Cronaca di una morte dimenticata

Un giovane entusiasta che ama  – ed è quindi impegnato a valorizzare – il proprio lavoro, è una mina vagante anche se fa l’impiegato del catasto, figurarsi se ha scelto il mestiere di fare informazione.

C’è un modo dello stare al mondo che non può esimersi dal continuo interrogare ciò che accade. Si riescano o meno ad ottenere risposte, quel modo è vissuto come sovversivo di un ordine delle cose che non è solo appannaggio delle organizzazioni criminali.

Interrogarsi è il primo importante passaggio sul tragitto del costruirsi un’Etica. Se ciò si realizza su scala sociale, difficilmente le cose restano come sono. Per questo chi ha un’etica ed un’integrità,  ha molti nemici naturali ma anche insospettabili detrattori nella tendenza fatalista e distruttiva di quell’entusiasmo che sta alla base della voglia di cambiare.

Giancarlo Siani viene ucciso non solo per l’importanza delle rivelazioni – esito di un lavoro scrupoloso d’indagine –  ma perchè il  suo semplice continuare a stare al mondo, avrebbe infranto più di un teorema, in primo luogo quello che vede la mafia, impermeabile alla giustizia, come  unica, ineludibile prospettiva.

C’è nel film di Marco Risi un linguaggio essenziale e maturo che, dal traveling aereo iniziale ai titoli di coda, molto si adopera nel seguire il filo del racconto, disegnando il ritratto dell’antieroe : un giovane uomo reso vulnerabile dall’età, dalle proprie contraddizioni e dalla solitudine in  un contesto di fatto ostile . Sostenuto in questo, anche dall’interpretazione sfumata ed estremamente rispettosa del personaggio di Libero De Rienzo, il film è alimentato da un continuo conflitto che in virtù di una scelta cinematografica  del tutto  intenzionale  non viene risolto, ne’ sospeso.

Il film non dovrebbe richiamare troppo il confronto con Gomorra, trattandosi di due stili narrativi differenti ma soprattutto di una materia che nell’arco di oltre vent’anni è profondamente cambiata. Tuttavia a Risi, nulla nel settore dei parallelismi fantasiosi è stato risparmiato, nemmeno il raffronto col padre Dino. Ne’ il ricorso all’iconografia di genere, quantunque da quando le telecamere ci hanno mostrato, dopo il loro arresto, le vere abitazioni dei camorristi, non è più chiaro se gli stili prediletti, siano dettati dal cinema o se il cinema si sia ispirato a tali tendenze d’ arredamento.

Va invece dato merito a Risi per la tenacia spesa in una realizzazione che, nel corso del tempo, ha incontrato parecchi ostacoli. Ma soprattutto per essere riuscito nell’impresa di un film non didascalico che nel contempo consente una visione agevole anche da parte di chi, troppo giovane, nulla può sapere di quella stagione.


Fortapasc è un film di Marco Risi. Con Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano Gallo, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Gianfranco Gallo, Antonio Buonomo, Duccio Camerini, Marcello Mazzarella, Daniele Pecci, Ennio Fantastichini, Renato Carpentieri, Gianfelice Imparato. Genere Drammatico, colore 108 minuti. – Produzione Italia 2008. – Distribuzione 01 Distribution

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3 Commenti

  1. jeneregretterien commenta:

    è questo il nuovo template?

    (è sparita la foto)

  2. sedlex commenta:

    Va e viene, il povero Siani non trova pace.Non ho capito l’arcano.

    Funziona questo template? Ci sono pasticci ? (E poi c’ha la favicon a forma di forbicetta…)

  3. jeneregretterien commenta:

    sembra tutto a posto, non ci sono pasticci finora

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