Oh Pierluigi

Non c’è nessun furore ideologico di liberalizzare. Siamo pronti a discutere”. Il decreto è stato approvato stamane dal Consiglio dei ministri insieme alla manovrina – prospetta cambiamenti di non poco conto: si tratta di un provvedimento destinato a trovare il favore dei consumatori e le critiche di alcune categorie interessate. Una dozzina di misure, usando le parole di Bersani, “per far muovere l’economia, riqualificare le attività economiche, ridurre i prezzi e far posto ai giovani”. 

Da Corriere della Sera on line 30 giugno 2006

 

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Almeno per questa volta

Appena un mese di tregua e sono subite ricominciate le trasmissioni con i commenti post elettorali a schema fisso.

L’ultimo divertimento in città, è prendersela con gli elettori che vanno a votare e siccome alla vendita di fumo non c’è più limite,secondo la Russa se sei di sinistra  automaticamente sei anche  inquadrato e militarizzato, qualsiasi scheda ti mettono in mano ci metti la croce sopra ,non prima di esserti accertato della piena corrispondenza  col facsimile che ti ha infilato in tasca il commissario politico la sera prima.Insomma sei privo di volontà autonoma.E anche un po’ scemo.

Un altro bell’esercizio è l’interpretazione ed ermeneutica della volontà  degli astensionisti con deduzione di auspici  quando non indicazioni per future scelte politiche.Uno fa tanto per astenersi,per fare il libero pensatore,lo scettico,il qualunquista l’anarchico da barzelletta, per poi essere ricacciato in una categoria definita di persone,anzi in un vero e proprio “partito”.Fossi in loro rivendicherei maggior rispetto in nome dell’individualismo antisociale.

Poi ci sono quelli che hanno vinto i SI…. ma solo “oltre il PO” e qui è inutile addentrarsi in polemiche.L’analisi selettiva della realtà (praticata con successo anche da Goebbels)con annessa visione soggettiva  è la convinzione più antipatica da debellare.Come mostrare la carta d’identità a  si crede Napoleone.C’è scritto Rossi ma lui continua a leggere  Bonaparte.E gl’infermieri ovviamente annuiscono.

Poi ci sono quelli che hanno perso perchè non si sono spiegati bene con gli elettori.Ci siamo sgolati a promettere riduzioni di parlamentari fra dieci anni e quelli niente.. a insistere e a voler per forza  controllare tutti e 57 gli articoli sottoposti a consultazione.E questa è una personale sconfitta di D’Onofrio e della visione detta “del  popolo bue” ,quello al quale serve solo di capire se in futuro “conterà o no” .

Poi ci sono quelli della divisione manichea :qui il progresso la gioventù il futuro e la gaiezza e lì l’arretratezza,il vecchiume,il pannolone e l’istituto geriatrico.E  in questo Adornato campione mondiale di salto della quaglia con giravolta e triplo avvitamento si era già prodotto da par suo, in occasioni ufficiali quali la guerra in Iraq.Largo dunque al nuovo che avanza.

E infine ci siamo noi che,con buon diritto, vorremmo festeggiare un traguardo raggiunto,non c’è cosa che infastidisca di più dell’entusiasmo,si sa,ma come diceva quello ” almeno per questa volta lasciatemi essere felice”.

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Aridatece Citati

Che la critica tenda a rifondare l’Opera attraverso indebite appropriazioni e pratiche autoptiche all’insegna dello scapriccio e delle proiezioni (non cinematografiche)  è un fatto noto.

Ora, se lo scrittore sublima e il critico proietta, imbrogliando le carte, al comune lettore,privato della facoltà d’identificarsi a suo piacimento , non rimane che la canna del gas e già molti, per respirare un po’,si sono rivolti a  generi che comunemente ,gli esegeti disdegnano, a quelle zone franche cioè , dove la sinapsi non si sa neppure cosa sia.

Mai però avremmo potuto pensare che la critica,sonnecchiante per scarso panorama editoriale, avesse deciso di prodursi ben oltre il puro ravanar semantiche

Dirò allora che mi ritengo fortunata di avere acquistato e successivamente letto,mesi fa, “Gomorra” di Roberto Saviano su semplice indicazione  di Corrado Augias, via televisione.Pochi minuti,presente l’Autore, sono bastati per raccogliere le informazioni necessarie e correre in libreria.

Dirò che, se avessi invece seguito il percorso inverso e cioè quello delle elettrizzanti polemiche che sul web si susseguono da tempo, rimbalzando da blog illustre a blogghetto gregario a bloghettino,avrei accuratamente evitato “Gomorra”:

Non si privano così i lettori del piacere di un libro,non si uccidono così gli scrittori giovani.

Ma soprattutto vorrei dichiarare che il problema del padrinato letterario interessa solo se il padrino si chiama Jean Paul Sartre ,il protetto Jean Genet e l’editore Gallimard.

Inoltre non ho particolari problemi di collocazione dell’ opera salvo quella banalissima dello scaffale di casa.Se Saviano sia uno scrittore,un cronista,se il suo libro sia un reportage o un romanzo, se sia una testimonianza di coraggioso impegno civile o meno, non interessa più di tanto, poichè i confini tra l’una e l’altra definizione in questo libro,come in molti altri,sono sfumati,poco percettibili.

Infine  seguendo il filo di queste polemiche tra gruppi di addetti e titolari variamente raggruppati,si evidenzia, fin dalle prime battute ,che Saviano non è che la miccia, di piccole questioni inesplose,che saranno anche importanti ma esclusivamente per chi le vive e che questo balletto tra autoreferenzialità e universo soggettivo non giova certo a illuminare il panorama del web “letterario”, dove vai pensando al mare aperto e ti ritrovi a nuotare in una bagnarola tra pesci di plastica colorata.

Se tanto mi da tanto…aridatece Pietro Citati puzza sotto al naso compresa,aridatece la complessità del linguaggio e le polemiche solo quando sono inevitabili.

Qui  qui  qui e  qui    i termini della querelle Saviano per chi si vuol cimentare…

S   
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