Federatori di scontento (tutto è condonato)

 

 

 

 

Vent’anni dopo le promesse di rivoluzione liberale e cambiamento – sembra ieri, ma solo  perché qui da noi tutto quello che è successo ha prodotto, in termini di evoluzione  politica e sociale, risultati prossimi allo zero –  con un paese ancora da salvare – molto più dalle proprie endemiche cancrene che dalle arcinote tempeste internazionali – ci ritroviamo di nuovo alle soglie di una Scelta che si vorrebbe di radicale cambiamento ma che, allo stato, sembra lontana dall’essere tale.

 

Tema dominante di una campagna che di avvincente ha ben poco attraversata com’è da formazioni politiche con ragione sociale incerta – solo un paio partecipano per vincere  – non il lavoro, non le tasse,non la spesa, non il debito ma … la governabilità.

 

Non che si voglia svilire l’importanza di un governo stabile, solo non è chiaro come un quadro all’insegna della frammentazione potrebbe soccorrere il problema dell’eventuale stallo al senato, idem  la diffusa tendenza a partecipare per motivi altri dal vincere e governare.

 

La differenza che passa tra un partito che si presenta come possibile forza di governo e uno strutturalmente votato all’opposizione o alle alleanze post voto è dirimente: nello scarto che c’è tra l’uno e l’altro passano non solo la credibilità dei programmi ma, non ultima, una visione della società.

Che idea di paese può mai avere una formazione che non si pone il problema di governare?

 

Tramontato, almeno per il momento il bipolarismo, lo spazio del dibattito elettorale è praticamente occupato dal racconto dei retroscena, dagli strategismi, dalle variabili geometrie del chi si allea con chi, nel caso che….Né mancano ipotesi irresponsabili di sollecitazioni a spendere il voto in modo da determinare  una situazione di caos e ingovernabilità propedeutica ad un ritorno alle urne più …consapevole.(con un paese che nel frattempo è fallito…ma che importa?)

 

Un modo efficace di ammazzare quel che resta di una Politica già fortemente debilitata dal prevalere di logiche economiche imposte dall’Europa.In tutto ciò, il pragmatismo delle varie agende, ruolini di marcia, provvedimenti dei cento giorni o da prima seduta del consiglio dei ministri suona soltanto come finzione.Dopo anni di realtà virtuale arriva quella elettorale fatta di promesse irrealizzabili quando non rovinose, buttate lì  per catturare il consenso nella vasta area della disillusione e dello scontento.Abolizioni,restituzioni,detassazioni,condoni. La distribuzione pre-elettorale di generi di conforto ha cambiato passo.

 

 

Si dirà che in tutto questo bagaglio di storture l’infame Porcellum ha la sua buona dose di responsabilità  ed in parte è vero.In questo caso, resterebbe da stabilire  il perché  avendo per le mani un giocattolo difettoso,lo si utilizzi in modo tale da esaltarne le disfunzioni.Anomalia che chiama anomalia l’unico risultato garantito è il disorientamento.

 

Tuttavia quel che più sconcerta della disinvoltura con la quale i venditori di fumo spargono promesse è un’idea di interlocutore che sta tra l’ignorante,il fesso e il bisognoso di inquadrare il proprio disagio nella fantasia piuttosto che nella concretezza di prospettive realizzabili.Ma davvero siamo così?

 

E in caso contrario,non sarebbe tempo di fornire a questa schiera di manipolatori, una robusta dimostrazione di raggiunta maturità?

 

Nell’illustrazione Grillo in Veneto (foto dall’Huffginton Post)

 

 

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4 Commenti

  1. Rear Window commenta:

    Ma davvero siamo così? Temo di si… basta buttare un occhio qui:

    http://www.youtube.com/watch?v=o20YMfvxplI&feature=share

    o basta considerare il vasto seguito di cui gode una formazione come quella di Grillo. O ancora basta constatare il ruolo nuovamente centrale della TV in questa campagna elettorale, e la conseguente occupazione militare della stessa ad opera di berlusconi. Operazione che lo ripaga in pieno in termini di consenso. Questi due personaggi avrebbero avuto ben altre accoglienze in un Paese diverso dal nostro. La maturità che auspichi alla fine del tuo post, secondo me è molto al di là da venire.

  2. redpoz commenta:

    sì, siamo così. e no, non abbiamo raggiunto né maturità, né consapevolezza.
    mi viene da sorridere ripensando a quando credevamo (non io, per fortuna) che Monti in campagna elettorale avrebbe contribuito alla serietà.
    mi viene da ridere leggendo i sostenitori di Grillo che dicono “controlleremo tutto noi da casa, tramite la rete”. come se gli italiani avessero mai controllato nulla.

    ed è sorprendente con quanta facilità siamo passati dal liberalismo più o meno spinto ad un corporativismo estremo in salsa “grillina”….

  3. Rear Window commenta:

    In Italia la serietà non paga. Men che meno durante la campagna elettorale. In questo senso non è affatto un caso se il centrosinistra da quando è ufficialmente iniziata la campagna elettorale ha perso parecchi punti percentuale di consenso.

  4. Sed commenta:

    I sostenitori romani di Silvio….ma allora ditelo che volete guastarmi la serata (notate gli orfani delle corse dei cavalli alle Capannelle…sono perfetti,sembrano dipinti)

    Siamo così? Non tutti ovviamente,diciamo che questo paese è diviso in due grossi tronconi, più una fascia esigua che si sposta ora di qua ora di là determinando il successo di questo o di quello.
    Ragione in più per chiedere a gran voce un bipolarismo che più bipolare non si può.
    Buona campagna a voi.
    A chi la fa come Red schierando i mezzi pesanti e a chi come Rear….sottilmente insinuandosi…

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