Lo scortato di Dio

Lo scortato di Dio

Magdi Allam, quello che, siccome il capo di Hamas in persona, gli telefona di notte,va in giro con la scorta, è molto risentito per il modo con il quale Benedetto XVI gestisce i suoi incontri interreligiosi , così dopo aver esaminato sull’avvenire del 24 settembre 2006 la composizione del parterre relativo all’ Udienza papale

Sono 22 i diplomatici dei Paesi a maggioranza musulmana che prenderanno parte all’udienza di oggi con Benedetto XVI. Ci saranno poi 16 membri della Consulta
islamica in Italia e 3 rappresentanti del Centro islamico culturale in Italia e della Lega musulmana mondiale invitati dal Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.
Fra i Paesi rappresentati oggi all’incontro con il Pontefice anche il Pakistan, l’Indonesia, la Turchia, l’Iran e l’Iraq.

si dichiara insoddisfatto e dalle colonne del Corriere della sera pone a un Benedetto XVI, che mi piace immaginare tutt’orecchi, una serie di questioni fondamentali in ordine alla rappresentanza,all’immagine e alla gestione mediatica dell’evento.Tutte faccende che il romano pontefice ignora, compreso com’è della sua missione pastorale,infatti il Vaticano che da che mondo è mondo impartisce lezioni  su come si gestisce una relazione diplomatica , un impero economico ,una rete di banche, per finire a come s’imbastisce lo spettacolo dell’ agonia di un papa in diretta televisiva planetaria , che c’entra con Benedetto XVI? Ma Allam non demorde e attacca la solita tiritera dell’Islam senza figura religiosa unica che possa far da contrappeso a Benedetto XVI,dell’islam teocratico,dei diplomatici che non rappresentano gli ayatollah e degli ayatollah che non rappresentano i presidenti e  dei re che non sono rappresentati dalle corti islamiche, tant’è che alla fine di tutta questa analisi dell’ognun per sè, la sensazione di inutilità dell’iniziativa del pontefice (anzi di qualunque iniziativa) prevale insieme a quella di Barbarie Assoluta di un mondo che, a sentire  Allam,non potresti mai convocare a nessuna udienza,tavolo o trattativa, senza dimenticartene almeno la metà  causa  un misterioso moltiplicarsi di attribuzioni geopolicoreligiose in costante evoluzione.Come possa avvenire tutto ciò, non è dato sapere,lo sa Allam e tanto basta.Meno male che il  discorso  di Benedetto XVI, tenuto oggi, religioso e insieme politico nel senso migliore del termine, è andato in tutt’altra direzione, toccando temi unificanti cari cioè alle tribù come ai grattacieli:una bella risposta alle analisi svilenti e catastrofiche di Allam che riducono il rapporto tra culture ad una selezione di interlocutori e ad una provinciale  rivendicazione dell’orgoglio cristiano “Come italiano, musulmano laico di civiltà occidentale, considero una sconfitta il fatto stesso che oggi, per la terza volta, il Papa si senta in dovere di spiegare che non intendeva offendere l’islam, quando ha esercitato il legittimo diritto alla libertà d’espressione. Ma sarebbe una catastrofe se, in cambio del loro «perdono », venissero legittimati quali interlocutori della Chiesa in veste di «rappresentanti dell’islam», dei governi e delle organizzazioni che predicano e praticano il terrorismo, che mirano alla distruzione di Israele e all’annientamento della civiltà occidentale. Che nessuno si faccia illusioni: costoro si considereranno pienamente soddisfatti soltanto quando il Papa e i cristiani si convertiranno all’islam.

Corriere della sera del 25 settembre

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