Dov’eravamo rimasti ?

Dov’eravamo rimasti ?



Agl’infiniti linguaggi del cinema alla ricchezza del suo alfabeto d’immagini e di conseguenza all’inutilità dei sacri principi estetici, delle gabbiette interpretative, delle divisioni in generi, alti, bassi, medi,  tanto care ai teorici e agli schematici desiderosi di mettere le braghette a qualsiasi cosa.

Giuseppe Tornatore di nuovo in campo, è costretto a investire più tempo per spiegare cosa NON è Baaria, piuttosto che a raccontare cos’è. Un’ opera sontuosa, epica, fragorosa, velocissima. Poi d’accordo – non rompiamoci la testa contro i muri che rimangono intonsi e soprattutto sempre quelli – non è Bertolucci, per mancanza di solenni e robuste impalcature ideologiche, ne’ Fellini per un modo differente d’intendere il cinema di poesia. Curioso però che il terzo atto di Novecento non abbia visto e probabilmente non vedrà mai luce perchè come generosamente spiega l’Autore, si è smarrita la tensione, la sintonia con quel contesto politico-culturale che aveva accompagnato le fasi della lavorazione sia di Novecento che del contemporaneo (meraviglioso) Salò

Stai a vedere che la rivoluzione non la fa chi dovrebbe e la si pretende dal cinema, dice un personaggio della Terrazza di Scola.

Non rompiamoci la testa. E sia. Raccogliamo l’esortazione di Peppuccio, forti di una recente piazza, bella ed assertiva ma anche vagamente sfiancati da delusioni e perplessità prodotte da un giro significativo per congressi di circolo. Presenze da ritagli di tempo, dunque non come si dovrebbe, ma le giornate sono sempre più complicate tra lavoro e famiglia da seguire. ( Volevo tutto? Carriera, impegno, affetti, famiglia adorabile ma ingombrante e fracassona? Eccomi servita)

Però, già che ci siamo,  usiamola la testa. Narcisismo, sciatteria, incapacità, – le prime due generano la terza – hanno segnato l’opposizione di centro sinistra in questi ultimi quindici anni . Moretti coglie nel segno con espressioni appropriate ed ha, come sempre,  ragione da vendere.

Gli ultimi episodi poi, sembrano cadere a proposito, racchiudendo un modus e, vorrei dire, un’era. Poichè anche se ognuno sa che la presenza dell’intero gruppo parlamentare democratico avrebbe comunque prodotto presenze in campo avverso in quantità sufficiente da far passare il decreto sullo scudo fiscale, non è possibile offrire ad un elettorato deluso ed amareggiato questa immagine da sbando.

Ci stanno chiedendo tanto e, per quanto ne so e verifico, molti sono ancora disposti a dare e ad impegnarsi – che di questi tempi vuol dire anche sostenere il peso esistenziale di una diversità – 

I parlamentari privi di giustificato motivo, però,  favoriscano dimettersi e non perchè si vogliano tributi di sangue a placare le ire del popolo, ma per una questione di rispetto e di etica politica. Suvvia, fuori dalle scatole, senza eccezione alcuna, com’era nelle chiamate al voto sull’Unità all’epoca in cui gli SMS – che siano comunque benedetti – erano in mens dei.

7 pensieri riguardo “Dov’eravamo rimasti ?

  1. E’ vero, le famiglie fracassone e ingombranti sono, al tempo stesso… adorabili!

    Qua io mi trovo più “ciapata” di quando andavo a scuola….. ;-)))

    Aspetto di leggere i resoconti del Congresso.

    Ah, il mio commento al post precedente è uscito stranamente doppio!! Ovviamente, cancella il superfluo e buon lunedì! :-)

  2. il primo già è andato, a ingrossare il gruppo misto: Antonio Gaglione, risultato assente a 4045 votazioni.

    Ed è pure schifato della vita di deputato. Dimissioni mai, eh?

    Ora dico: ma adesso se ne sono accorti che questo stava a curarsi i suoi malati in quel di Brindisi?

    Ma l’appello al PD non lo fanno mai?

  3. L’episodio vale solo per il suo dato simbolico.

    In un momento di grande depressione e scoramento non si possono mostrare queste immagini d’indolente sciatteria.

    Anche se si sa, il decreto sarebbe passato comunque anche con tutti presenti, i capigruppo contano e ricontano alla vigilia delle votazioni, non solo i nostri.

    Per il resto nessuna sorpresa, qui si fanno appelli e contrappelli in branda e alla fine, vedrai, ognuno avrà avuto una ” giustificazione” valida o un certificato medico da esibire.

    Non è questo il punto.

    Abbiamo rinunciato a 130 deputati di lungo corso quando si sono fatte le liste, per dare spazio alla società civile e al resto del corredo “rinnovamento”.Questo è uno dei risultati.

  4. Narcisismo, sciatteria, incapacità : non solo applicabili alla sola centro-sinistra, c’è chi nonnostante i primi due è capace di fingere la capacità…la politica è teatro…

  5. Magari è vero ma che cambia? Non conosco altro modo per affrontare i temi di questo mondo  che la Politica.
    Certo sarei più felice di occuparmi della sciatteria dell’avversario e invece sono qui alle prese con quella che dilaga nella parte politica cui più tengo.
    Ma che bell’avatar.

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