Aridatece Citati

Che la critica tenda a rifondare l’Opera attraverso indebite appropriazioni e pratiche autoptiche all’insegna dello scapriccio e delle proiezioni (non cinematografiche)  è un fatto noto.

Ora, se lo scrittore sublima e il critico proietta, imbrogliando le carte, al comune lettore,privato della facoltà d’identificarsi a suo piacimento , non rimane che la canna del gas e già molti, per respirare un po’,si sono rivolti a  generi che comunemente ,gli esegeti disdegnano, a quelle zone franche cioè , dove la sinapsi non si sa neppure cosa sia.

Mai però avremmo potuto pensare che la critica,sonnecchiante per scarso panorama editoriale, avesse deciso di prodursi ben oltre il puro ravanar semantiche

Dirò allora che mi ritengo fortunata di avere acquistato e successivamente letto,mesi fa, “Gomorra” di Roberto Saviano su semplice indicazione  di Corrado Augias, via televisione.Pochi minuti,presente l’Autore, sono bastati per raccogliere le informazioni necessarie e correre in libreria.

Dirò che, se avessi invece seguito il percorso inverso e cioè quello delle elettrizzanti polemiche che sul web si susseguono da tempo, rimbalzando da blog illustre a blogghetto gregario a bloghettino,avrei accuratamente evitato “Gomorra”:

Non si privano così i lettori del piacere di un libro,non si uccidono così gli scrittori giovani.

Ma soprattutto vorrei dichiarare che il problema del padrinato letterario interessa solo se il padrino si chiama Jean Paul Sartre ,il protetto Jean Genet e l’editore Gallimard.

Inoltre non ho particolari problemi di collocazione dell’ opera salvo quella banalissima dello scaffale di casa.Se Saviano sia uno scrittore,un cronista,se il suo libro sia un reportage o un romanzo, se sia una testimonianza di coraggioso impegno civile o meno, non interessa più di tanto, poichè i confini tra l’una e l’altra definizione in questo libro,come in molti altri,sono sfumati,poco percettibili.

Infine  seguendo il filo di queste polemiche tra gruppi di addetti e titolari variamente raggruppati,si evidenzia, fin dalle prime battute ,che Saviano non è che la miccia, di piccole questioni inesplose,che saranno anche importanti ma esclusivamente per chi le vive e che questo balletto tra autoreferenzialità e universo soggettivo non giova certo a illuminare il panorama del web “letterario”, dove vai pensando al mare aperto e ti ritrovi a nuotare in una bagnarola tra pesci di plastica colorata.

Se tanto mi da tanto…aridatece Pietro Citati puzza sotto al naso compresa,aridatece la complessità del linguaggio e le polemiche solo quando sono inevitabili.

Qui  qui  qui e  qui    i termini della querelle Saviano per chi si vuol cimentare…

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