Mandati

Andrebbe ancora bene se questo ammuffito ( a causa delle argomentazioni) dibattito sull’indulto,riuscisse a mettere in luce  le reali condizioni del sistema carcerario in Italia.Così non sarà e se il terreno del dibattito si sposta sulle madri in pericolo invece che concernere la mancata rieducazione dei figli detenuti,rischiamo d’impantanarci e di non venire più via dalla solita logica di vieto moralismo ,inutile ,in primo luogo, alla risoluzione del problema evidenziato da quelle stesse madri .Il carcere,come il manicomio ai tempi suoi, ( e questo dibattito un po’ mi ricorda l’altro) è un grande tabù.L’idea di segregare e allontanare individui pericolosi o malati, è rassicurante e vecchia quanto l’uomo e metterne in discussione l’efficacia ,significa minare  un  malinteso senso di sicurezza fondato per lo più sulla rimozione del problema.Poco importa infatti che le carceri siano nei fatti,macchine moltiplicatrici di criminalità ,(come i manicomi di allora furono assurdi moltiplicatori di follia) e quindi  a loro volta, sistemi di reiterazione, assai più minacciosi per la sicurezza della collettività.Tuttavia quello che sconcerta di più in questo dibattito, non è tanto la sottaciuta  fiducia nel sistema carcerario come unica misura di contrasto alla criminalità, quanto i disordinati effetti che produce il vacillare di un altro falso mito :quello del compromesso come idea negativa e deleteria  dell’arte di governare .Come se connettere i diversi dati che concorrono alla definizione di un problema e trarne conclusioni per scelte operative che tengano conto dei distinti elementi,delle forze in campo,degli interessi e delle priorità, fosse un lavoro sporco,un amaro calice,una triste necessità,difficile per di più,da rappresentare agli elettori.Manco se noi tutti vivessimo su Marte e le nostre esistenze fossero estranee a logiche compromissorie o alla ricerca rocambolesca del male minore.L’idea del governo come arte di “fare le cose” sembra sancire per alcuni, il definitivo svilimento della politica, mentre privilegiare l’ ideologia e le derivanti questioni di principio è ritenuto di per sè, un fattore nobilitante dell’azione politica.Peccato che la realtà idi cui facciamo parte è, oltre che complessa,in continuo movimento,peccato che in virtù di questo, i metri di giudizio di natura ideologica non siano più in grado di offrire  interpretazioni esaustive,peccato che il mandato degli elettori possa riassumersi nell’imput “governate” e non nella raccomandazione ” rendete una nobile testimonianza al paese”. Vista l’importanza della sfida e le future questioni all’ordine del giorno, sarà forse utile  riconsiderare il senso di essere “forza di governo” inclusa la necessaria implicazione,  di non poter essere nel contempo, forza di opposizione.

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