Aprile è il più crudele dei mesi

Aprile è il più crudele dei mesi

 

Al netto dello psicodramma tuttora in corso, tra interpretazioni psicanalitiche – anche quelle andrebbero rinnovate visto che con maggiore frequenza delle metodologie politiche tendono ad essere messe in discussione – incendi di tessere – che sono di plastica,quindi piano con i seppur piccoli spargimenti di diossine – e cavalli da abbattere, non è chiaro se per pietà o sadismo, la domanda epocale sarebbe la seguente :  

 

Se il vero problema è una cultura politica al tramonto, perché  Bersani non è  stato fermato prima delle consultazioni col PDL specificando a chiare note  a lui e a quelli che gli sono vicini  che qualunque candidatura fosse emersa da quegli incontri non sarebbe stata votata per il semplice fatto che non si riconosce più nell’identificazione unità della nazione – patto tra forze politiche diverse, una strategia funzionale?E che in alcun modo e per alcun motivo si sarebbero accettati accordi con Berlusconi?

 

Non che si voglia qui tessere un vuoto e retorico elogio del coraggio che se non c’è non può certo essere inventato né dare spazi a malpensanti dietrologie che vorrebbero situazioni degenerate a bella posta ma sembra talmente impossibile che la situazione sia così sfuggita di mano che nessuna spiegazione logica viene in soccorso.Ergo :

 

 

Perché si è arrivati a poche ore dalle votazioni per fare tardiva, a quel punto, chiarezza?

 

 

Con tutto il rispetto – autentico – per la Dissidenza sciolta e a pacchetti che in queste ore sfila, esterna, si riunisce e vota come meglio crede, era proprio necessario offrire al paese l’immagine di un partito allo sbando?

 

 

E adesso che la frittata è fatta, il tempo stringe e grande è la confusione sotto il cielo, siamo in grado di porre necessario rimedio offrendo allo sconcerto collettivo un nome che non sappia di decadimento, oscure trame e sterili contese? Romano Prodi per esempio mi parrebbe una felice soluzione.

 

(perchè  è proprio vero aprile è il più crudele dei mesi salvo che la pioggia di primavera non arrivi a  svegliare le spente radici schiariendoci,speriamo definitivamente, le idee.Eliot, molesto mica poco)

 

 

April is the cruellest month, breeding

Lilacs out of the dead land, mixing

Memory and desire, stirring


Dull roots with spring rain.

Thomas Stearns Eliot

 

Nell’illustrazione da Repubblica : incendio della tessera

 

 

 

8 pensieri riguardo “Aprile è il più crudele dei mesi

  1. Un pensiero assolutamente condivisibile il tuo. Personalmente ritengo che, almeno in piccola parte, si potrebbe rimediare all’errore terribile di ieri scegliendo di convergere su Rodotà alla quarta chiama. Penso che, arrivati a questo punto, potrebbe essere la soluzione che raccoglie il consenso più largo. Prodi potrebbe non spiacere ai 5 Stelle, ma avrebbe il veto di Scelta Civica e soprattutto del PdL… ed un PD allo sbando potrebbe rivaleggiare con un berlusconi che andrebbe in guerra contro tutto e tutti? Temo che si finirebbe subito ad elezioni e si consegnerebbe il Paese alla solita destra.

  2. Rodotà non piace a tutti all’interno per ragioni che mi sono oscure (forse non lo sanno nemmeno loro) mentre su Prodi quelli di Scelta sono possibilisti,c’è Buitoni Borletti dell’acqua Vien dal mare (è una sola senatrice) che ai tempi dell’Ulivo persino finanziò cospicuamente e ufficialmente.
    Chi rifiuta l’accordo non può non essere soddisfatto perché se c’è uno che rappresenta l’antiberlusconismo quello è proprio Romano Prodi.Se tornasse,mi sentirei meglio.

  3. Le ultime notizie danno proprio una convergenza del PD sul nome di Prodi, su cui anche SeL si allineerebbe. Da una parte sono contento perchè l’uomo è indiscutibile, dall’altra sono un pò preoccupato per i motivi che ho espresso in precedenza. La scelta in questo senso è coraggiosa, ma forse – chissà – occorre proprio una scelta coraggiosa perchè questo Paese inizi a svoltare dopo 20 anni di berlusconismo. Staremo a vedere.

  4. superata anche questa…. su Marini, secondo me, dopo l’incarico a Bersani di cercare un nome comune la dirigenza ha fatto una serie di errori gravi:
    – politici, nel rimangarsi la parola sul “giaguaro”;
    – comunicativi, nel dare l’impressione che il nome l’avesse scelto Berlusconi;
    – di sensibilità, nel non sentire il dissenso interno e nel paese (220 favorevoli su 490 vorrà dire qualcosa…);
    – di metodo: occorre che le scelte siano spiegate, interiorizzate e condivise per poter essere votate… evidentemente non è stato così.

    ma ben peggio è stato “acclamare” Prodi e dopo pugnalare lui e Bersani alle spalle…
    che disastro

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