I conti col passato che non vuol fare i conti



A “ La sconosciuta”  di Giuseppe Tornatore, presentato nella sezione Première di Romafilmfestival,è andato il Blockbaster Award, il  riconoscimento dei noleggiatori.  Considerato anche il grande successo avuto con i buyers  stranieri – circa  23 paesi se lo sono attribuito nel corso delle trattative di  Businnes Street – si potrebbe pensare ad una certa vocazione commerciale  che il film  tutto sommato non ha.Tornatore si ripresenta dopo una lunga assenza, con un’opera per nulla conciliante,capace di scioccare gli spettatori perchè incentrata su due tipi di violenza,la sete di vendetta e la feroce criminalità est-europea scaturita dal crollo del socialismo reale e alimentata dall’adozione di spietate regole di sopravvivenza.Il primo tipo di violenza trova una bella illustrazione nella scena in cui la “sconosciuta” Irena, ragazza dell’est approdata in Italia,dopo aver insegnato a Tea,la bambina affidatale, come difendersi,la spinge verso un compagno di scuola manesco.Tea reagisce passando dalla difesa all’offesa con aggressività doppia rispetto a quella del suo avversario.Il secondo tipo invece è il tema principale della vicenda.L’odissea di Irena vittima di un feroce protettore che la obbliga a rimanere incinta per vendere i neonati al miglior offerente.Film dalle atmosfere dense,cupe, cosparso di  varie citazioni hitchochiane, fonda la  narrazione sull’uso del flash back  e di qualche iper effetto ,felicissima la scelta del “non luogo”  – metafora- :Trieste.Metodologia questa alla quale ,per altro, Tornatore ci ha abituati sia in occasione de “il camorrista” ambientato in una Napoli irriconoscibile, sia per la Sicilia di Malena.La Sconosciuta si colloca tra i  film migliori di Giuseppe Tornatore,regista accurato, con un gran senso degli attori e del dramma ma che lavora troppo poco.Ciò detto, nella speranza che il progetto ereditato da Sergio Leone,di un film sull’assedio di Leningrado possa trovare una realizzazione.

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