrire un esempio alle figlie diverso da quello consueto del pregiudicato per furto, è l’esito di un clima che a Roma è cambiato e che non contemplando la riprovazione sociale per i fanatici dei presidi territoriali, oramai  incoraggia a far da sè e ad esprimersi liberamente in termini di vieta xenofobia. E sarei anche d’accordo a pigliarmela col fascismo risorgente – se mai se ne fosse andato –  e a imbastirci su una bella campagna, a patto che dentro la categoria fossero annoverati, e con nettezza messi al bando, anche i numerosi fascisti rossi che però siccome vengono dal popolo, sono molto più interessanti e degni di attenzione, di quelli in svastica e rasatura a zero. Altro che moderazione nei giudizi e negli atteggiamenti, ci sarebbe da rivoltare come un calzino anche certa cultura di sinistra e cominciare a fare piazza pulita di luoghi comuni a cominciare da lì.

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2 Commenti

  1. jeneregretterien commenta:

    hai sentito? tra i picchiatori c’è pure un nero, un africano.

    Vediamo che altro cacciano dal cappello.

  2. sedlex commenta:

    una donna, un gay, un ex brigatista…e siamo al completo.

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