Bring me the anatomy book !

( The Beguiled di  Sofia Coppola ha un illustre predecessore, Don Siegel che realizzò nel 1971 un film con analogo titolo e analogamente tratto dal libro A Painted Devil  di Thomas Cullinan. Coppola ha precisato di non aver voluto fare un  remake ma di essersi ispirata semplicemente al libro. Tuttavia, “La notte brava del soldato Jonathan”   è un film talmente importante che non è giusto dimenticarsene. E questo non tanto per fare improponibili paragoni ma per capire come  il racconto può evolversi attraverso un semplice cambio di prospettiva. Lì un uomo al centro della scena, qui un gruppo di donne. Dopo 46 anni non poteva essere che così)

 

Sosteneva  Don Siegel a proposito del suo The Beguiled  che Le donne sono capaci di ingannare, rubare, assassinare. Di fare ogni cosa. Dietro la maschera di innocenza nascondono la malvagità di un mafioso. Le ragazze più innocue possono essere killer” (Stessa ambientazione, stessa epoca, stessi disastri da guerra fuori della porta di casa, il concetto era stato già chiarito ampiamente da Rossella & Melania in una pellicola del 1939, ovvero molto tempo  prima che  intervenissero Siegel e  il soldato Jonathan con le loro  notti brave)

 

Ma se le donne con la loro subdola doppiezza sono capaci delle azioni più nefande, la vanità maschile ne combina, e su scala assai più vasta, anche di peggio. Dunque, ristabiliti pesi e contrappesi,  possiamo serenamente concludere che la lettura femminista qui non serve a molto, mentre il rovesciamento del punto di vista narrativo operato da Sofia Coppola sembra  offrire una chiave più interessante laddove il punto di vista femminile non ha necessariamente a che fare col femminismo in senso stretto (tremate,tremate, sono passati i decenni, certa critica sta ancora tremando?)

 

Guerra di secessione, un collegio femminile – tutto  Confederate States Army & diletta bandiera –   in cui si continuano ad insegnare francese, buone maniere e punti perfetti. Sette donne che devono però anche provvedere a se stesse (non c’è ombra di servitù, nemmeno Hallie, l’unica schiava nera che Siegel aveva immaginato fiera e convintamente sudista).

Nel microcosmo, soccorso da una delle ragazzine in cerca di funghi, s’introduce il caporale nordista Mc Burney gravemente ferito che viene portato all’interno della casa curato ripulito e rifocillato non senza dilemmi di appartenenza via via fugati dalla cortesia  del soldato  ( It’s seems the enemy… it’s not what we believed)

 

Inevitabilmente la presenza maschile attiva comportamenti seduttivi, ciascuna a proprio modo, e dinamiche di rivalità, il caro John dà i resti un po’ a tutte come si conviene ad un vero oggetto del desiderio o gallo del pollaio o quel che sia  ma  viene scoperto sul fatto (erotico) e punito nientedimeno con una non necessaria amputazione della gamba.

What have you done to me, you vengeful bitches ?  (e che t’aspettavi?) l’urlo rimbalza per la casa e qui viene il bello : il fascino seduttore si trasforma in arroganza e minacce ricomponendo dissidi e competizioni. La coalizione al femminile ritorna.E per John saranno amarissimi cavoli.

Del resto : We can show ‘em some really Southern hospitality.  Aveva annunciato all’inizio una delle ragazze. Promessa mantenuta.

 

Minuziosa nel definire i caratteri femminili e le ambientazioni, Sofia Coppola, coadiuvata da un cast e da un direttore della fotografia davvero eccezionali, si riconferma  regista di gran classe, capace di usare con disinvoltura tradizione (gira in 35 mm) e innovazione. Palma d’oro per la regia a Cannes 2017. Strameritata.

 

 

 

 

l’Inganno è un film di  Sofia Coppola. 2017 con Colin FarrellNicole KidmanKirsten DunstElle FanningOona Laurence.Titolo originale: The Beguiled. Genere Drammatico – USA2017durata 91 minuti. Distribuito da Universal Pictures. in 360 copie

Questo post è catalogato in Cannes 2017, La fabbrica del cinema. Vai al permalink.

5 Commenti

  1. Rear Window commenta:

    Ricordo di aver visto il film di Don Siegel (che apprezzo molto come regista… Chi ucciderà Charley Varrick? lo adoro, per dirne una) da ragazzo… ne conservo un ricordo vago ma positivo.
    L’operazione della Coppola è sicuramente intrigante… il cast poi è davvero di tutto rispetto!

    • Sed commenta:

      Uhhhhh recita anche Farrell, pensa te. E quella Kidman ma dove vuole arrivare?.Anche a me piace molto Siegel con tutti quegli sceneggiatori sotto falso nome per via della black list.
      E poi su questo film Eastwood ha girato un documentario The Beguiled, the Storyteller (1971) prima ancora di Brivido nella notte. come dire una specie di viatico per futuri lavori. M’incuriosisce molto come sia lui che Don fossero appassionati,direi quasi ossessionati, dalla storia. Se la sognavano,ne parlavano e riparlavano, chissà che cosa passava loro per la testa.(volevano essere Farrell?)

  2. Rear Window commenta:

    Farò così: recupererò il film di Don Siegel ed andrò a vedere questo nuovo della Coppola… così per rendermi bene conto delle due diverse letture della stessa storia…

  3. ljac48 commenta:

    Anche a me sembra di aver visto il precedente…
    Ma sempre più spesso mi succede che, dal titolo, non emerge nulla.
    Poi vedo qualche scena, leggo le trame e prendono corpo fantasmi…uhmmm la vecchiaia che avanza! :-0

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