We’re not bad people. We just come from a bad place.

Togliamoci subito il pensiero : niente di questo film è troppo esplicito o gratuito come potrebbero dar ad intendere ripetute scene di sesso a combinazione variabile, celebrati passa e spassa di Fassbender come natura crea,davanti alla macchina da presa e una lettura frettolosa del tutto. Raccontare credibilmente un’ossessione e nel contempo rendere i fatti con misura ed eleganza, senza cedimenti al trash narrativo nemmeno nell’accenno ad una probabile infanzia danneggiata come origine di tutti i mali, senza moralismi ed in modalità assolutamente neutra , non è semplice eppure l’impresa in cui si sono cimentati Mc Queen & Fassbender, sodalizio artistico già collaudato con Hunger, riesce alla perfezione seppur al piccolo prezzo di qualche momento di disagio da parte dello spettatore.


Dunque Shame, espressione,a quanto sembra, assai ricorrente  nelle confessioni  dei sex addicted e storia di una dipendenza che come ogni altra, s’impadronisce e condiziona momento per momento  tutta la vita. Ma anche storia insostenibile di una prigione dalla quale è difficile evadere e della sofferenza che ne deriva particolarmente quando la  ricerca di sé conduce inesorabilmente all’ impossibilità di essere “normali”

Grande esperienza visiva realizzata da un artista che nella regia ha trovato il suo completamento e intensa recitazione di Fassbender che la Coppa Volpi meritò in pieno.


Shame è un film a colori di genere drammatico della durata di 99 min. diretto da Steve McQueen e interpretato da Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Hannah Ware, Nicole Beharie, Amy Hargreaves, Lucy Walters, Elizabeth Masucci, Anna Rose Hopkins, Briana Marin.
Prodotto nel 2011 in Gran Bretagna e distribuito in Italia da Bim Distribuzione.

Questo post è catalogato in La fabbrica del cinema, Venezia 2011. Vai al permalink.

5 Commenti

  1. Rear Window commenta:

    Non so… come ho già detto un film su un uomo ammalato di sesso che non sia ambientato a Palazzo Grazioli, mi par poco credibile… ecco, l’ho detto! :)

  2. Sed commenta:

    Questo film (“installazione” lo chiamano ma di preciso non so cosa significhi) è un’opera d’arte, va visto a prescindere dai ricordi che suscita.Se poi i ricordi riguardano le imprese a Grazioli…e beh siamo da tutt’altra parte.

  3. jeneregretterien commenta:

    dalla Bignardi venerdì c’erano un giovanotto scrittore-blogger e Natalia Aspesi che parlavano di Shame. Pare che agli uomini non sia piaciuto, infatti il giovanotto sembrava schifatissimo.

  4. Sed commenta:

    Si, loro hanno tirato in ballo questa divisione (che a me tra l’altro non risulta)perché l’interprete principale, bello e dolente, avrebbe commosso le signore e irritato i signori.
    Oltre la visione machista dell’erotomane compulsivo,mi pare ci sia anche una visione machista della critica criticante ( Aspesi esclusa s’intende)
    Il giovanotto televisivo comunque di cinema capisce abbastanza.

  5. redpoz commenta:

    non l’ho ancora visto, ma mi incuriosisce molto.
    anche perchè la tematica è quanto mai attuale, e McQueen pare essere riuscito a narrarla senza dare spazio a scandali, ma con lucida obiettività artistica…

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