Tag Archives: La fabbrica del cinema

Atmosfere curiali e vedovili (a tempo di rock)

C’era una volta la Democrazia Cristiana .Qualcuno con riferimento ai recenti fatti dirà ” ma c’è ancora” .Non date retta. La storia ultimamente non riesce a ripetersi nemmeno in forma di farsa : la DC finì col settimo mandato del Divo Giulio. Che se ne è andato proprio oggi a distanza di quattro anni da questo appunto di Cannes 2008 il 25 di maggio,  quando cioè Sorrentino con il Divo  e Garrone con Gomorra riuscirono … continua a leggere »

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Ebenezer!!

Delle cinquanta versioni televisive, più una ventina  per il cinema, questa è la più rivoluzionaria. Ma  – curiosamente – anche la più fedele a Dickens. Testo, spirito, ambientazione. Nel corso del tempo, lo Scrooge più stilè  – e dunque poco credibile – fu  quello  interpretato da Michael  Caine. Meraviglioso egualmente, a patto di non pensare a Ebenezer. Il più impeccabile,  zio Paperone, perfettamente a suo agio  nel ruolo  del perfido usuraio, ovviamente affiancato dagli abitanti … continua a leggere »

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Mina & Bilal ( Welcome)

Con risultati alterni, qualche capolavoro ma anche diverse operazioni ambigue, melense quando non  ruffiane, il tema dell’immigrazione è oramai entrato a far parte della cinematografia di tutto il mondo. Welcome del francese Loiret però è  un film diversissimo da tutti gli altri. A marcare la differenza una visione lucida – anzi ruvida –  sia degli  effetti devastanti di certe inutili leggi sull’immigrazione, sia del dispotismo di alcune tradizioni nella cultura musulmana dei matrimoni combinati e … continua a leggere »

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Arabeschi

Dieci inverni possono sembrare abbastanza per riconoscere un sentimento ma per i due protagonisti di questa storia,  si tratta di un arco tempo vissuto a distanza, la continuità semmai è in un filo che lega  gl’incontri casuali o in una corrispondenza intorno alla quale si costruiscono intimità e si dipanano equivoci. Ci si perde e ci si ritrova, poi si torna a perdersi,  in un tempo della relazione dilatato, mentre ciascuno vive proprie esperienze che, … continua a leggere »

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La menzogna del capostazione

Fa bene Rubini ad essere ossessionato dai critici – poi anche dalla pittura, dai treni e dalla Puglia, ma quella è un’altra storia –  Invero a leggere la rassegna stampa –  una decina di recensioni tra quotidiani e periodici –  più che le sue ossessioni stavolta sembra che abbia messo in scena quelle degli altri.C’è nel film una serie di bozzetti paesani? Ma è Germi ! La storia è famigliare nonchè ambientata negli anni sessanta? … continua a leggere »

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